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Archive for 29 dicembre 2009

Creativi dentro

29 dicembre 2009 Lascia un commento

Un’ordinanza del sindaco di Clusone, Guido Giudici, che porta la data del 22 dicembre, vieta i botti in tutto il territorio comunale. Si legge nell’ordinanza :«Onde scongiurare il verificarsi di atti ed azioni che possano turbare la quiete pubblica durante le festività natalizie e di fine anno e ciò a causa del lancio di mortaretti, artifizi pirotecnici, fuochi artificiali e simili, è vietato nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, nelle piazze e vie cittadine, l’uso e il lancio di mortaretti in genere nell’intero territorio di Clusone. Le violazioni alla presente ordinanza, fatte salve le disposizioni penali in materia di esplosioni pericolose, saranno punite a norma di Codice Penale».
L’EcodiBergamo.it

Ci risiamo. Vogliamo ricordare che l’art. 7 bis, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”, prevede testualmente che:
“1. Salvo diversa disposizione di legge, per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti comunali e provinciali si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro.
1-bis. La sanzione amministrativa di cui al comma 1 si applica anche alle violazioni alle ordinanze adottate dal sindaco e dal presidente della provincia sulla base di disposizioni di legge, ovvero di specifiche norme regolamentari (coma introdotto dall’articolo 1-quater, comma 5, legge n. 116 del 2003).
2. L’organo competente a irrogare la sanzione amministrativa è individuato ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689.”
In definitiva, in forza del principio di specialità di cui all’art. 9, legge 689/1981 che, trova applicazione anche quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, la norma di cui all’articolo 7 bis del Testo Unico sugli Enti Locali è senza dubbio da ritenersi norma speciale rispetto all’art. 650 del codice penale, quest’ultima pacificamente ed espressamente norma sussidiaria. Per le eventuali violazioni dell’ordinanza sindacale si potrà applicare pertanto esclusivamente la sanzione amministrativa prevista dal Testo Unico.

I conti non tornano

29 dicembre 2009 Lascia un commento

Conti bancari, l’Antitrust accusa “Chi va in rosso paga troppo”.

ROMA – Le nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la “commissione di massimo scoperto” si stanno rivelando più costose per i consumatori. Lo dice l’Antitrust che ha girato una segnalazione al governo, al Parlamento ed alla Banca d’Italia, per sottolineare l’esito di un monitoraggio effettuato sulle condizioni applicate alla clientela dai principali gruppi bancari.
Dall’indagine dell’Antitrust, emerge che per gli scoperti transitori di conto corrente si è verificato un innalzamento dei costi per i correntisti. In pratica, secondo l’Antitrust, per chi oggi va momentaneamente in rosso sul proprio conto bancario, i costi sono aumentati fino a livelli superiori anche di 15 volte rispetto alla vecchia commissione di massimo scoperto.
“In particolare – spiega la nota dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato – per lo scoperto è emerso che, considerando importi e durate del ‘rosso’ rappresentativi di un comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economiche si presentano in cinque casi peggiorative, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono più vantaggiose”.
Situazione anche peggiore per i correntisti che invece possono contare sul fido, almeno fino all’entrata in vigore della legge del 3 agosto 2009 che ha messo un tetto dello 0,50% per trimestre sull’importo dell’affidamento al corrispettivo pagato dal cliente. Fino a quella modifica, venivano applicate aliquote variabili dallo 0,90% all’1,50% trimestrale, oppure aliquote annue ricomprese tra il 3,60% e il 6%. Secondo l’indagine Antitrust, si trattava di aliquote sempre più “pesanti” rispetto alla commissione di massimo scoperto quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e più vantaggiose solo se si “sconfinava” rispetto alla somma affidata.
In sostanza, il cliente “virtuoso” era penalizzato, come era mediamente più penalizzato il cliente che aveva un fido minore. Con la legge di agosto, invece, le nuove commissioni sono diventate più vantaggiose ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla metà.
La morale – cioè il cuore della segnalazione inviata dall’Antitrust anche a governo e Bankitalia – è che dall’abolizione del massimo scoperto non sono arrivati i tanto attesi risparmi per i consumatori, anzi: “Le nuove condizioni economiche” previste dalle banche, scrive l’Antitrust, “si presentano quasi sempre peggiorative in termini di esborso economico rispetto alla commissione di massimo scoperto ed alle altre voci di costo previste in precedenza”.
Le reazioni “Eravamo certi che le banche avrebbero trovato velocemente il modo di mettere furbescamente le mani in tasca ai consumatori – dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons – . Per questo chiediamo che sia elevata, nei confronti degli istituti di credito che hanno sostituito la commissione di massimo scoperto con balzelli addirittura 15 volte più cari, una maxi-sanzione non inferiore a un miliardo di euro, così da dare una lezione all’arrogante mondo bancario che continua a spremere come limoni i propri clienti”.
La Repubblica.it

