Home > Berlusconi > The show must go on

The show must go on

Radio France: “Perché l’auto non è fuggita subito via? Ovvero: il governo italiano strumentalizza l’aggressione al Cav per mettere le mani sulla Rete”

Silvio Berlusconi riceve la statuetta in pieno viso. Sotto la violenza del colpo, vacilla. La guardia del corpo lo infila subito in auto.
In qualsiasi altro paese un capo di governo aggredito in questo modo, una volta sistemato sul sedile posteriore col viso insanguinato verrebbe portato via. Immediatamente.
Protocollo vorrebbe poi lo sgombero della folla per permettere alla vettura di partire all’impazzata verso l’ospedale.
Qui no. L’autista è pronto a premere sull’acceleratore. Si volta. Momento di esitazione nell’abitacolo dell’auto. E per forza! Silvio Berlusconi VUOLE uscire dal veicolo. Malfermo, tenendosi alla portiera, può quindi esibire il viso straziato alle telecamere e alle macchine fotografiche. Compie pure la cortesia di voltarsi verso i fotografi mal posizionati.
A partire da questo momento abbiamo già in mano tutti i termini del dibattito che si preannuncia. “Guardate cosa mi hanno fatto quei vigliacchi!”
Berlusconi è un uomo degli anni ‘80. E’ l’uomo della TV.
Per lui la vita è un grande spettacolo. Più di chiunque altro al mondo conosce il potere delle immagini. Anzi, ne padroneggia i meccanismi. Nonostante la violenza del colpo, nonostante il dolore evidentemente forte, ha il riflesso di mostrarsi nuovamente alla folla e di favorire il viso livido agli obiettivi dei reporter.
Già sa che l’emozione restituita da quelle foto gli permetterà di srotolare su di un tappeto rosso tutta la semantica del martirio che costituisce il cuore del suo discorso.
Il peso delle parole, lo shock delle foto, il motto di Paris Match, non è mai stato tanto attuale.
La foto shock darà peso ad ogni sua minima parola. E nessuno potrà resistervi.
Appena sveglio, l’indomani, in ospedale, Silvio Berlusconi vuole che gli siano portati TUTTI i giornali. Non solo la stampa italiana, ma anche TUTTI i quotidiani stranieri.
Nel dolore della carne, la sua anima deve trovare conforto. L’effetto boomerang ha funzionato. La sua foto è sulla PRIMA PAGINA di tutto il pianeta.
Il resto si declina da sé, secondo una logica prestabilita … Quanto a Tartaglia Oswald si sentirà tutto ed il contrario di tutto: un pazzo, un gesto politico, un complotto, un atto isolato… In breve, non si saprà mai nulla.
In ambito politico la colpa è della sinistra, responsabile del clima d’odio.
Berlusconi: l’immagine struggente di un uomo ferito e continuamente attaccato – un uomo buono, che ama e che perdona, tranne che a sinistra…
Il tutto procede come un rullo compressore, nessuna voce dissenziente può risuonare.
L’aggressione è, “politicamente parlando”, un’opportunità per Silvio Berlusconi.
Alle prese con la sua riforma della giustizia e con i conflitti interni alla maggioranza, ricorrendo al “tutti mi seguano senza obiettare, altrimenti fuori”, accusato da Fini di comportarsi come un “monarca assoluto”, ecco ora l’immagine dell’uomo ferito che ispira compassione al di sopra di ogni disputa politica. Grande Silvio.
La minima critica viene subito richiamata all’ordine. “Ma non vi vergognate, poveretto? Non vedete come soffre? Siete tanto insensibili?”
Tutti hanno condannato la violenza, ma coloro che recitano la parte dei grandi sentimentalisti sentono il proprio cuore stringersi a fronte dei massacri di innocenti che fanno la storia contemporanea e l’attualità d’ogni giorno?
Non si tratta che di una sceneggiata, di una strumentalizzazione.
Non riuscendo a controllarli, il governo Berlusconi voleva limitare il potere dei blogger, della Rete, i gruppi su Facebook e Google. Emergono forme di resistenza in nome della libertà d’espressione.
Con questa aggressione diverranno possibili leggi quasi liberticide, col pretesto di lottare contro i gruppi che coltivano l’odio e la violenza. Approfittandone per inserire in questa categoria anche semplici oppositori politici.
L’aggressione al premier è un atto violento e, in questo senso, vigliacco e ignobile. Da condannare. D’accordo.
Ma le discussioni conseguenti sono del tutto faziose. La sinistra non ha maggiori responsabilità della destra. Quando si banalizzano gli insulti tra politici, quando un presidente del consiglio parla di “di strangolare coloro che scrivono di mafia”, quando la Lega Nord moltiplica i messaggi di odio razziale, quando la sinistra si rinchiude per 15 anni nell’anti-Berlusconismo, usando ogni mezzo per praticarlo, si giunge ad una responsabilità collettiva.
E, ancora una volta, la vittima principale è il cittadino italiano.
Grazie all’aggressione, Berlusconi ritrova il suo registro preferito: “Chi mi ama mi segua”. E’ da 15 anni che fa di tutto per occupare il cuore del dibattito nazionale. Così il confronto politico continua ad essere ridotto ad un referendum permanente attorno alla sua figura. “Favorevole o contrario a Berlusconi?”
E per il momento siamo al “favorevole”.
Eric Valmir, 15.12.2009 (traduzione di Daniele Sensi)
danielesensi.blogspot.com

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: