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Archive for 24 dicembre 2009

Professionisti e software

24 dicembre 2009 Lascia un commento

Aziende e imprenditori devono ben guardarsi dall’utilizzare software pirata in ufficio, al contrario degli studi professionali che, pare siano esentati da quest’obbligo, almeno secondo quanto stabilito con la sentenza n.49385 dalla Corte di Cassazione, depositata il 22 dicembre 2009.
Infatti non commette reato il libero professionista iscritto all’albo che utilizza programmi informatici privi del marchio Siae. Questo in sintesi il dictat della sentenza della Cassazione, che distingue tra attività imprenditoriale e commerciale da un lato e professionale dall’altro, in relazione all’uso del software senza licenza.
Mentre le imprese commettono reato in quanto i loro scopi sono esplicitamente a fini di lucro, non sono punibili i professionisti “intellettuali” per la cui attività è prevista l’iscrizione ad un albo .

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Atti persecutori e rilevanza penale

24 dicembre 2009 Lascia un commento

Molto si è scritto sul mobbing, fenomeno che ha antiche radici storiche, solo di recente venuto alla ribalta per le implicazioni e le ripercussioni gravemente lesive sull’integrità fisica della persona. In questa sede ci si limita ad osservare che tale fenomeno rientra a pieno titolo fra i cd. atti persecutori caratterizzati da comportamenti violenti che si protraggono nel tempo ai danni di una vittima designata. Il più delle volte si tratta di violenza psichica, comunque suscettibile di percezione sensoriale “moltiplicata” proprio per la reiterazione dei comportamenti lesivi anche in lunghi intervalli temporali, molto di frequente accompagnati da piccole o grandi vessazioni materiali o psicologiche che minano in prima battuta gli equilibri psichici della vittima. Si connota per l’esplicarsi prevalentemente in ambito lavorativo; l’autore non è mai solo; quasi sempre si tratta di persecuzioni attuate in concorso da più soggetti, coordinati molto spesso da un unico mandante.
Il mobbing ha consolidata rilevanza illecita sotto il profilo risarcitorio; esso rientra nella direttiva generale di cui all’art. 2043 del codice civile, cagiona un danno ingiusto, a volte di rilevante entità, ma come più volte ribadito dalla Suprema Corte non sembrava avere fino a qualche tempo fa, rilevanza penale. La Cassazione, in proposito con sentenza n° 33624 del 29.08.2007, ha affermato che “con la nozione (delineatasi nella esperienza giudiziale gius/lavoristica) di mobbing si individua la fattispecie relativa ad una condotta che si protragga nel tempo con le caratteristiche della persecuzione, finalizzata all’emarginazione del lavoratore, onde configurare una vera e propria condotta persecutoria posta in essere dal preposto sul luogo di lavoro. …continua

La rete delle regole

24 dicembre 2009 Lascia un commento

ROMA (Reuters) – Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto oggi che per contrastare i reati di istigazione alla violenza su Internet non presenterà un disegno di legge, ma punterà alla realizzazione di un codice di autoregolamentazione degli operatori.
Parlando ai giornalisti al termine di un incontro al Viminale con i gestori delle reti su Internet e i rappresentanti dei social network, Maroni ha detto che ”ci siamo impegnati ad elaborare delle proposte e a costituire un tavolo con tutti i soggetti che sono intervenuti… per discutere le nostre proposte e valutare la possibilità di trovare una soluzione e cioè un codice di autoregolamentazione piuttosto che una norma di legge”.
Questo “tavolo” sarà convocato a metà gennaio, ha aggiunto Maroni.
Dopo l’aggressione al premier Silvio Berlusconi erano proliferati sulla rete gruppi e siti che istigavano alla violenza o facevano apologia di reato, spingendo il ministro ad annunciare un decreto legge per fermarli. Successivamente, dopo un colloqui al Quirinale, Maroni aveva derubricato il dl in disegno di legge da presentare velocemente al consiglio dei ministri.
Ora il Viminale sembra intenzionato a rivedere questa decisione, poiché incide su una materia che, come ha detto lo stesso Maroni, incide sulla libertà di espressione dei cittadini.
“La strada da seguire è quella di cercare un accordo tra tutti, definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga tutti i soggetti interessati, evitando interventi d’autorità, ma ottenendo ugualmente il risultato”, ha detto oggi il ministro.
Questo codice dovrà essere approvato “in tempi rapidi, per combattere il proliferare di gruppi che inneggiano all’omicidio, al terrorismo e alla mafia”.
All’incontro al Viminale erano presenti il vice ministro delle Comunicazioni Paolo Romani, il capo della polizia Antonio Manganelli, il capo della polizia postale Antonio Apruzzese, il responsabile europeo di Facebook, Richard Allan e rappresentanti del ministero delle Politiche Giovanili, Confindustria, Assotelecomunicazioni, Associazione italiana internet provider, British Telecom, Fastweb, H3g, Vodafone, Wind, Telecom, Google e Microsoft.
Reuters