PER LEGGE, LA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO SOLO SE C’E’ UN FIDO. Il decreto legge 185/2008 conv. con modificazioni nella Legge 2/2009 ha introdotto importanti novità per tutti coloro che vanno in rosso sul conto corrente. L’articolo 2 bis prevede infatti che la commissione di massimo scoperto (vale a dire la percentuale prevista sulla punta massima di debito del trimestre) possa essere applicata solo sui conti affidati (quelli in cui si è accordato un fido al momento dell’apertura) e solo se il debito dura per almeno 30 giorni consecutivamente. A ciò si deve aggiungere il comma 2 dell’art. 2 del D.L. 78/2009 conv. con modificazioni nella Legge 102/2009 che espressamente dispone che ”l’ammontare del corrispettivo onnicomprensivo di cui al periodo precedente non puo’ comunque superare lo 0,5 per cento, per trimestre, dell’importo dell’affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione”. I nuovi contratti hanno recepito queste disposizioni fin dall’entrata in vigore della legge (dunque dal 29 gennaio 2009), per i vecchi contratti, già esistenti al momento dell’entrata in vigore della legge, le nuove disposizioni entreranno entro 150 giorni e dunque entro fine giugno. Ecco un primo esame comparativo delle spese cha hanno sostituito la commissione di massimo scoperto dei principali gruppi bancari; l’ipotesi utilizzata è quella di un rosso di c/c di 500 euro per 7 giorni, su un conto senza fido concordato al momento dell’apertura:
Gruppo MPS: la commissione di massimo scoperto era dell’1,25% per i conti non affidati. Ora scompare ed è sostituita, per gli scoperti senza fido, dalla “Commissione per istruttoria urgente” di massimo 100 euro a trimestre, pari a 50 euro per scoperti da 100 a 3000 euro e a 100 euro per scoperti sopra i 3000 euro. Dunque, oggi si pagano 50 euro. La “vecchia” cms sarebbe stata di 6,25 euro. Applicando la precedente commissione del’1,25% sul valore di 3000 euro, si sarebbe al massimo avuto una spesa di 37,5 euro, dunque ben al di sotto dell’attuale valore forfettario di 50 euro.
Gruppo Intesa San Paolo: la commissione di massimo scoperto era dello 0,95%. Ora è stata introdotta per i conti non affidati una “Commissione per scoperto di conto” pari a 2 euro per ogni 1000 euro o frazione di scoperto e per ogni giorno di scoperto. Per i conti affidati sparisce la cms e non è stata introdotta alcuna nuova spesa. Dunque le nuove spese ammontano nel nostro esempio a 14 euro (prima erano pari con la cms 4,75 euro). Sono state eliminate le spese fisse per la chiusura del conto in rosso che ammontavano a 30 euro a trimestre.
Gruppo Unicredit: la commissione di massimo scoperto era lo 0,98%. E’ stata sostituita per i fidi non concordati da un “Recupero spese per ogni sospeso” pari a 9 euro. Le nuove spese ammontano dunque a 9 euro (prima con cms erano 4,9 euro più spese per 15 euro). Ovviamente se le operazioni a debito salgono a due le spese diventano 18 euro e così via. Da fine giugno è introdotta la Commissione utilizzo oltre la disponibilità fondi pari a 2 euro ogni 1000 euro o frazione di debito che sia almeno di 50 euro al giorno. Nel nostro esempio dunque la spesa sarebbe di 14 euro.
Banca Sella: la commissione di massimo scoperto era pari allo 0,95%. Da fine gennaio 2009 è stata sostituita da “Onere per passaggio a debito nel trimestre” di 40 euro (prima con cms le spese erano 4,75 euro). L’importo di 40 euro è dovuto indipendentemente dai passaggi in rosso e dal valore dello scoperto. Questa spesa da luglio questa nuova spesa sarà ancora sostituita, introducendo “Recupero spese di gestione sconfino” pari a 5 euro al giorno con un massimo di 50 euro a trimestre. Nel nostro esempio dunque la spesa sarebbe di 35 euro.
Bnl Bnp Paribas: sul conto Bnl Revolution la commissione di massimo scoperto già non c’era e non c’erano altre spese. Ora è stata introdotta una “Commissione manca fondi” di 12,5 euro se sul conto viene a transitare un addebito senza disponibilità di fondi, di valore superiore ai 20 euro. Dunque se le operazioni in passivo sono due la spesa diventa di 25 euro (e questo indipendentemente dal valore addebitato purché si superi la franchigia di 20 euro).
Credem: sul conto Senza Spese Web e Senza Spese la cms era dello 0,99%. C’era una spesa di 15 euro per ogni liquidazione del conto con interessi a debito. La cms e le spese spariscono. Dal 1 luglio 2009 viene però introdotta per i conti non affidati una “Commissione per indisponibilità” dei fondi pari a 2,5 euro al giorno per ogni 1000 euro di debito o frazione (lo scoperto deve essere superiore a 100 euro). L’importo massimo applicabile è di 150 euro per liquidazione trimestrale. Nel nostro esempio (500 euro di scoperto non affidato per 7 giorni ) si pagano ora 17,5 euro (prima si sarebbero pagati 4,95 euro più 15 euro di spese di liquidazione, con un gg in più di debito si supera, con la nuova commissione, questa somma).
Dal 28 giugno quindi, non c’è più la commissione di massimo scoperto (per chi non ha un fido e per chi ce l’ha nel caso in cui il suo debito resti per meno di 30 giorni consecutivamente) ma entrano in vigore le nuove voci di spesa che le banche hanno introdotto per sostituirla. In effetti, le banche che hanno introdotto le nuove spese in sostituzione della commissione di massimo scoperto, sembrerebbe che non abbiano rispettato le disposizioni di legge.

