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Il mimo che si muove

(ANSA) – FIRENZE, 26 NOV – Giro di vite del sindaco di Firenze Matteo Renzi contro l’accattonaggio e la mendicita’ ”molesti e invasivi”. Da domani e per i prossimi sei mesi sara’ in vigore un’ordinanza che punira’ con multe da 80 a 480 euro anche chi, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, ‘armato’ di strumenti musicali come fisarmonica, mandolino e chitarre, infastidisce gli avventori di bar o ristoranti, e i falsi mimi, ovvero coloro che camuffati come i veri artisti di strada che posano ‘immobili’ nel centro di Firenze, avvicinano i passanti: in quest’ultimo caso e’ ragionevolmente presumibile, si spiega, che tutto sia finalizzato a distrarli per facilitare la commissione, a loro danno, di reati contro il patrimonio. Multe anche per accattonaggio e mendicita’, ancorche’ non molesti, vicino o dentro gli ospedali e agli incroci stradali. L’ordinanza, adottata anche in base ai nuovi poteri conferiti ai sindaci dal decreto Maroni del 5 agosto 2008, e’ stata decisa dopo che negli ultimi tempi, specie nel centro della citta’, si e’ verificata, si spiega, una ”notevole recrudescenza di fenomeni” legati appunto al mendicare molesto, ovvero non realizzato con il semplice atto della mano tesa o simili, ma ”accompagnato da altre invasive forme di trasmissione del messaggio”. Tra le categorie ‘vietate’ indicate nel provvedimento, firmato dal sindaco, rientrano anche coloro che chiedono l’elemosina in modo invasivo perche’ utilizzano cani di grossa taglia, fatti stazionare in strada o sui gradini di negozi e chiese, o evidenziando malformazioni agli arti o con grave difficolta’ di deambulazione, per suscitare sentimenti di pieta’ e provocare la dazione di denaro.
L’ordinanza e’ stata illustrata stamani dall’assessore comunale al decoro Massimo Mattei e dal comandante della polizia municipale fiorentina Massimo Ancillotti. Mattei ha spiegato che l’ordinanza ”non e’ una iniziativa contro i mendicanti ne’ una svolta securitaria, ma di buon senso”. A Firenze gia’ dal 2008 e’ vietato mendicare distesi per strada, come previsto dal regolamento di polizia municipale voluto dall’ex assessore di Palazzo Vecchio Graziano Cioni, padre anche dell’ ordinanza contro i lavavetri. (ANSA).
Ansa

La notizia è di qualche tempo fa. Senza entrare nel merito del provvedimento, credo che tuttavia valga la pena di soffermarsi su una parte dell’ordinanza del Sindaco di Firenze, laddove si dice che ” l’ordinanza punisce coloro che camuffati come i veri artisti di strada che posano ‘immobili’ nel centro di Firenze, avvicinano i passanti: in quest’ultimo caso e’ ragionevolmente presumibile che tutto sia finalizzato a distrarli per facilitare la commissione, a loro danno, di reati contro il patrimonio.”
Tempo addietro spiegavano le affinità fra diritto penale e diritto penale amministrativo, cioè fra illecito penale e illecito amministrativo. A quest’ultimo tipo di illecito, a seguito della depenalizzazione intervenuta con legge dell’81, sono stati estesi alcuni principi fondamentali del diritto penale, quali quello della riserva di legge, colpevolezza e offensività. In buona sostanza, per vietare un comportamento, quanto meno tale comportamento dev’essere lesivo di un bene tutelato dall’ordinamento. E’ evidente che non si può porre alcun divieto, ancorchè puramente amministrativo solo perchè ” è ragionevolmente presumibile… “. In verità i poteri concessi ai sindaci dalla legge 125 del 2008, avvelendosi della clausola generale sulla tutela della sicurezza urbana, sono piuttosto elastici, ma comunque devono essere sempre esercitati nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, come, a dire il vero, è avvenuto nella maggioranza dei casi. Sono state infatti adottate ordinanze per reprimere la somministrazione e il consumo di alcolici dei minori, per contrastare la prostituzione, anche se, di per sè, la prostituzione non è (ancora) reato; per tutelare il decoro urbano, contro il vandalismo, la “movida” (non solo con il divieto di vendita per alimenti e bevande ai minori, ma anche per il disturbo della quiete), e infine contro l’abbandono di rifiuti. Tutte condotte apparentemente lesive della sicurezza urbana il cui merito potrebbe essere anche opinabile, ma comunque niente a che vedere con il divieto di “sedersi in modo disordinato o improprio, appoggiandovi, ad esempio, i piedi”, relativo alle panchine del parco, evidentemente l’illegittimo frutto di una (fervida??) mente, o come nel caso dell’ordinanza del Sindaco di Firenze, con la quale si vieta in buona sostanza, “il mimo che si muove”, andando ben oltre lo spirito e la ratio della legge. Sarebbe come vietare la circolazione in automobile perchè è ragionevolmente presumibile che si possano causare incidenti.

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