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Propaganda 2

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Licio Gelli: ”il Governo copia la P2, ma lo fa male”
di Mattia Nesti – 19 giugno 2010
Il Maestro Venerabile della Loggia P2 Licio Gelli, a ventitre anni dall’arresto, è tornato a parlare pubblicamente, dopo essere andato in onda per alcune serate su “Odeon Tv” nel 2008, in un’intervista rilasciata al settimanale “L’Espresso” uscito ieri in edicola.
“Gli uomini al governo – spiega rispondendo al cronista – si sono abbeverati al mio Piano di Rinascita ma l’hanno preso a pezzetti. Io l’ho concepito perché ci fosse un solo responsabile, dalle forze armate fino a quell’inutile Csm. Invece oggi vedo un’applicazione deformata”.
Parole dure contro la classe politica al Governo, la Lega Nord e un rimprovero anche per il Presidente del Consiglio, adepto del Maestro Venerabile fin dal 1978, quando, mentre i misteriosi conti svizzeri della Fininvest emettevano finanziamenti miliardari, l’allora imprenditore Silvio Berlusconi ricevette la tessera 1816 della “Propaganda 2″.
“(Nel Governo, ndr) ci sono gli stessi uomini di vent’anni fa e non valgono nulla. – continua Gelli – Sanno solo insultarsi e non capiscono di economia… Il Parlamento è pieno di massaggiatrici, di attacchini di manifesti e di indagati. […] Certamente non condivido ciò che accade per sua volontà (di Berlusconi, ndr). Anche certe questioni private si risolvono in famiglia. Deve essere meno goliardico. Inoltre, non ha molti collaboratori di valore”.
“La Lega Nord per me è un pericolo. Sta espropriando la sostanza economica dell’Italia. Le bizzarrie di Umberto Bossi hanno già diviso il Paese. Bisogna dire basta”.
Nonostante le lamentele del Maestro, l’attuazione del “Piano di Rinascita Democratica”, elaborato nel lontano 1975 alle origini della P2, continua imperterrito senza trovare ostacoli sul suo cammino.
Così, dopo la destrutturazione sistematica della Rai, l’inibizione del dibattito parlamentare attraverso le varie svolte maggioritarie, il bavaglio imposto alla stampa e ai giornalisti “scomodi” e la distruzione del Partito Comunista Italiano, potremo assistere in questi giorni, con il referendum di Pomigliano del prossimo 22 giugno, all’attuazione dell’elemento economico-sociale del piano piduista, con annessi l’asservimento dei sindacati confederali moderati (Cisl e Uil) all’interesse delle forze produttive del Paese (Confindustria) e l’attacco ai basilari diritti dei lavoratori. In attesa che, come dettato dal documento del 1975, si proceda poi allo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori, già annunciato dal ministro del Lavoro Sacconi.
“La democrazia – ha detto Gelli, chiudendo l’intervista – è una brutta malattia, una ruggine che corrode”. O che, forse, in questo momento è soprattutto corrosa.
Tratto da: antimafiaduemila.com

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