Legge finanziaria 2010

29 dicembre 2009 2 commenti

Approvata in via definitiva l’ultima legge finanziaria, quella del 2010. In particolare, si segnala la proroga delle agevolazioni per ristrutturazioni edilizie (i commi 10 e 11 dell’art. 2 prorogano all’anno 2012 la detrazione Irpef spettante per le spese di ristrutturazione edilizia, 36% dell’onere sostenuto per un importo non superiore a 48.000 euro); IVA agevolata al 10% per le prestazioni relative ad interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, effettuati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’art. 3 del D.P.R. 380/2001; i commi 229 e 230 dell’art. 2 riaprono i termini per la rivalutazione di terreni e partecipazioni includendo nell’ambito di applicazione i beni posseduti alla data del 01/01/2010, in luogo della precedente fissata al 01/01/2008. Conseguentemente, vengono differiti dal 31/10/2008 al 31/10/2010 i termini per il versamento dell’imposta sostitutiva e per la redazione e il giuramento della perizia di stima.

E’ attuata la tanto vociferata “privatizzazione del Ministero della Difesa” mediante la costituzione della società “Difesa Servizi Spa” con capitale sociale iniziale di 1 milione di Euro.
Art. 2, comma 23. Ai fini dello svolgimento dell’attivita`negoziale diretta all’acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni strettamente correlate allo svolgimento dei compiti istituzionali dell’Amministrazione della difesa e non direttamente correlate all’attivita`operativa delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, da individuare con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonche´ ai fini dell’articolo 7 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, nonche´ delle attivita` di valorizzazione e di gestione, fatta eccezione per quelle di alienazione, degli immobili militari, da realizzare anche attraverso accordi con altri soggetti e la stipula di contratti di sponsorizzazione, e` costituita la societa` per azioni denominata «Difesa Servizi Spa», con sede in Roma. Il capitale sociale della societa`di cui al presente comma e` stabilito in 1 milione di euro e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del
Ministro della difesa, che esercita i diritti dell’azionista. Le azioni della societa` sono interamente sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi.

Infine di particolare interesse alcune modifiche in materia di spese di giustizia.
Art. 2, comma 212. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 9, comma 1, le parole: «le esenzioni previste» sono sostituite dalle seguenti: «quanto previsto»; b) all’articolo 10: 1) i commi 4 e 5 sono abrogati; 2) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: «6-bis. Nei procedimenti di cui all’articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, gli atti del processo sono soggetti soltanto al pagamento del contributo unificato, nonché delle spese forfetizzate secondo l’importo fissato all’articolo 30 del presente testo unico. Nelle controversie di cui all’articolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319, e successive modificazioni, e in quelle in cui si applica lo
stesso articolo, è in ogni caso dovuto il contributo unificato per i processi dinanzi alla Corte di cassazione»;
c) all’articolo 13: 1) il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 200. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è
ridotto della metà. Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 30. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto è pari a euro 120»; 2) al comma 2-bis, sono premesse le seguenti parole: «Fuori dei casi previsti dall’articolo 10, comma 6-bis,»; 3) il comma 4 è abrogato.
In breve sintesi:
1)- Saranno soggetti al contributo unificato i procedimenti cautelari attivati in corso di causa nonché l´istanza di regolamento di competenza e giurisdizione (abolizione commi 3 e 4 art. 10 dpr 115/2002);
2)- I procedimenti di cui all´art. 23 legge 689/81 (opposizione a ordinanza ingiunzione) sono soggetti al contributo unificato (rilascio copie e le notifiche ad istanza di parte dovrebbero continuare ad esser esenti);
3)- le cause esenti (legge 2.4.1958 n. 319) sono soggette al contributo unificato per i processi davanti la Corte di Cassazione (contributo unificato, a seconda del valore, oltre 168 euro fisse);
4)- Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo è di euro 200,00; per gli altri di 100; per i processi esecutivi di valore inferiore a 2.500 (sino ad ora esenti) è dovuto un contributo di Euro 30; per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo è di euro 120;
5)- per i processi in materia di locazione, comodato, occupazione senza titolo e impugnazione di delibere condominiali è dovuto il contributo a seconda del valore della causa (è soppresso il comma 4 dell´art. 13 d.p.r. 115/2002).
Il testo integrale
Il testo del DPR 115/2002 come riformato dalla finanziaria

