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Il mimo che si muove

27 dicembre 2009 Lascia un commento

(ANSA) – FIRENZE, 26 NOV – Giro di vite del sindaco di Firenze Matteo Renzi contro l’accattonaggio e la mendicita’ ”molesti e invasivi”. Da domani e per i prossimi sei mesi sara’ in vigore un’ordinanza che punira’ con multe da 80 a 480 euro anche chi, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, ‘armato’ di strumenti musicali come fisarmonica, mandolino e chitarre, infastidisce gli avventori di bar o ristoranti, e i falsi mimi, ovvero coloro che camuffati come i veri artisti di strada che posano ‘immobili’ nel centro di Firenze, avvicinano i passanti: in quest’ultimo caso e’ ragionevolmente presumibile, si spiega, che tutto sia finalizzato a distrarli per facilitare la commissione, a loro danno, di reati contro il patrimonio. Multe anche per accattonaggio e mendicita’, ancorche’ non molesti, vicino o dentro gli ospedali e agli incroci stradali. L’ordinanza, adottata anche in base ai nuovi poteri conferiti ai sindaci dal decreto Maroni del 5 agosto 2008, e’ stata decisa dopo che negli ultimi tempi, specie nel centro della citta’, si e’ verificata, si spiega, una ”notevole recrudescenza di fenomeni” legati appunto al mendicare molesto, ovvero non realizzato con il semplice atto della mano tesa o simili, ma ”accompagnato da altre invasive forme di trasmissione del messaggio”. Tra le categorie ‘vietate’ indicate nel provvedimento, firmato dal sindaco, rientrano anche coloro che chiedono l’elemosina in modo invasivo perche’ utilizzano cani di grossa taglia, fatti stazionare in strada o sui gradini di negozi e chiese, o evidenziando malformazioni agli arti o con grave difficolta’ di deambulazione, per suscitare sentimenti di pieta’ e provocare la dazione di denaro.
L’ordinanza e’ stata illustrata stamani dall’assessore comunale al decoro Massimo Mattei e dal comandante della polizia municipale fiorentina Massimo Ancillotti. Mattei ha spiegato che l’ordinanza ”non e’ una iniziativa contro i mendicanti ne’ una svolta securitaria, ma di buon senso”. A Firenze gia’ dal 2008 e’ vietato mendicare distesi per strada, come previsto dal regolamento di polizia municipale voluto dall’ex assessore di Palazzo Vecchio Graziano Cioni, padre anche dell’ ordinanza contro i lavavetri. (ANSA).
Ansa

La notizia è di qualche tempo fa. Senza entrare nel merito del provvedimento, credo che tuttavia valga la pena di soffermarsi su una parte dell’ordinanza del Sindaco di Firenze, laddove si dice che ” l’ordinanza punisce coloro che camuffati come i veri artisti di strada che posano ‘immobili’ nel centro di Firenze, avvicinano i passanti: in quest’ultimo caso e’ ragionevolmente presumibile che tutto sia finalizzato a distrarli per facilitare la commissione, a loro danno, di reati contro il patrimonio.”
Tempo addietro spiegavano le affinità fra diritto penale e diritto penale amministrativo, cioè fra illecito penale e illecito amministrativo. A quest’ultimo tipo di illecito, a seguito della depenalizzazione intervenuta con legge dell’81, sono stati estesi alcuni principi fondamentali del diritto penale, quali quello della riserva di legge, colpevolezza e offensività. In buona sostanza, per vietare un comportamento, quanto meno tale comportamento dev’essere lesivo di un bene tutelato dall’ordinamento. E’ evidente che non si può porre alcun divieto, ancorchè puramente amministrativo solo perchè ” è ragionevolmente presumibile… “. In verità i poteri concessi ai sindaci dalla legge 125 del 2008, avvelendosi della clausola generale sulla tutela della sicurezza urbana, sono piuttosto elastici, ma comunque devono essere sempre esercitati nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, come, a dire il vero, è avvenuto nella maggioranza dei casi. Sono state infatti adottate ordinanze per reprimere la somministrazione e il consumo di alcolici dei minori, per contrastare la prostituzione, anche se, di per sè, la prostituzione non è (ancora) reato; per tutelare il decoro urbano, contro il vandalismo, la “movida” (non solo con il divieto di vendita per alimenti e bevande ai minori, ma anche per il disturbo della quiete), e infine contro l’abbandono di rifiuti. Tutte condotte apparentemente lesive della sicurezza urbana il cui merito potrebbe essere anche opinabile, ma comunque niente a che vedere con il divieto di “sedersi in modo disordinato o improprio, appoggiandovi, ad esempio, i piedi”, relativo alle panchine del parco, evidentemente l’illegittimo frutto di una (fervida??) mente, o come nel caso dell’ordinanza del Sindaco di Firenze, con la quale si vieta in buona sostanza, “il mimo che si muove”, andando ben oltre lo spirito e la ratio della legge. Sarebbe come vietare la circolazione in automobile perchè è ragionevolmente presumibile che si possano causare incidenti.

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The show must go on

27 dicembre 2009 Lascia un commento

Radio France: “Perché l’auto non è fuggita subito via? Ovvero: il governo italiano strumentalizza l’aggressione al Cav per mettere le mani sulla Rete”

Silvio Berlusconi riceve la statuetta in pieno viso. Sotto la violenza del colpo, vacilla. La guardia del corpo lo infila subito in auto.
In qualsiasi altro paese un capo di governo aggredito in questo modo, una volta sistemato sul sedile posteriore col viso insanguinato verrebbe portato via. Immediatamente.
Protocollo vorrebbe poi lo sgombero della folla per permettere alla vettura di partire all’impazzata verso l’ospedale.
Qui no. L’autista è pronto a premere sull’acceleratore. Si volta. Momento di esitazione nell’abitacolo dell’auto. E per forza! Silvio Berlusconi VUOLE uscire dal veicolo. Malfermo, tenendosi alla portiera, può quindi esibire il viso straziato alle telecamere e alle macchine fotografiche. Compie pure la cortesia di voltarsi verso i fotografi mal posizionati.
A partire da questo momento abbiamo già in mano tutti i termini del dibattito che si preannuncia. “Guardate cosa mi hanno fatto quei vigliacchi!”
Berlusconi è un uomo degli anni ‘80. E’ l’uomo della TV.
Per lui la vita è un grande spettacolo. Più di chiunque altro al mondo conosce il potere delle immagini. Anzi, ne padroneggia i meccanismi. Nonostante la violenza del colpo, nonostante il dolore evidentemente forte, ha il riflesso di mostrarsi nuovamente alla folla e di favorire il viso livido agli obiettivi dei reporter.
Già sa che l’emozione restituita da quelle foto gli permetterà di srotolare su di un tappeto rosso tutta la semantica del martirio che costituisce il cuore del suo discorso.
Il peso delle parole, lo shock delle foto, il motto di Paris Match, non è mai stato tanto attuale.
La foto shock darà peso ad ogni sua minima parola. E nessuno potrà resistervi.
Appena sveglio, l’indomani, in ospedale, Silvio Berlusconi vuole che gli siano portati TUTTI i giornali. Non solo la stampa italiana, ma anche TUTTI i quotidiani stranieri.
Nel dolore della carne, la sua anima deve trovare conforto. L’effetto boomerang ha funzionato. La sua foto è sulla PRIMA PAGINA di tutto il pianeta.
Il resto si declina da sé, secondo una logica prestabilita … Quanto a Tartaglia Oswald si sentirà tutto ed il contrario di tutto: un pazzo, un gesto politico, un complotto, un atto isolato… In breve, non si saprà mai nulla.
In ambito politico la colpa è della sinistra, responsabile del clima d’odio.
Berlusconi: l’immagine struggente di un uomo ferito e continuamente attaccato – un uomo buono, che ama e che perdona, tranne che a sinistra…
Il tutto procede come un rullo compressore, nessuna voce dissenziente può risuonare.
L’aggressione è, “politicamente parlando”, un’opportunità per Silvio Berlusconi.
Alle prese con la sua riforma della giustizia e con i conflitti interni alla maggioranza, ricorrendo al “tutti mi seguano senza obiettare, altrimenti fuori”, accusato da Fini di comportarsi come un “monarca assoluto”, ecco ora l’immagine dell’uomo ferito che ispira compassione al di sopra di ogni disputa politica. Grande Silvio.
La minima critica viene subito richiamata all’ordine. “Ma non vi vergognate, poveretto? Non vedete come soffre? Siete tanto insensibili?”
Tutti hanno condannato la violenza, ma coloro che recitano la parte dei grandi sentimentalisti sentono il proprio cuore stringersi a fronte dei massacri di innocenti che fanno la storia contemporanea e l’attualità d’ogni giorno?
Non si tratta che di una sceneggiata, di una strumentalizzazione.
Non riuscendo a controllarli, il governo Berlusconi voleva limitare il potere dei blogger, della Rete, i gruppi su Facebook e Google. Emergono forme di resistenza in nome della libertà d’espressione.
Con questa aggressione diverranno possibili leggi quasi liberticide, col pretesto di lottare contro i gruppi che coltivano l’odio e la violenza. Approfittandone per inserire in questa categoria anche semplici oppositori politici.
L’aggressione al premier è un atto violento e, in questo senso, vigliacco e ignobile. Da condannare. D’accordo.
Ma le discussioni conseguenti sono del tutto faziose. La sinistra non ha maggiori responsabilità della destra. Quando si banalizzano gli insulti tra politici, quando un presidente del consiglio parla di “di strangolare coloro che scrivono di mafia”, quando la Lega Nord moltiplica i messaggi di odio razziale, quando la sinistra si rinchiude per 15 anni nell’anti-Berlusconismo, usando ogni mezzo per praticarlo, si giunge ad una responsabilità collettiva.
E, ancora una volta, la vittima principale è il cittadino italiano.
Grazie all’aggressione, Berlusconi ritrova il suo registro preferito: “Chi mi ama mi segua”. E’ da 15 anni che fa di tutto per occupare il cuore del dibattito nazionale. Così il confronto politico continua ad essere ridotto ad un referendum permanente attorno alla sua figura. “Favorevole o contrario a Berlusconi?”
E per il momento siamo al “favorevole”.
Eric Valmir, 15.12.2009 (traduzione di Daniele Sensi)
danielesensi.blogspot.com

