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Eolo

EOLO – L’AUTO AD ARIA COMPRESSA – Senza fare troppi giri di parole noi siamo costretti ad inquinare, non per colpa nostra, ma per il volere altrui e per giunta siamo obbligati a pagare tasse assurde – vedi EcoPass – continuando a mantenere in piedi un sistema che ormai è retto da due stuzzicadenti logori. Le menti per uscire dal baratro ci sono ma ci vengono tenute nascoste, ne è un esempio lampante il progetto dell’ingegnere francese Guy Negre svanito nel nulla. Ma ripercorriamo passo per passo la sua vicenda. Nel lontano 2001 Guy Negre, progettista di motori per la Formula 1, presentò al Motorshow di Bologna un’automobile completamente innovativa sotto l’aspetto motoristico, capace di fare 100 Km con 0,80 Euro, che poteva raggiungere la velocità di 110 Km/h per una durata di dieci ore circa: Eolo, l’auto ad aria compressa. Interamente costruita in alluminio tubolare, fibra di canapa (la più resistente al mondo – ma qualcuno l’ha resa illegale) e resina, Eolo produceva dallo scarico aria fredda e venne immediatamente subissata di richieste di prenotazione sul sito messo direttamente a disposizione dall’ingegnere – http://eoloauto.it . La vendita al dettaglio però è stata rimandata di anno in anno eppure questa soluzione avrebbe liberato tutti dalla schiavitù del petrolio, ma evidentemente il giochino dell’autodistruzione di tutti per il profitto di pochi ha avuto ancora la meglio. Quindi la domanda sorge spontanea:”Ma cosa mai si racconteranno i vari Premier delle nazioni durante tutti i loro incontri?” Probabilmente discuteranno su come nascondere le tracce di queste innovazioni, e il problema è che sono in grado di farlo. Qualcuno ha mai visto questo progetto in qualche telegiornale? La risposta è no, eppure viene da chiedersi cosa ci sia mai di più importante di una scoperta come questa che merita senza dubbio il premio Nobel. Le grandi corporazioni non posso permettersi di competere con la scoperta priva di controindicazioni fatta dall’ingegnere Guy Negre, chiuderebbero nel giro di pochi giorni. L’unica soluzione di garanzia per percepire ancora introiti sarebbe quella di registrare a proprio nome l’Aria e di iniziare a farla pagare a care prezzo, ma questa, per ora, non è realizzabile e quindi non è una strada percorribile. Un ringraziamento, quindi, alle lobby petrolifere che ci accompagnano quotidianamente nel progresso – come si evince dalle loro pubblicità – mentre il povero ingegnere sarà rannicchiato sotto la sua scrivania preso dallo sconforto più totale causato dalla bocciatura tacita di un progetto che in breve tempo avrebbe migliorato la vita di tutti, anche di quelle persone che pensano di essere esenti da tutto quello che sta accadendo e che ancora deve accadere.
Fusiorari.org

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