Archivio

Archive for 14 gennaio 2010

Psicologia delle folle

14 gennaio 2010 2 commenti

GUSTAV LE BON (1841-1931), Etnologo e psicologo (fu uno dei fondatori della “Psicologia sociale”) nato in Francia a Nogent-Le Retrou, fu il primo psicologo a studiare scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificarne i caratteri peculiari e proponendo tecniche adatte per guidarle e controllarle. Per questa ragione le sue opere vennero lette e attentamente studiate dai dittatori totalitari del novecento, i quali basarono il proprio potere sulla capacità di controllare e manipolare le masse.
In effetti, gli scritti di Le Bon – in particolare Psicologia delle Folle edita nel 1895 – erano una vera e propria miniera d’oro per chi voleva comprendere il comportamento della massa, il nuovo soggetto che si affacciava sulla scena politica negli ultimi decenni dell’ottocento e che avrebbe dominato tale scena nel novecento. La nascita della massa, intesa come “grande quantità indistinta di persone che agisce in maniera uniforme” che iniziò a prendere forma sul finire del XIX secolo.

Lenin, Stalin, Hitler lessero meticolosamente l’opera di Le Bon e l’uso di determinate tecniche di persuasione nella loro dittatura sembra ispirato direttamente dai suoi consigli; ma anche Mussolini fu un fervido ammiratore dell’opera dello psicologo francese. “Ho letto tutta l’opera di Le Bon – diceva Mussolini- e non so quante volte abbia riletto la sua “Psicologia delle folle” E’ un opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno”.

La leggerezza di certi discorsi fatti da questi dittatori (alcuni li leggeremo nel penultimo capitolo “Le folle elettorali”) che hanno esercitato un’influenza enorme sulle folle, talvolta stupisce alla lettura; ma si dimentica che essi furono fatti per trascinare le folle, e non per essere letti da filosofi. L’oratore si mette in intima comunione con la folla e sa evocare le immagini che la seducono. Le affermazioni sono fatte in modo così autoritario, che vengono accettate a causa del tono che le accompagna. E normalmente queste suggestioni non sono accompagnate da argomenti o prove logiche, esse sono cacciate dentro quali verità lampanti, e sono cristallizzate in epigrammi ed assiomi, che vengono accettati per veri, in conseguenza della apparente arguzia, senza che nessuno pensi ad analizzarli. I sofismi politici e le spiegazioni usuali, appartengono a questa classe.

Il moderno dittatore, sostiene Le Bon, deve saper cogliere i desideri e le aspirazioni segrete della folla e proporsi come l’incarnazione di tali desideri e come colui che è capace di realizzare tali aspirazioni. Anche in questo caso l’illusione risulta essere più importante della realtà, perché ciò che conta non è portare a compimento tali improbabili sogni quanto far credere alla folla di essere capace: “nella storia – aggiunge Le Bon – l’apparenza ha sempre avuto un ruolo più importante della realtà”. Le folle non si lasciano influenzare dai ragionamenti. Le folle sono colpite soprattutto da ciò che vi é di meraviglioso nelle cose. Esse pensano per immagini, e queste immagini si succedono senza alcun legame. L ‘immaginazione popolare é sempre stata la base della potenza degli uomini di Stato, dei trascinatori di folle, che il più delle volte, non sono intellettuali, ma uomini d’azione. Questi sono poco chiaroveggenti, ma non potrebbero esserlo, poiché la chiaroveggenza porta generalmente al dubbio e all’inazione. Essi appartengono specialmente a quei nevrotici, a quegli eccitati, a quei semi-alienati che rasentano la pazzia. Per quanto assurda sia l’idea che difendono o lo scopo che vogliono raggiungere, tutti i ragionamenti si smussano contro la loro ferma convinzione (nella neuro-psichiatria essa prende il nome di “Pseudologia fantastica” – chi crede alle sue stesse bugie) . Il disprezzo e le persecuzioni non fanno che eccitarli maggiormente. Tutto é sacrificato, interesse personale e famiglia. Perfino l’istinto di conservazione viene distrutto in essi, a tal punto che spesso, la sola ricompensa che essi ambiscono – immedesimandosi in un fervido apostolo delle fede – é la croce, il martirio, l’alone di santità (*); e ciò che lasciano con i loro scritti è il nuovo “vangelo”, la nuova “dottrina”.