Gli ultimi saranno i primi

27 dicembre 2009 Lascia un commento

Le prossime elezioni regionali, quelle che nella primavera (probabilmente alla fine di marzo) interesseranno circa 13 Regioni, introdurranno una novità assoluta in terra di Calabria. La Regione ha infatti approvato, il 6 agosto 2009, la proposta di legge della Giunta Loiero che istituisce le Primarie obbligatorie per tutti coloro che intendono candidarsi alla presidenza della Regione.
L’articolo 2 della legge – che probabilmente a causa del periodo estivo non ha ottenuto la meritata attenzione – prevede: “I partiti ed i gruppi politici che intendono presentare liste elettorali per l’elezione del Consiglio regionale […] partecipano alle «elezioni primarie» e, a pena della esclusione dal rimborso di cui all’articolo 15, alle elezioni regionali candidano alla carica di Presidente della Giunta regionale il candidato della rispettiva lista che ha ottenuto il maggior numero di voti nella «elezione primaria»”. Quindi i partiti che disertano le Primarie e scelgono il candidato presidente nelle segrete stanze rischiano di perdere i finanziamenti regionali.
Il meccanismo “studiato” per le Primarie calabresi prevede uno strano sistema di voto: quando gli elettori vanno al seggio possono scegliere tra un numero di schede pari a quello delle liste che partecipano: sulla scheda scelta pubblicamente (svelando quindi il proprio orientamento) segnano il nome del proprio candidato preferito (oppure, perché no, votano in massa per il candidato più improbabile o più debole dello schieramento avversario). Proprio riferendosi a ciò, l’Italia dei Valori, per bocca di Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, ha già manifestato la sua contrarietà alla norma, definita Legge Truffa:
Roma, 20 ago.- (Adnkronos) – “Sono diversi i punti della legge, approvata in piena estate dalla Regione Calabria e che rende obbligatorio il ricorso alle primarie per l’elezione del Presidente della Giunta Regionale, su cui si posso sollevare dubbi. Ne citeremo alcuni.Il primo riguarda le operazioni elettorali. Si prevede infatti che ciascun elettore esprima il proprio voto scegliendo la scheda della lista, o della coalizione di liste, per cui intende votare. Cosi’ al seggio, al momento della scelta, le intenzioni di voto dell’elettore diventano note. Fatto, questo, che viola uno dei cardini della democrazia rendendo la legge incostituzionale: la segretezza del voto”. E’ quanto scrive sul suo blog, insieme a Luigi De Magistris, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, dal titolo ”Primarie in Calabria: arriva la legge truffa”. Di Pietro e De Magistris avvertono che ”l’Italia dei Valori non potra’ sostenere alle prossime elezioni regionali la candidatura a Presidente della Regione di coloro che hanno sostenuto, sostengono o sosterranno questa legge truffa”.
Adnkronos

Bianco Natale

27 dicembre 2009 Lascia un commento

“Brescia, il comune leghista di Coccaglio lancia l’operazione “White Christmas”. I vigili casa per casa a controllare gli extracomunitari: chi non è in regola perde la residenza
Un bianco Natale senza immigrati. Per le feste il comune caccia i clandestini
Obiettivo: “Far piazza pulita” dice il sindaco. E l’assessore alla Sicurezza afferma “Natale non è la festa dell’accoglienza ma della tradizione cristiana”.

BRESCIA – A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L’amministrazione di destra – sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl – ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l’operazione “White Christmas”, come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.
Un nome scelto proprio perché l’operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l’ideatore dell’operazione, l’assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi “per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità“. È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, mille e 500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo. “Se non dimostrano di averlo fatto – dice il sindaco Franco Claretti – la loro residenza viene revocata d’ufficio”.
L’idea dell’operazione intitolata al Natale nasce dopo l’approvazione del decreto sicurezza che dà poteri più incisivi al sindaco, che poi chiede ai suoi funzionari di verificare i dati dell’Anagrafe sugli stranieri. Nel paese, in dieci anni, gli extracomunitari sono passati dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008, diventando più di un quinto della popolazione. Con marocchini, albanesi e cittadini della ex Jugoslavia tra i più presenti. “Da noi non c’è criminalità – tiene a precisare Claretti – vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia“.
A Coccaglio fino a giugno e per 36 anni ha governato la sinistra. “È solo propaganda – dice l’ex sindaco Luigi Lotta, centrosinistra – Io ho lasciato un paese unito, senza problemi d’integrazione. L’unico caso di cronaca degli ultimi anni, un accoltellamento tra kosovari, nemmeno residenti da noi, c’è stato sotto la nuova amministrazione”.
L’idea di accostare la caccia agli irregolari al Natale, ha provocato le proteste di un pezzo di città. “Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov’era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa”, replica Abiendi, che si definisce “tra i fondatori della Lega Nord, nel 1992″. Poi enumera i risultati dell’operazione “Bianco Natale”: “Dal 25 ottobre abbiamo fatto 150 ispezioni. Gli irregolari sono circa il 50% dei controllati”. E ora al modello Coccaglio guardano anche i sindaci leghisti dei comuni vicini, due (Castelcovati e Castrezzato) l’hanno già copiato. Lo scorso 24 ottobre, alla prima convention di sindaci leghisti, a Milano, la “White Chistmas” ha avuto l’appoggio convinto dello stato maggiore del partito. “Il ministro Maroni è un uomo pratico – dice ora Claretti – ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici”. Sul riferimento al Natale, il sindaco accetta le critiche. “Forse è stato infelice. Ma l’operazione scadrà proprio quel giorno lì”.
La Repubblica.it

Natale multietnico a San Torpete.
Natale 2009 a San Torpete assume un valore non solo religioso, ma anche «politico» perché vuole essere una risposta ferma e forte all’eresia leghista che, sulle spoglie di un paganesimo finto celtico con i riti sbilenchi al «dio Po», vuole costringere il «fatto centrale» del cristianesimo a «White Christmas», cioè ad episodio razzista e strumento di esclusione. A San Torpete la Madonna quest’anno partorisce non uno, ma tre, dieci, mille bambini di ogni colore e cultura perché nessuno può essere escluso dalla mensa della dignità, della cittadinanza, del rispetto e del diritto. Ogni uomo e ogni donna, di qualunque nazione, cultura e provenienza sono soggetti di diritto e di doveri, tutelati dalla Costituzione italiana e dalle Carte universali dei diritti. Escludere una sola persona significa espungere il Bambino Gesù da se stesso perché quel Bambino che è nel presepe è un palestinese, è un ebreo, è un orientale e non è mai stato un bergamasco, un varesotto e tanto meno un leghista o un berlusconiano. Egli è esattamente il contrario di tutto ciò che questi scampoli di inciviltà rappresentano e propugnano. Dal punto di vista cattolico, se insistono nel dichiararsi tali, sono eretici e sacrileghi e non possono celebrare il Natale cristiano che per sua natura è universale, cioè «cattolico». Dispiace che i vescovi invece parlino sempre in generale, finendo per adeguarsi alla bisogna. Non è tempo di diplomazia istituzionale: è tempo di gridare sui tetti la profezia del Vangelo.
Per accogliere i Gesù Bambini che nascono a San Torpete, chiesa aperta sul mondo senza confini, come la sua storia millenaria testimonia.
San Torpete, contro ogni particolarismo offre l’armonia dei colori di mille Gesù Bambini; contro la grettezza della politica dominante presenta la Bellezza della Letteratura; contro la bruttezza di voci stridule e sincopate, libera il suono della musica antica che si fa preghiera; contro il gracidare di uomini e donne superficiali propone la voce di due attori che declamano il cuore del mondo. Dice Gesù a noi e a chi vuole incendiare le moschee: Non celebrate la mia, perché io sono da sempre, celebrate piuttosto la vostra rinascita di creature nuove, civili e coerenti. Anch’io sono straniero senza documenti.
Per gli emarginati, la rinuncia alla battaglia è una risposta all’arroganza delle cose e delle persone. L’impossibilità di integrarsi in un certo mondo, di vivere relazioni umane, di ascoltare il canto dell’universo, costringe alcune persone a relegarsi in un mondo altro. Don Paolo Farinella

Rixi (Lega Nord): “Don Farinella come un Iman, moderi i toni almeno a Natale”.
Anche questo Natale deve far discutere. Dopo il caso della Moschea nel presepe (anno 2008) di Don Prospero quest’anno è la volta di Don Farinella, parroco di San Torpete a Genova che ha deciso di lanciare una provocazione proprio nei confronti della Lega accusata di razzismo e paganesimo. Farinella ha quindi deciso che molto cristianamente la Vergine Maria quest’anno, non partorirà solo un Bambin Gesù, ma ben quattro, di diversa razza e colore. Il carroccio genovese, non accetta etichette da nessuno, il Natale deve essere un momento di Comunione, non di divisione come vorrebbe Don Farinella, il suo parto plurimo che certo ha poco a vedere con la cultura cristiana, ricorda di più altre religioni, quelle politeiste magari centro africa. La Lega non è un partito confessionale ma è un Movimento composto anche da molti cattolici che hanno a cuore le proprie tradizioni. Gesù si è fatto uomo non per dividersi in una o più razze,ma per rappresentare l’umanità nella sua universalità. La Messa politica –continua Rixi- annunciata per domani alle 21.00 è poi un vero affronto alla tradizione cristiana. Non si deve mischiare politica e religione, questo prete sembra un Iman. Noi -conclude- difenderemo il Natale della nostra tradizione fino in fondo. Non vogliamo accettare provocazioni ma invitiamo il parroco a moderare i toni, almeno a Natale. Ci auguriamo poi che nelle Festività abbia modo di rileggersi le Sacre Scritture.”

Il partito dell’amore -2

27 dicembre 2009 Lascia un commento

Il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ieri ha spiegato in Parlamento che dal 1994 è in corso in Italia “una campagna d’odio” contro Silvio Berlusconi.
Fortunatamente il premier è intervenuto subito e dall’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato dopo la vergognosa e ingiustificabile aggressione subita domenica sera, ha ricordato che “l’amore vince sull’odio”.
Lo dimostrano, tra l’altro, le centinaia di interventi suoi e di esponenti del centrodestra che negli ultimi 15 anni sono sempre stati improntati al buon senso e alla moderazione.
Ecco dunque una necessariamente breve antologia delle migliori frasi di quello che potrebbe essere chiamato il Partito dell’Amore.

