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Il partito dell’amore -4

Giancarlo Gentilini
“Popolo della Legaaaa La Lega si è svegliataaaaaa Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega. La mia parola è rivoluzione. Questo è il vangelo secondo Gentilini, il decalogo del primo sindaco sceriffo. Voglio la rivoluzione contro i clandestini. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n’è più neanche Uno Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anzianiiiiii Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro le televisione i giornali che infangano la Lega. Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c… a quei giornalisti. Non li voglio più vedere… Voglio la rivoluzione contro le prostitute. Anche loro devono pagare le tasse. Tutti pagano le tasse e devono pagarle anche le prostitute. Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. Qui comprese le gerarchie eclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare. No Vanno a pregare nei desertiiiii Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli ma che vadano a pregare nel deserto. Bastaaaaaa Ho scritto anche al Papa: Islamici, che tornino nei loro paesi. Voglio la rivoluzione contro la magistratura. Ad applicare le leggi devono essere i giudici veneti.
Voglio la rivoluzione contro chi vuole dare la pensione agli anziani familiari delle badanti extracomunitarie. Sono denari nostriiiiii E io me li tengo. Questo è il vangelo di Gentilini: tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri… Ma non avanzerà niente Voglio la rivoluzione contro i phone center i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moscheeeee Voglio la rivoluzione contro i veli e il burqa delle donne. Io voglio vedere le donne in viso, anche perché dietro il velo ci potrebbe essere un terrorista e avere un mitra in mezzo alle gambe. Che mostrino l’ombelico caso mai….
Ho scritto al presidente della Repubblica che bisogna dare un riconoscimento all’usciere di Ca’ Rezzonico che ha vietato l’ingresso alla donna islamica. Io voglio la rivoluzione contro chi dice che devo mangiarmi la spazzatura di Napoli. Io la prendo e la macino e poi se la devono mangiare loro perché sono loro che l’hanno prodotta Io non lo tollero…Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari. Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Cosa insegneranno, la civiltà del deserto? Il voto spetta solo a noi. Ho bisogno del popolo leghista.
Queste sono le parole del vangelo secondo Gentilini. Ho bisogno di voi. Statemi vicini. Non voglio vedere questa gente che gira di giorno e di notte. Un abbraccio a tutti, viva la Lega”.

Gentilini ha acquistato una certa fama a livello nazionale ed internazionale per certe sue dichiarazioni xenofobe, omofobe, anti-meridionali e contro la dignità delle donne:
« non c’è posto per romani e meridionali »
« Io gli immigrati li schederei a uno a uno, portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite… purtroppo la legge non lo consente.»
« Voglio eliminare i bambini dei zingari. »
« Non avrei pregiudizi se riaprissero i casini: mi ricordo in gioventù di certe creole, certe mulatte…Che vuole, le prostitute sono le navi scuola dei giovani! »
Fu riportata da alcuni organi di stampa una in particolare, in cui parlò di “perdigiorno extracomunitari”, dicendo che: « Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile »
Riguardo all’immigrazione clandestina: « Bisogna sparare sui gommoni e sulle carrette del mare, logicamente non quando sono ancora piene di clandestini, ma sugli scafisti, anche con un colpo di bazooka, i gommoni vanno distrutti, perché, a un certo punto, bisogna puntare ad altezza d’uomo. »
In riferimento ai fenomeni di incontri sessuali di omosessuali che nei mesi precedenti si erano diffusi presso l’area dell’ospedale di Treviso, Gentilini si rende protagonista di alcune affermazioni: «Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili »
Ha poi aggiunto, dopo le numerose critiche e prese di posizioni a proposito:
« Io non ho nulla contro i gay, le prostitute, le lesbiche: ognuno è arbitro del proprio corpo. Non tollero però che queste esibizioni amorose, o altro, avvengano nella provincia di Treviso. Pulizia etnica quindi significa tabula rasa ».

Pier Gianni Prosperini
Sulle copertine dei suoi calendari si definisce «Baluardo della Cristianità, Flagello dei centri sociali e condottiero del Nord» nonché «Difensore della Fede, Eradicatore dei No Global, Protettore del nord». Si è sempre caratterizzato per posizioni molto nette nei confronti degli immigrati, dell’estremismo islamico, così come del riconoscimento legale delle unioni di fatto.
Sugli omosessuali. Polemica c’è stata per delle sue dichiarazioni rilasciate ad Il Giornale a proposito di una manifestazione a favore dei Dico: «Non ho niente contro di loro. Convivano pure. Ma l’omosessualità è una devianza. Quindi niente famiglia e niente adozioni. Il gay dichiarato non può essere né insegnante, né militare, né istruttore sportivo». Poi riferito al manifestante che esponeva una caricatura del Papa, «Ha visto il fotomontaggio di Benedetto XVI con il dito alzato? Ci provino con la faccia di Maometto se hanno i coglioni! Garrotiamoli, ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta attorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia». In seguito ha sostenuto che le sue affermazioni sono state strumentalizzate e distorte
Ulteriori polemiche sono sorte dopo un suo intervento durante un’assemblea d’istituto al Liceo Classico Zucchi di Monza, durante il quale ha affermato che “quello fondato da Hitler era un partito non di destra ma di sinistra, il cui nome NSDAP per esteso infatti era Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori”.

Radio padania
Lunedì. Primo pomeriggio. A Radio Padania sono convinti che l’aggressione di ieri al premier sia il frutto di un clima d’odio che mira a Berlusconi per colpire la Lega. Ed il consueto palinsesto viene modificato per lasciar spazio ad un’esamina degli atti violenti di cui i militanti leghisti sarebbero stati vittime negli ultimi anni.
Quando gli ascoltatori vengono invitati ad intervenire in diretta, giunge una telefonata che, giusto per gettare acqua sul fuoco, propone di sfruttare il momento favorevole (Maroni al ministero dell’Interno) per “mettere le mani addosso ai ‘capi’ dei centri sociali e fargli male, per dare l’esempio”.
La telefonata s’interrompe bruscamente. Un po’ di buonsenso avrà portato il regista a staccare la linea? Macché. “La telefonata purtroppo è caduta”, si lamenta il conduttore. Che non sente il dovere di spendere nemmeno una parola di deplorazione, ma che anzi si compiace di come il senso dell’intervento si sia comunque potuto cogliere.
… Radio Padania Libera, ovvero l’emittente di un partito di governo. Il tutto mentre gli esponenti della maggioranza giocano a recitare il ruolo delle carmelitane scalze a fronte di una “opposizione sobillatrice d’odio.

“Se è vero quello che dice Fini, che il presepe è pieno di extracomunitari, vado a casa e tolgo tutti i pastorelli”
Radio Padania, rubrica dei Giovani padani, 7.12.2009

Nella trasmissione di Massimiliano Orsatti, assessore milanese al Turismo, Marketing Territoriale ed Identità, uno che si duole, poveretto, di come, essendo italiani, “molti zingari se non commettono reati non puoi cacciarli”:

Radio Padania Libera. Un ascoltatore interviene in diretta per dire la sua sulla grave aggressione avvenuta a Roma ai danni di due giovani omosessuali:
“Riguardo a quei culattoni…. io sono contro l’accoltellamento, che è troppo, però due persone dello stesso sesso che si baciano sono una schifezza, quindi due calci nel culo… due calci nelle palle glieli avrei dati anch’io”.
“Chiaramente queste sono le opinioni del nostro amico ascoltatore; chiaramente ognuno dice la sua”, è la reazione del conduttore – una timidissima presa di distanza, che finge di ignorare come quelle parole non costituiscano un’opinione bensì prefigurino un reato.
Quando però a chiamare è un ascoltatore calabrese che si lamenta del modo col quale il conduttore parla dei meridionali, questi non ha un attimo di esitazione, e tronca la telefonata, perché “di simili personaggi non sappiamo proprio cosa farcene”.

Raggiunto l’accordo con resto della maggioranza sul ddl sicurezza (sì a ronde e prolungamento permanenza nei Cie, no a medici delatori), la Lega poteva davvero rinunciare, a ridosso delle elezioni di giugno, ad un po’ di insana discriminazione sanitaria? Certo che no. E così ciò che fa uscire dalla porta del Parlamento tenta di farlo rientrare, in termini diversi, dalla finestra delle amministrazioni locali.
Come? Questa la dichiarazione rilasciata dall’onorevole Ettore Pirovano a Radio Padania:
“Nella provincia di Bergamo stiamo per predisporre un canale preferenziale, al pronto soccorso, per i nostri anziani. In tante province dove la Lega ha il governo del territorio spingeremo i direttori degli ospedali a creare tali canali per la nostra gente”.
E avete notato? Ettore Pirovano non distingue nemmeno più tra migranti regolari e irregolari, ma, tout court, tra noi (italiani? “padani”?) e loro, gli stranieri.
Poco importa, alla Lega, che le Asl siano di competenza regionale: occorre muoversi con disinvoltura, poiché si fa urgente stabilire un’apartheid della -e nella- sofferenza

E’ possibile servirsi di morte, strazio e distruzione per giocare -ancora una volta, anche nel dramma- a soffiare su diffidenze e paure al fine di stuzzicare e sollecitare sentimenti ed atteggiamenti xenofobi? Sì, lo ha fatto Radio Padania, nel fine settimana. In una trasmissione dedicata al terremoto in Abruzzo.
“Vedete, se dovessimo limitarci al cordoglio e al dolore non capiremmo quasi nulla di tutto quello che è accaduto”, ammoniva il conduttore, ovvero il professor Andrea Rognoni, direttore di “Idee per l’Europa dei Popoli”, rivista voluta dall’onorevole Mario Borghezio. In barba all’umana solidarietà -unica nota positiva in occasione di lutti dal sapore collettivo- gli ascoltatori venivano accompagnati in una sorta di viaggio esoterico, che andasse oltre le presunte apparenze fatte di macerie e di sangue, per leggere ciò che davvero questo terremoto avrebbe da insegnare. Che in territorio sismico gli edifici andrebbero costruiti in maniera appropriata e possibilmente con materiale diverso dalla sabbia di mare? Macché, questi sono dettagli da lasciare ad un pubblico distratto che si lascia abbindolare da una lettura superficiale degli eventi. La verità di quanto è accaduto è invece fatta di simboli occulti, di cavalieri templari, di teli sindonici, di elementi archeo-astronomici e di tradizioni celtiche (queste non mancano mai). Perché la città dell’Aquila è costruita seguendo la pianta di Gerusalemme, e la Basilica di Collemaggio, rimasta in piedi per tanti secoli e caduta proprio ora, conserva una lastra da un inequivocabile segno: una torre sormontata da una mezzaluna…. Il sisma come fenomeno premonitore di una delle fissazioni leghiste: l’imminente islamizzazione dell’Europa. L’unica preoccupazione di Rognoni? Vedere quale sarà lo stato di tale pietra profetica una volta tolte le macerie.
A proposito del codice di autoregolamentazione di facebook, invitiamo caldamente il social network a censurare la pagina di Borghezio, in cui (sezione info e interessi personali) lo stesso Borghezio dichiara “Cattolicesimo tradizionalista, lotta contro l’invasione islamica, indipendenza della Padania, Autodifesa Etnica Totale e… xenofobia” (!!!)
(Le conversazioni di Radio padania sono tratte da danielesensi.blogspot.com).

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