(*) Abbiamo visto in questi giorni pre-elettorali italiani, alcuni seguaci del “nuovo unto dal signore”, in piazza, dove lui parlava, osannarlo con uno striscione, dove stava scritto “B… Presidente”, e a caratteri cubitali “Santo Subito!!”. (foto immortalata dal Corriere della Sera del 1° aprile, 2006). ( Che blasfemia !!! ) Ma non è un po’ troppo?).
Un pesce d’aprile? forse; ma “quello” è capace di crederci per davvero e di lasciare ai posteri il “nuovo vangelo” (ma ho i miei dubbi, la Storia non l’ha scritta mai un settantenne, a questa età resta solo la megalomania senile di chi credeva di poter fare molto ma alla fine non lascia nessuna traccia nella Storia.
Per chi non lo sapesse, anche Hitler, nel ’34 (per aver favorito il Concordato con la Santa Sede) fu proposto in Vaticano – con lui ancora in vita – di farlo “santo”. (Lettera di Enrico Cuccia, pubblicata dal “Corriere d. S.).Sappiamo com’è finita. Male!
Il suo amico “caporale” cinque anni prima in Italia, e per gli stessi motivi, si era invece accontentato di essere indicato come “l’Uomo della Provvidenza” e si limitò a scrivere non un “Vangelo”, ma una “Dottrina” (“la concezione fascista è spiritualistica”, “Il Fascismo è una concezione religiosa” (Mussolini, “La Dottrina del Fascismo”, Sei ed. 1941). Anche qui sappiamo com’è finita. Malissimo!
Che tristezza queste folle, che ascoltano, che si eccitano (compresi certi colti vertici) che qualche volta perdono il lume della ragione, col cervello spento dal più sfrontato e becero fanatismo (o è becero opportunismo?).
Ha dunque ragione Le Bon ?!

_______________________________________

Anche se – nelle piccole e grandi enciclopedie – Gustave Le Bon è molto spesso assente (!??) , se andiamo invece ad analizzare l’oratoria di molti demagoghi dell’intero XX secolo (e non mancano nemmeno nell’attuale secolo) cogliamo l’influenza delle sue teorie psicologiche sulle folle, l’esercizio del carisma demagogico che influenza i giovani e i vecchi, i fedeli di una religione e le masse popolari, i ceti medi vecchi e quelli nuovi: comunicando l’attivismo e il vitalismo, il senso dell’avventura, il desiderio di successo, la bramosia della ricchezza e la volontà di potenza. Questo è ciò che dispensano certi tribuni, demagoghi, capipopolo, fomentatori, sobillatori, sotto ogni latitudine ieri come oggi. Per loro “La psicologia delle folle” è “vangelo”; il vangelo del “buon imbonitore”; le teorie di Le Bon le conoscevano e le conoscono tutte a memoria e, infallibilmente, con successo, le hanno applicate e le applicano; la folla (che ha quasi sempre opinioni volubili) è il loro trastullo, perchè le folle preferiscono le illusioni alle verità, anche se in certe ore della storia in grazia sua (e ogni tanto accade anche questo) l’ordine può uscire dal caos.

Infatti, se leggiamo Le Bon, scopriremo le cause segrete di alcuni avvenimenti perfino inverosimili. Ecco perchè Le Bon non compare in nessuna enciclopedia. E’ pericoloso!!! Anche se l’opera sua non manca mai nello scaffale delle biblioteche dei pseudo-dittatori. Le folle hanno una ignoranza generale della psicologia delle folle, che come moralità può essere (anzi lo è) molto più bassa di quella che la compongono i singoli individui.
Tuttavia se si dovessero mettere all’attivo dei popoli soltanto le grandi azioni freddamente ragionate, gli annali del mondo – di azioni eclatanti – ne registrerebbero ben poche.

Quanto all’ignoranza delle folle, proprio Le Bon scrive: “Per comprendere le idee, le credenze che oggi germinano nelle folle, per fiorire domani, bisogna sapere come è stato preparato il terreno. L’insegnamento dato alla gioventù d’un paese, permette di prevedere un po’ il destino di quel paese. L’educazione della generazione d’oggi giustifica le più tristi previsioni. L’anima delle folle, in parte, si migliora o si altera con l’istruzione. E’ dunque necessario far vedere come l’ha foggiata (l'”imbonitore di turno”) e come la massa degli indifferenti e dei neutrali é diventata progressivamente un immenso esercito di malcontenti, (“pericolosamente”) pronto a seguire tutte le suggestioni degli utopisti e dei retori. La scuola, oggi, forma dei malcontenti e degli anarchici e prepara, per i popoli latini, dei periodi di decadenza”.
(e Le Bon a inizio dello scorso secolo non aveva ancora visto nè le drammatiche conseguenze di due guerre mondiali, nè a fine secolo l’inquietante risorgere (politico e religioso) dei popoli medio-orientali e orientali !!!).
Tratto da Cronologia.leonardo.it

Annunci

‘Ndrangheta

14 gennaio 2010 Lascia un commento

Per la commissione antimafia la ‘ndrangheta è una robusta e radicata organizzazione, diffusa in tutta la Calabria e nel Centro-Nord, in Europa e in altri Paesi stranieri importanti per il narcotraffico
Nasce a metà 1800 da organizzazioni criminali in provincia di Reggio Calabria, dove ha il suo regno anche se si sta diffondendo ovunque
E’ la più forte e pericolosa organizzazione criminale italiana. In Calabria ha 155 clan (cosche o ‘ndrine), con 6.000 persone dedite al crimine. Condiziona la società con la forza delle armi, controlla l’economia e ricicla denaro sporco, quello che lo scudo fiscale oggi ha ripulito e il processo breve domani renderà impunibile; ma questo Maroni non l’ha detto.
Le cosche controllano impresa, commercio e agricoltura, e comprano i politici locali e regionali.
Il giro di affari è di 44 miliardi di euro (Eurispes), il triplo di una finanziaria.
Malgrado ciò, nel territorio di Rosarno (160.000 abitanti) non c’è nemmeno una sede di polizia ed è ovvio che il crimine si realizza molto meglio se lo Stato è assente. Con meno controlli, pattugliamenti e perquisizioni, è molto più facile intraprendere atti e traffici illeciti, eliminare cosche rivali, comprare o intimidire funzionari e creare una rete di potere assoluta. Qualunque problema ci sia, il cittadino deve capire che può rivolgersi solo alle cosche.
La struttura della ‘ndrangheta è stata paragonata a quella di Al Qaeda.
E’ difficile trovare pentiti nella ‘drangheta, perché sono tutti parenti. Ogni famiglia ha pieni poteri oltre che controllo sulla zona e sul territorio che le appartiene, in cui opera con la massima tranquillità.
I tagli alla Finanziaria di Tremonti che ha stroncato le forze di polizia per 3 miliardi fanno il gioco della ‘ndrangheta.
Perché nei tg non si è detto questo? Perché nemmeno una parola sull’Italia consegnata al crimine? Perché tutti tacciono sull’assenza inquietante dello Stato?
Negli anni 60 sono potenti 3 cosche: i Piromalli di Gioia Tauro, i Tripodo di Reggio Calabria e i Macrì della Locride. La ‘ndrangheta inizia i sequestri di persona per tirare su soldi da investire nel narcotraffico. Tra gli anni 70 e 80 scoppiano due guerre di mafia tra le nuove generazioni nel narcotraffico e le vecchie famiglie dell’ “onorata società”. E’ allora che nasce la sovrastruttura per i rapporti politici, la P2, le cariche delle stato, le forze dell’ordine e della magistratura.
Seguono i maxiprocessi. Nel 1991 viene assassinato il magistrato Antonino Scopelliti che lavorava al maxiprocesso di Palermo. Intanto le cosche si affratellano ai narcotraffici colombiani (gli stessi per cui B riciclava il denaro sporco con la banca Rasini) e le organizzazioni paramilitari sudamericane per un controllo internazionale del traffico di cocaina.