Borsellino

29 dicembre 2009 Lascia un commento

L’ultima intervista di Paolo Borsellino.
L’intervista fu rilasciata a due giornalisti francesi, Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi il 19 maggio 1992 (due giorni prima della strage di Capaci dove morì Giovanni Falcone). Borsellino parla per la prima volta di un’inchiesta che coinvolge Berlusconi, Dell’Utri e Mangano. Buona lettura.

Gelli docet

29 dicembre 2009 Lascia un commento

Le linee guida per la rinascita della nazione, databili intorno al 1976 da parte di uno dei personaggi più discussi della storia recente. Alcuni punti sono di sconvolgente attualità. Quella di seguito dovrebbe essere la versione integrale. Buona lettura.

Disinformazione

29 dicembre 2009 Lascia un commento

Quando Bossi e Fini cancellarono l’immunità.

ROMA-Chi abolì, nel 1993, l’immunità parlamentare? Perché? E per ordine di chi? Secondo la ricostruzione del Presidente del Consiglio, “le correnti politicizzate della magistratura, giusto dieci anni fa, imposero a un Parlamento intimidito e condizionato un cambiamento della Costituzione del 1948 che ha messo nelle loro mani il potere di decidere al posto degli elettori”. Ma, secondo le cronache parlamentari, le cose andarono ben diversamente.
Nessuna corrente o magistrato chiese l’abolizione di quel privilegio, che imponeva alle procure di chiedere il permesso alle Camere anche per poter aprire un’indagine su un parlamentare (permesso quasi sempre negato). A chiederlo, all’indomani del rigetto delle autorizzazioni a procedere per Craxi, furono due mozioni:
-una firmata da Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Castelli;
-l’altra da Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa;
-di quei sei,cinque sono oggi ministri del governo Berlusconi.
I tre leghisti parlavano di “inaccettabile degenerazione nell’applicazione dell’immunità parlamentare trasformata in immotivato e ingiustificato privilegio con conseguenze inaccettabili e aberranti che vanno eliminate al più presto.”
I tre missini scrivevano: “l’uso dell’immunità e soprattutto l’abuso del diniego dell’autorizzazione a procedere vengono visti…come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della giustizia”.
Il relatore della legge che abrogava l’immunità era Pier Ferdinando Casini che, il 12 maggio’93, disse alla Camera: “il principio del princeps legibus solutus è medievale e quindi superato. Se vi è istanza di eguaglianza, quindi, essa deve riguardare in primo luogo gli autori della legge”.
Il 12 ottobre la Camera approvò con 525 sì, 5 no e 1 astenuto.

Le leggi più cercate

29 dicembre 2009 Lascia un commento

Di seguito le leggi più cercate in ordine cronologico:

Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267
Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa.
Il testo integrale

Legge 7 agosto 1990 n. 241
Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Il testo integrale

Legge 5 febbraio 1992, n. 104
Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.
Il testo integrale

Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165
Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (aggiornato con le disposizione contenute nel d. lgs. 27 ottobre 2009, n. 150).
Il testo integrale

Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196
Codice in materia di protezione dei dati personali.
Il testo integrale

Legge 4 agosto 2006, n. 248 (cd. riforma Bersani)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche’ interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale.
Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione.
Il testo integrale

Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 (che abroga la 626)
Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il testo integrale

Legge 4 marzo 2009, n. 15 (cd. riforma Brunetta)
Delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonchè disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti.
Il testo integrale

Decreto Legislativo 27 ottobre 2009 , n. 150 (cd. riforma Brunetta)
Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
Il testo integrale