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Brunetta della domenica

Stamattina andava in onda su una nota emittente radiofonica nazionale la solita rubrica domenicale di Renato Brunetta.
Il Ministro spiegava che i magistrati non sono un potere, giacchè il potere può essere solo democratico e promanare dal popolo, ma un ordine, appunto l’Ordine Giudiziario, costituito non da giudici ma più correttamente da magistrati che si dividono in due grandi categorie, inquirenti e giudicanti, “gente che ha vinto un concorso” autonomi, indipendenti e soggetti soltanto alla legge. In altre parole “mai nessun Ministro potrà dire ad un magistrato quel che deve o non deve fare”.
A seguito delle dichiarazioni del Ministro alla radio, ci sentiamo in dovere di riportare alcune precisazioni.
In proposito, si devono necessariamente richiamare alcune nozioni in tema di ordinamento dello Stato, in particolare attraverso una disamina dei modi in cui si manifesta l’autorità dello Stato, che si esauriscono nelle tra funzioni classiche: funzione legislativa, funzione amministrativa e funzione giurisdizionale, alle quali corrisponderà la rispettiva distinzione degli organi in legislativi, amministrativi e giurisdizionali.
Questo principio organizzatorio ben noto sin dal XIX secolo (ed è strano che Brunetta non lo conosca) sta alla base dello stato liberale: all’accentramento del potere in una sola persona si sostituisce la divisione dei poteri fra più organi. L’autorità, il potere dello Stato pur restando unico nella sua essenza (i modi in cui il potere si manifesta vale a dire le funzioni dello Stato possono invece essere molteplici), viene frazionato stabilendo controlli reciproci fra gli organi che lo esercitano onde evitare che esso venga esercitato in maniera arbitraria e incontrollata.
E quindi, il principio della separazione delle funzioni o dei poteri deve essere letto in chiave organizzatoria come un complesso di più organi che esercitano una parte di autorità o potere. Conclusivamente, l’autorità o il potere dello Stato viene ripartito, ed accanto al potere esecutivo (il governo), al potere legislativo (il parlamento), abbiano il potere giurisdizionale che, tanto per usare le parole della Costituzione “è esercitato dai magistrati ordinari istituiti e ragolati dalle norme sull’ordinamento giudiziaro” (art. 102, Cost), la cui appllicazione integrale dà luogo all’attribuzione del potere giurisdizionale solo ai magistrati ordinari, in forza del cd. principio della unicità della giurisdizione. Ma come direbbe Lucarelli, questa è un’altra storia..

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