Quando Bossi era contro B, fece fare una ricerca sui suoi rapporti col narcotraffico colombiano dunque non può dire di non sapere che B ci stava dentro. Oggi il suo ministro Maroni protegge di fatto le cosche, sguarnendo la polizia e impedendo la protezione delle vittime. Riversare nei tg l’opinione pubblica contro i migranti fingendo di ignorare la ‘ndrangheta è particolarmente ripugnante. Perché nessuno fa uno speciale tg su questa associazione criminale?
Nel 2000 la ‘ndrangheta diventa di fatto la prima azienda criminale italiana col monopolio del traffico di cocaina in Europa.
Nel 2004 si arresta Giuseppe Morabito e si ammazza davanti al seggio elettorale il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Nell’agosto 2007 la faida di San Luca tra due cosche porta alla strage di Ferragosto a Duisburg in Germania con 6 morti
Ed è in questa situazione che Tremonti decide di tagliare le forze di polizia e B impone di smontare i processi??!! E si ha anche la faccia di criminalizzare i migranti!!??
Elezioni politiche 2008: guerra fra cosche nel crotonese. Gli USA mettono la ‘ndrangheta nella lista Foreign Narcotics Kingpins, per cui saranno congelati in USA i patrimoni mafiosi.
Ma B cosa fa? Mette all’asta i beni sequestrati! Di fatto li rende alla mafia.
Settembre 2009: scoppia il caso delle navi con rifiuti tossici affondate in mare
3 gennaio, adesso: scoppia un ordigno intimidatorio delle cosche davanti alla procura di Reggio Calabria.
Ma nessuno nei tg permette agli ascoltatori di collegare questi eventi tra loro.
Proprio a Rosarno fu arrestato nel 2006 Giuseppe D’Agostino, uno dei 30 criminali più pericolosi d’Italia, peggio di Provenzano, latitante da quasi 10 anni e proprio nel suo paese di Rosarno. Malgrado questo, a Rosarno non c’era e non c’è a tutt’oggi una sede di polizia! E questo governo continua a parlare di tagli alla polizia, di ronde, di militari sul territorio, di cladestini!? E, per favorire B, continua a sfornare leggi e riforme che di fatto favoriscono la mafia. Si avanzano persino nel Pdl voci favorevoli all’abolizione del 41 bis
In Calabria la ‘ndrangheta controlla la sanità, i trasporti, i lavori pubblici..e i politici sono complici. Ma quando De Magistris indagò su 20 miliardi di fondi europei spariti, fu lo Stato stesso (Prodi, Mastella, il CSM) a bloccarlo e avocargli il processo, mentre le persone che lui aveva accusato restavano al loro posto, perché se la polizia da una parte compie decine di arresti, la politica pensa bene di annullare i processi successivi così da liberarli di nuovo, per il gioco delle 3 carte in cui il cittadino perde sempre e la colpa viene poi data ai magistrati che applicano solo le leggi che trovano.
L’omicidio Fortugno fu per il controllo sulla sanità. La Salerno-Reggio Calabria, fatiscente e incompiuta, è tutta sotto il controllo delle cosche.
I migranti sono fumo negli occhi degli stolti!
I vari governi fingono di mettere blocchi alle attività economiche mafiose ma nella realtà, poi, tutti, da Prodi a Berlusconi, si inventano persino i Piani obiettivo per bypassare il sistema dei controlli sugli appalti, fanno ricostruzioni post terremoto che sospendono di fatto ogni piano regionale o locale, ogni salvaguardia del territorio o tutela dalla criminalità per dare appalti fuori dalla legge che favoriranno la mafia. Si vantano delle leggi che fanno per i cittadini ma poi le aggirano. Arrestano per poi liberare con una virgola, un cavillo, una prescrizione. Si vantano di difendere la sicurezza pubblica quando sono essi stessi a attaccarla.
Lo stesso sistema degli appalti e dei piani obiettivo e la stessa incuria dei cantieri o la serie infinita dei condoni, gli scudi fiscali come i reati finanziari liberalizzati, tutto favorisce la mafia. Così che alla fine le cosche controllano tutto, dai rifiuti all’edilizia, dalla politica locale a quella centrale. La Mafia è già dentro il costruendo ponte di Messina, gli inceneritori, le centrali nucleari, l’Expo. Come nella nuova Cassa del mezzogiorno.