Il bon ton con gli avversari:
“Veltroni è un coglione” (Berlusconi, 3/9/95).
“Veltroni è un miserabile” (Berlusconi, 4/4/2000).
“Giuliano Amato, l’utile idiota che siede a Palazzo Chigi” (Berlusconi, 21/4/2000).
“Prodi? Un leader d’accatto (Berlusconi, 22/2/95).
“La Bindi e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare di notte” (Berlusconi, 29/9/96).
“Prodi è la maschera dei comunisti” (Berlusconi, 22/5/2003).
“Prodi è un gran bugiardo pericoloso per tutti noi” (Berlusconi, 21/10/2006).
“Prima delle elezioni ho potuto incontrare due sole volte in tv il mio avversario, e con soli due minuti e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e alle stronzate che diceva Prodi”. (Berlusconi alla scuola di formazione politica di Forza Italia, 2 luglio 2007).
“Con Prodi a Palazzo Chigi è giusto dire: piove governo ladro” (Berlusconi, 10/4/2008).
“Il centrosinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas” (Berlusconi, 4/4/2000).
“Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò” (inaugurando la presidenza italiana dell’Unione europea e rispondendo a una domanda del capogruppo socialdemocratico, il tedesco Martin Schulz, sul conflitto d’interessi, 2 luglio 2003).
“Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe questo: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo (Berlusconi, 17/1/2005).

Il rispetto per gli elettori:
“Lei ha una bella faccia da stronza!” (alla signora riminese Anna Galli, che lo contestava, 24/7/ 2003).
“Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot” (Berlusconi, 14 dicembre 2005).
“Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse” (discorso di Berlusconi davanti alla Confcommercio il 4/4/2006).
“Le nostre tre “I”: inglese, Internet, imprese. Quelle dell’Ulivo: insulto, insulto e insulto” (27/5/2004).

L’armonia con gli alleati:
Berlusconi: “Parliamo della par condicio: se non abbiamo vinto le elezioni, caro Follini, è colpa tua che non l’hai voluta abolire”.
Follini: “Io trasecolo. Credevo che dovessimo parlare dei problemi della maggioranza e del governo”.
Berlusconi: “Non far finta di non capire, la par condicio è fondamentale. Capisco che tu non te ne renda conto, visto che sei già molto presente sulle reti Rai e Mediaset”.
Follini: “Sulle reti Mediaset ho avuto 42 secondi in un mese”.
Berlusconi: “Non dire sciocchezze, la verità è che su Mediaset nessuno ti attacca mai”.
Follini: “Ci mancherebbe pure che mi attacchino”.
Berlusconi: “Se continui così, te ne accorgerai. Vedrai come ti tratteranno le mie tv”. Follini: “Voglio che sia chiaro a tutti che sono stato minacciato” (Discussione con l’Udc Marco Follini, secondo i quotidiani dell’11 luglio 2004).

La sacralità delle toghe
“I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana… Se fai quel mestiere, devi essere affetto da turbe psichiche” (Berlusconi, The Spectator, 10/9 2003). “In tutti i settori ci possono essere corpi deviati. Io ho una grandissima stima per la magistratura, ma ci sono toghe che operano per fini politici. Sono come la banda della Uno bianca” (Berlusconi, dopo l’arresto del giudice Renato Squillante, 14/5/96. Ma il riferimento è per quelli che l’hanno arrestato). “I Ds sono i mandanti delle toghe rosse. Noi non attacchiamo la magistratura, ma pochi giudici che si sono fatti braccio armato della sinistra per spianare a questa la conquista del potere” (Berlusconi, 1/12/99). “I giudici di Mani Pulite vanno arrestati, sono un’associazione a delinquere con licenza di uccidere che mira al sovvertimento dell’ordine democratico” (Vittorio Sgarbi, “Sgarbi quotidiani”, Canale5, 16/9/94).“Gian Carlo Caselli è una vergogna della magistratura italiana, siamo ormai in pieno fascismo: si comporta come un colonnello greco, in modo dittatoriale, arbitrario, intollerante. I suoi atti giudiziari hanno portato alla morte” (Vittorio Sgarbi, 8/12/94). “Nelle mie televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi, perchè noi siamo liberali” (Berlusconi, 21/ 5/2006). “Silvio Berlusconi, durante l’ufficio di presidenza del Pdl ancora in corso, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, ha parlato di una vera e propria persecuzione giudiziaria nei suoi confronti , che porta il paese sull’orlo della guerra civile” (Ansa, 29/11/09)

