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Per chi vota la Cei

Per chi vota la Cei
Da giorni si capiva che nel mondo cattolico c’era un certo fermento per decidere chi votare alle regionali.
Ieri ci ha pensato monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, a chiarirlo (un po’):
“Non possiamo contrapporre i valori alle responsabilità sociali”.
La lista delle caratteristiche richieste al candidato ideale è abbastanza precisa: deve difendere la vita “in qualunque forma si presenti”, la famiglia fondata sul matrimonio, promuovere la solidarietà.
Che in pratica significa che non si deve votare per Emma Bonino nel Lazio e, nelle altre regioni, si può scegliere tra Pdl e Udc.
Visti i complessi equilibri tra il partito di Silvio Berlusconi e quello di Pier Ferdinando Casini, è però decisivo capire su chi punta la Cei.
Ieri mattina Crociata ha detto:
“Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche”.
Una replica a Berlusconi che potrebbe sembrare a qualcuno un implicito invito a votare Udc.
Eppure è stato notato dai vaticanisti un certo attivismo nei giorni scorsi di Camillo Ruini, ex presidente della Cei, che si è recato anche dal Papa a discutere degli equilibri di potere tra vescovi e Vaticano.
Ruini ha sempre sostenuto che non si doveva spingere per avere un forte partito cattolico, ma per avere cattolici in posizioni di forza, uno schieramento trasversale al centrodestra (e in parte al Pd) con le stesse idee su bioetica e politiche sociali.
Una linea fallimentare, al momento, visto che l’unico “cattolico” (inteso in senso ruiniano) del governo, il sottosegretario Eugenia Roccella è al momento nel limbo, non più sottosegretario al Welfare e non ancora sottosegretario alla Salute (manca la conferma della delega).
di Stefano Feltri

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  1. battista
    14 febbraio 2010 alle 22:21

    come mai il vaticano che e un stato nello stato italiano possa dire di fare quello che vuole lui e che possa dire che chi non si sposano non sono buoni cittadini,ma forse chi capiscie megli di chi si deve sposareo, no sono proprio i pretti che loro non amano il matrimonio sono proprio loro.
    mi domando sono piu di quarataanni che convivo, ho trè figli e sono nonno e cosa io possa imparare da i pretti, forse non è meglio che pensino alle anime e non al corpo che questo ci pensa la gente onesta e per bene che vedono la famiglia come famiglia e non come un comercio per fare soldi.
    penso che ci siano miglioni di persone che la pensano come mè.
    battista

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