Inutile ridurre tutto al meridione, il Nord non si salva. La ‘ndrangheta ha filiali fisse consolidate a Nord dagli anni 50. Per es. i Mazzaferro sono in Lombardia e Piemonte. I Teardo in Liguria…
Sono almeno 30 anni che le cosche investono i capitali sporchi al nord: immobili, alberghi, discoteche, imprese commerciali. Entrano nelle imprese che falliscono e se ne impossessano. A Milano la mafia ha il pieno successo grazie alle fiorenti collusioni politiche. E ora B vieta le intercettazioni appena appaia la voce di un politico! E vieta la conoscenza pubblica dei processi! Tutto si lega!
Forse sarebbe meglio chiamare Milano: Cocaimano, che lega il caimano con la coca, molto più opportuno!
E i deficienti ce l’hanno con i migranti! Poveri pirla senza costrutto!
I 3000 arresti di mafiosi non sono serviti a niente come la Fini-Giovanardi o la Bossi-Fini non sono servite a niente. Il crimine marcia che è una bellezza e ogni politico ci mette del suo, ogni governo aumenta l’abisso tra la giustizia e la vergogna.
La mafia è più forte di prima. La cocaina scorre a fiumi e della legge se ne sbatte. Il crimine impazza con la benedizione dei vari governi.
I piccoli spacciatori come Cucchi sono macellati in carcere. I grandi narcotrafficanti sono accolti con tutti gli onori in banca, col crisma del Governo che ripulisce i loro capitali sporchi rendendoli legali e non indagabili, mentre i piccoli idioti come Lupi urlano che non è vero e negano l’evidenza con una mancanza di pudore e di coerenza.
Bossi ormai ha dimenticato tutto e si piega a tutto, completamente rimbecherito dall’ictus e dall’abuso di potere, lui, piccolo ignobile che non è stato nemmeno capace di prendersi un titolo di studio e ha mentito su tutto in famiglia e ora continua a mentire alle sue piazze, confondendo i cervelli degli ignoranti, perfettamente a suo agio nella corte dei lenoni e delle puttane, coi suoi legionari imbottiti di coca e strafottenza, e i piccoli leghisti che ancora infieriscono col loro razzismo e antimeridionalismo, ridicoli e grotteschi, senza capire che sono carne da cannone.
La paura dei migranti è il nuovo veleno, il nero della seppia che offusca tutto e devia l’attenzione dal crimine alla miseria, salvando il 1° e crocifiggendo il 2°.
Non sono i poveri e disgraziati migranti il pericolo, ma le potentissime cosche che oggi a Milano monopolizzano appalti e subappalti e allargano la corruzione politica e il narcotraffico.
Davvero delle belle leggi se il 99% della carta moneta italiana porta tracce di cocaina. La cocaina impregna i partiti politici. Il parlamento è il maggior covo di spaccio d’Italia, addirittura gli spacciatori ci entrano liberamente, le segretarie di partito fanno da corrieri.
In Lombardia sono presenti oggi tutte le cosche calabresi e anche l’Expo darà loro forti guadagni.
E con questo schifo fisso e crescente, ancora c’è chi specula sui più disgraziati e sfoga sui migranti la sua rabbia di cittadino ignorante e impotente, senza nemmeno capire quanto questo odio preordinato serva come diversivo per condannare questo paese.
..
La persecuzione agli ebrei servì a Hitler per ottenebrare la mente dei tedeschi affinché non si accorgessero dagli abomini del golpe nazista.
La persecuzione ai migranti serve al governo Bossi-Berlusconi per ottenebrare gli italiani affinché non si avvedano degli abomini del golpe compiuto dalla mafia e dalla P2.
Mafia e P2, due mostri che il primo Bossi aveva giurato di abbattere, due alleati che il secondo Bossi si è preso impunemente rinnegando le sue piazze e tradendo la sua gente.
..
Francamente ne abbiamo piene le tasche di personaggi politici che proclamano eroi i Mangano, modelli giovanili i Mambro e Fioravanti, ministre le puttane, soci i Provenzano e vittime i Craxi o i Berlusconi!
Forse intitolare una via a Craxi non è un grosso reato, ma non è sano elogiare la corda in casa dell’impiccato.
Le nostre sofferenze sono allo spasimo, e quando il vaso è pieno sono i piccoli affronti che lo fanno traboccare.