La fiducia nella democrazia:
“Si è messo mano all’arma dei processi politici per eliminare l’opposizione democratica. Non siamo più una democrazia, ma un regime. Da oggi la nostra opposizione cessa di essere opposizione a un governo e diventa opposizione a un regime” (Berlusconi, dopo una condanna in primo grado tangenti, 8/8/98).
“La libertà non si può più conquistare in Parlamento, ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione. Senza la devoluzione, da qui possono partire ordini di attacco dal Nord. Io sono certo di avere dieci milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà” (Umberto Bossi al “parlamento padano”, presente Berlusconi, Ansa, 29/9/2007).
“Boicotteremo il Parlamento, abbandoneremo l’aula, se necessario daremo vita a una resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia” (Berlusconi, 3/3/95).
“In Italia c’è uno Stato manifesto, costituito dal governo e dalla sua maggioranza in Parlamento, e c’è uno Stato parallelo: quello organizzato in forma di potere dalla sinistra nelle scuole e nelle università, nel giornalismo e nelle tv, nei sindacati e nella magistratura, nel Csm e nei Tar, fino alla Consulta. Se si consentirà a questo Stato occulto di unirsi allo Stato palese, avremo in Italia un regime vendicativo e giustizialista, mascherato di legalità e ostile a tutto ciò che è privato” (Berlusconi, 5/4/2005).
“Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa é la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti”.(Berlusconi, 21/5/2009)
Il più grande statista degli ultimi 150!
Redazione Il Fatto Quotidiano. “Coglioni, kapò e mentecatti”: l’amore secondo B. Dal 94 ad oggi l’infinita serie di insulti del premier e dei suoi di Peter Gomez e Marco Travaglio.

Inciuci

27 dicembre 2009 Lascia un commento


Il Pd e la tentazione suicida di salvare il Caimano

Le menti pensanti, si fa per dire, della dx berlusconiana, hanno ideato uno schema aggiuntivo a quello del partito dell’odio e dell’amore, quello degli Orazi e Curiazi.
“Volete il dialogo? Volete una grande intesa? Volete la pacificazione? Allora dovete cacciare questo o quello e presentarvi soli, quasi come l’agnello da sacrificare, davanti al trono del nostro signore…”.
Così, uno dopo l’altro, nell’elenco delle pecore nere da cacciare dal gregge degli amici e degli alleati del Pd sono finiti: Scalfari, Ezio Mauro, l’intero gruppo Repubblica-Espresso, il Fatto di Padellaro, Travaglio, Furio Colombo, l’Unità, Rai3, Santoro e Annozero, per non parlar della Cgil che è già stata espulsa dai tavoli delle trattative. Come non bastasse Bersani dovrebbe anche rompere con Di Pietro e con la sx radicale e magari prendere il solenne impegno a non fare alleanza con questi signori, in modo tale da non avere possibilità di vincere neppure nel più piccolo comune.
Certo, potrebbero anche i dirigenti Pd preparare una lista simile e “vedere l’effetto che fa”, come cantava Iannacci. Potrebbero metterci dentro qualche direttore di famiglia, qualche giornalista killer, qualche ricettatore di dossier falsi, qualche spione che insegue i giudici per strada, quelli già condannati e quelli che inneggiavano al mafioso Mangano, oppure quei mazzieri che hanno preparato l’agguato al direttore dell’Avvenire Boffo, o alla signora Veronica, oppure al presidente Napolitano, a Gianfranco Fini; per non parlare dei quintali di immondizia riversati sulla Corte Costituzionale e sulla Costituzione medesima.
Come non bastasse, i dirigenti del Pd, sempre con grande sobrietà, potrebbero presentare un elenco di ex iscritti alla P2 con i quali non vogliono trattare oppure indicare i nomi di quei fascisti non pentiti e di quei razzisti xenofobi che tanta parte hanno in questa maggioranza.
A noi le liste di proscrizione non piacciono, ma questa lista avrebbe molto più senso di quella presentata a Bersani e compagni.
Siamo sicuri che a nessuno nel csx verrà più in mente di ripercorrere le rovinose strade del passato, ma se qualcuno conservasse ancora questa tentazione luciferina, dovrà rassegnarsi a perdere i rapporti non con Di Pietro e Scalfari, Santoro e Ezio Mauro, ma con qualche milione di elettori e elettrici.
Dopo averci diviso, ci colpirà, politicamente s’intende, ad uno a uno, e celebrerà il suo trionfo finale realizzando l’antico e mai archiviato progetto gelliano di costruire una repubblica presidenziale a (tele)comando unificato.
Sarà il caso di non dargli una mano…
Giuseppe Giulietti-Articolo 21. Tratto da Micromega

