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Bianco Natale

“Brescia, il comune leghista di Coccaglio lancia l’operazione “White Christmas”. I vigili casa per casa a controllare gli extracomunitari: chi non è in regola perde la residenza
Un bianco Natale senza immigrati. Per le feste il comune caccia i clandestini
Obiettivo: “Far piazza pulita” dice il sindaco. E l’assessore alla Sicurezza afferma “Natale non è la festa dell’accoglienza ma della tradizione cristiana”.

BRESCIA – A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L’amministrazione di destra – sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl – ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l’operazione “White Christmas”, come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.
Un nome scelto proprio perché l’operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l’ideatore dell’operazione, l’assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi “per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità“. È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, mille e 500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo. “Se non dimostrano di averlo fatto – dice il sindaco Franco Claretti – la loro residenza viene revocata d’ufficio”.
L’idea dell’operazione intitolata al Natale nasce dopo l’approvazione del decreto sicurezza che dà poteri più incisivi al sindaco, che poi chiede ai suoi funzionari di verificare i dati dell’Anagrafe sugli stranieri. Nel paese, in dieci anni, gli extracomunitari sono passati dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008, diventando più di un quinto della popolazione. Con marocchini, albanesi e cittadini della ex Jugoslavia tra i più presenti. “Da noi non c’è criminalità – tiene a precisare Claretti – vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia“.
A Coccaglio fino a giugno e per 36 anni ha governato la sinistra. “È solo propaganda – dice l’ex sindaco Luigi Lotta, centrosinistra – Io ho lasciato un paese unito, senza problemi d’integrazione. L’unico caso di cronaca degli ultimi anni, un accoltellamento tra kosovari, nemmeno residenti da noi, c’è stato sotto la nuova amministrazione”.
L’idea di accostare la caccia agli irregolari al Natale, ha provocato le proteste di un pezzo di città. “Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov’era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa”, replica Abiendi, che si definisce “tra i fondatori della Lega Nord, nel 1992″. Poi enumera i risultati dell’operazione “Bianco Natale”: “Dal 25 ottobre abbiamo fatto 150 ispezioni. Gli irregolari sono circa il 50% dei controllati”. E ora al modello Coccaglio guardano anche i sindaci leghisti dei comuni vicini, due (Castelcovati e Castrezzato) l’hanno già copiato. Lo scorso 24 ottobre, alla prima convention di sindaci leghisti, a Milano, la “White Chistmas” ha avuto l’appoggio convinto dello stato maggiore del partito. “Il ministro Maroni è un uomo pratico – dice ora Claretti – ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici”. Sul riferimento al Natale, il sindaco accetta le critiche. “Forse è stato infelice. Ma l’operazione scadrà proprio quel giorno lì”.
La Repubblica.it

Natale multietnico a San Torpete.
Natale 2009 a San Torpete assume un valore non solo religioso, ma anche «politico» perché vuole essere una risposta ferma e forte all’eresia leghista che, sulle spoglie di un paganesimo finto celtico con i riti sbilenchi al «dio Po», vuole costringere il «fatto centrale» del cristianesimo a «White Christmas», cioè ad episodio razzista e strumento di esclusione. A San Torpete la Madonna quest’anno partorisce non uno, ma tre, dieci, mille bambini di ogni colore e cultura perché nessuno può essere escluso dalla mensa della dignità, della cittadinanza, del rispetto e del diritto. Ogni uomo e ogni donna, di qualunque nazione, cultura e provenienza sono soggetti di diritto e di doveri, tutelati dalla Costituzione italiana e dalle Carte universali dei diritti. Escludere una sola persona significa espungere il Bambino Gesù da se stesso perché quel Bambino che è nel presepe è un palestinese, è un ebreo, è un orientale e non è mai stato un bergamasco, un varesotto e tanto meno un leghista o un berlusconiano. Egli è esattamente il contrario di tutto ciò che questi scampoli di inciviltà rappresentano e propugnano. Dal punto di vista cattolico, se insistono nel dichiararsi tali, sono eretici e sacrileghi e non possono celebrare il Natale cristiano che per sua natura è universale, cioè «cattolico». Dispiace che i vescovi invece parlino sempre in generale, finendo per adeguarsi alla bisogna. Non è tempo di diplomazia istituzionale: è tempo di gridare sui tetti la profezia del Vangelo.
Per accogliere i Gesù Bambini che nascono a San Torpete, chiesa aperta sul mondo senza confini, come la sua storia millenaria testimonia.
San Torpete, contro ogni particolarismo offre l’armonia dei colori di mille Gesù Bambini; contro la grettezza della politica dominante presenta la Bellezza della Letteratura; contro la bruttezza di voci stridule e sincopate, libera il suono della musica antica che si fa preghiera; contro il gracidare di uomini e donne superficiali propone la voce di due attori che declamano il cuore del mondo. Dice Gesù a noi e a chi vuole incendiare le moschee: Non celebrate la mia, perché io sono da sempre, celebrate piuttosto la vostra rinascita di creature nuove, civili e coerenti. Anch’io sono straniero senza documenti.
Per gli emarginati, la rinuncia alla battaglia è una risposta all’arroganza delle cose e delle persone. L’impossibilità di integrarsi in un certo mondo, di vivere relazioni umane, di ascoltare il canto dell’universo, costringe alcune persone a relegarsi in un mondo altro. Don Paolo Farinella

Rixi (Lega Nord): “Don Farinella come un Iman, moderi i toni almeno a Natale”.
Anche questo Natale deve far discutere. Dopo il caso della Moschea nel presepe (anno 2008) di Don Prospero quest’anno è la volta di Don Farinella, parroco di San Torpete a Genova che ha deciso di lanciare una provocazione proprio nei confronti della Lega accusata di razzismo e paganesimo. Farinella ha quindi deciso che molto cristianamente la Vergine Maria quest’anno, non partorirà solo un Bambin Gesù, ma ben quattro, di diversa razza e colore. Il carroccio genovese, non accetta etichette da nessuno, il Natale deve essere un momento di Comunione, non di divisione come vorrebbe Don Farinella, il suo parto plurimo che certo ha poco a vedere con la cultura cristiana, ricorda di più altre religioni, quelle politeiste magari centro africa. La Lega non è un partito confessionale ma è un Movimento composto anche da molti cattolici che hanno a cuore le proprie tradizioni. Gesù si è fatto uomo non per dividersi in una o più razze,ma per rappresentare l’umanità nella sua universalità. La Messa politica –continua Rixi- annunciata per domani alle 21.00 è poi un vero affronto alla tradizione cristiana. Non si deve mischiare politica e religione, questo prete sembra un Iman. Noi -conclude- difenderemo il Natale della nostra tradizione fino in fondo. Non vogliamo accettare provocazioni ma invitiamo il parroco a moderare i toni, almeno a Natale. Ci auguriamo poi che nelle Festività abbia modo di rileggersi le Sacre Scritture.”

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