Antifascismo

27 dicembre 2009 3 commenti

“E’ in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.”
Benito Mussolini 1932

“Gli ebrei alimentano una campagna di odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non e’ sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.“
Adolf Hitlker 1933

“Ho pensato che davvero dobbiamo contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio.“
Silvio Berlusconi 2009

Piero Calamandrei – Discorso agli studenti milanesi del 1955

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi.
In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…
E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!
O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…
Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

Manipolazione

27 dicembre 2009 Lascia un commento

Rimango ogni giorno più allibito da quello che ci propinano in televisione, con messaggi subdoli, subliminali, tesi ad ingenerare false convinzioni e in definitiva, a veicolare una falsa rappresentazione della realtà che ci circonda.
Già a metà degli anni 50 del secolo scorso, fu avviato da parte degli Stati Uniti, il progetto MKULTRA (conosciuto anche come MK-ULTRA). Si riferisce ad una serie di attività svolte dalla CIA tra gli anni cinquanta e sessanta che aveva come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone (cosiddetto controllo mentale). Il progetto non è mai stato reso ufficialmente pubblico dalla CIA, ma vi sono varie testimonianze dirette che riferiscono di esperimenti condotti da personale dell’intelligence. Tali esperimenti prevedevano la somministrazione dell’ipnosi, sieri della verità, messaggi subliminali, LSD ed altri tipi di violenze psicologiche su cavie umane.
Si suppone che uno degli scopi del progetto fosse quello di modificare il livello di percezione della realtà di alcune persone, costringendole a compiere atti senza rendersene conto; una delle ipotesi vuole che la CIA fosse interessata alla possibilità di creare degli assassini (Hashascin) inconsapevoli.
Nel 1977, grazie alla legge sulla libertà di informazione, furono derubricati alcuni documenti che testimoniavano la partecipazione diretta della CIA al programma MKULTRA.
Il progetto fu portato all’attenzione dell’opinione pubblica per la prima volta dal Congresso degli Stati Uniti e da una commissione chiamata Rockfeller Commission. Tale commissione pubblicò un documento che recitava:
« Il direttore della CIA ha rivelato che oltre 30 tra università e altre istituzioni sono coinvolte in un programma intensivo di test che prevede l’uso di droghe su cittadini non consenzienti appartenenti a tutti i livelli sociali, alti e bassi, nativi americani e stranieri. Molti di questi test prevedono la somministrazione di LSD. Almeno una morte, quella del Dr. Olson, è attribuibile a queste attività. »
Il progetto Mk-Ultra fu ordinato dal direttore della CIA Allen Dulles il 13 aprile 1953, al fine di contrastare gli studi russi, cinesi e coreani sul cosiddetto controllo mentale (mind control), ovvero sul controllo della psiche delle persone. Questa tecnica poteva portare numerosi vantaggi per gli USA, come ad esempio la creazione di assassini inconsapevoli o il controllo di leader stranieri scomodi (come ad esempio Fidel Castro).
Nel 1964 il progetto fu rinominato MKSEARCH in quanto si stava specializzando nella creazione del cosiddetto siero della verità, sostanza che sarebbe poi stata usata per interrogare esponenti del KGB durante la guerra fredda. Dato che quasi tutti i documenti riguardanti l’MK-ULTRA sono stati distrutti dall’allora direttore della CIA Richard Helms, è praticamente impossibile poter ricostruire tutte le attività svolte nell’ambito di questo progetto.
Gli esperimenti .
La stessa agenzia ha successivamente riconosciuto che quei test avevano una debole base scientifica e che gli agenti posti all’esecuzione e controllo degli esperimenti non erano ricercatori qualificati.
I documenti recuperati fanno presupporre, con un sufficiente margine di certezza, che la CIA abbia usato radiazioni e LSD al fine di controllare le menti delle cavie. Le vittime erano dipendenti della CIA, personale militare, agenti governativi, prostitute, pazienti con disturbi mentali e gente comune; il tutto con lo scopo di verificare che tipo di reazione avessero queste persone sotto l’influsso di droghe e altre sostanze.
Il Dottor Sidney Gottlieb, l’ideatore di tutti gli esperimenti, era solito anche torturare le vittime aggiungendo alla normale dose di droga anche rumori molesti o costringendoli ad ascoltare frasi offensive a ciclo continuo.

(Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_MKULTRA)