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La beceraggine della lega

Quando al potere sale l’ignoranza becera, unita all’arroganza e alla prepotenza, è la feccia peggiore del popolino basso che occupa le istituzioni per il male di tutti.
Ma tra i tre mali, disumanità, avidità di potere e ignoranza, è proprio l’ignoranza ad avere il predominio, la barbarie di chi nulla capisce dei principi democratici e dei valori di uno stato civile, per incapacità e somaraggine, per incompetenza e rozzezza, e conquista i voti per aver eccitato istinti bassi di odio e separazione che parlano biecamente al ventre rettile degli elettori.
Non dubito che nel grossolano programma piazzaiolo di Bossi abbiano figurato richieste di onestà e rettitudine, forse anche idee molto vaghe di controllo popolare sugli sprechi del fisco e gli abusi della cosa pubblica che nulla avevano però a che fare con una democrazia diretta ma piuttosto presentavano il governo delle Regioni come un bottino da arraffare e su cui mettere le mani, appagando un istinto di possesso e di potere, non dissimile da quello che porta il villano all’accaparramento della ‘roba’, del ‘campo’, della ‘vacca’.
Ma quello che è avvenuto poi non è stato dissimile dall’avidità predatoria di quella Roma ladrona che si diceva di voler punire e che veniva concentrata tutta su un fantomatico Sud e su una fantomatica mafia tutta e solo meridionalista di cui si è finto di non vedere l’infiltrazione dominante nel Nord, i feroci addentellati politici e le sporche collusioni criminali con quello stesso Governo che si sosteneva.
In quattro e quattr’otto la Lega si è omologata a quei vizi di abuso politico che diceva di voler combattere: l’idea di uno Stato da poter saccheggiare impunemente nell’interesse di pochi, la protezione dei disonesti (il MLD e mezzo buttato nelle quote latte sono un vergognoso di insulto ai cittadini onesti), l’accaparramento delle cariche pubbliche e delle mangiatoie di Stato pur in una crisi feroce che penalizza i cittadini (il rifiuto di Bossi ad eliminare i 14 MLD buttati per le Province ci porta tagli dolorosi sulla sanità, sulla scuola)… gli sprechi di denaro pubblico (il quasi Miliardo regalato alla ‘scuola padana’ della moglie di Bossi è un pugno in faccia quando la scuola italiana è in ginocchio e i malati muoiono negli ospedali per mancata assistenza), abbiamo visto rinnegato persino quel proclama di ‘ordine e sicurezza’ che aveva agitato le ridicole ronde padane per accettare senza fiatare gli ulteriori tagli alle forze di polizia di un Miliardo e 650 milioni, alla faccia della lotta alla mafia e alla delinquenza….! La stessa cifra che Bossi regala impunemente per pagare le multe ai disonesti allevatori delle quote latte. E tutto per soddisfare i caporioni della Lega nel loro desiderio di occupazione selvaggia e venale di potere di Stato.
In brevissimo tempo il neopartito populista si è votato a tutto il peggio di Berlusconi, proteggendo tutte le sue leggi ad personam, e assimilandone tutti i vizi, comprese i vizi dei corrotti, le pornostar come regalo di letto e la cocaina a chili, il nepotismo, il clientelismo, le ulteriori sovvenzioni alla stampa, gli ulteriori saccheggi e abusi, non è mancata nemmeno la servile e spudorata resa al Vaticano pui di averne i favori… una resa vergognosa pur di non perdere quel potere personale di pochi, a costo di smantellare i fondamenti essenziali di una democrazia e di sostenere uno sconcio sultanato, fino alla frase fatidica di Bossi. “Berlusconi comanda. Qualcosa gli si deve pur dare!” Il che vuol dire: “Pur di mantenere il potere acquisito, la Lega si piega ad accettare di tutto!”
Mi chiedo a questo punto cosa sia rimasto del programma iniziale. E in cosa la Lega si differenzi da quei partiti di Roma ladrona che diceva di voler combattere.
Nella sua corsa verso la dissoluzione di tutto quanto aveva promesso, per soddisfare un puro accanimento di potere, Bossi non ha esitato a gettare alle ortiche tutti i suoi programmi di gestione dal basso del controllo del territorio, fino ad arrivare alla sconcezza di quel federalismo demaniale che permette il saccheggio sregolato del territorio stesso, la svendita delle sorgenti, dei parchi, delle spiagge, dei beni pubblici, dell’acqua pubblica (più del 50% dell’acqua italiana non appartiene più alle Regioni e è stata svenduta a multinazionali aguzzine), lo scempio di quel territorio sulla cui difesa si era proprio pronunciata la Lega della prima ora, con quegli assessori leghisti che in preda a megalomania si triplicavano lo stipendio o buttavano soldi pubblici in attività insane e antidemocratiche, rinnegando la Costituzione e i diritti fondamentali dell’uomo, in uno sciocchezzaio indecente di regolamenti al limite dell’idiozia e della cretineria che ci ha fatto ridere dietro in tutta Europa… fino ad accettare anche lo smantellamento delle poche risorse disponibili, la sanità, l’ICI ai più abbienti.. mentre un insano patto di stabilità impediva anche alle Regioni più virtuose di attivare i capitali accumulati o di essere fonte di lavori pubblici, e i nuovi tagli iniqui di Tremonti privavano proprio le Regioni di quelle risorse con cui dovrebbero esercitare quelle deleghe che si sono accumulate nel tempo, poteri che lo Stato ha loro delegato e di cui ora, proprio col consenso della Lega, tagliava bruscamente i fondi.
Ma quando si è arrivati al dunque della restituzione delle deleghe, a cui tutte le Regioni avevano votato all’unanimità, proprio le Regioni leghiste (Cota, Zaia..) si sono negate, mostrando come a loro importasse non la gestione civile della cosa pubblica, ma una occupazione del potere per il potere a cui del bene del cittadino non poteva importare di meno. Tutto veniva buttato alle ortiche: gli asili pubblici, i trasporti comunali, i treni dei pendolari, gli aiuti alle famiglie povere, senza contare quei compiti di decentramento previsti dalla legge Bassanini e mai attuati. Insomma la Lega continuava a blaterare di federalismo proprio quando tagliava alle Regioni risorse e capacità, e proprio mentre votava leggi a catena per aumentare il centralismo autoritario e ladronesco di Berlusconi. Una contraddizione lampante. La Lega, pur di conservare il potere della sua cricca, si piegava a fare il federalismo ‘senza le Regioni’. Come diceva Vendola “Faceva il federalismo con il morto”.
E dove sta in questa manovra schizofrenica il bene del cittadino, il controllo dal basso, il tanto decantato federalismo? Scomparso! Divorato dall’interesse privato di una cricca di ometti che si fa interessi molto privati con banche da derubare, mazzette da intascare, figli e cognati da sistemare, posti da occupare, interessi sporchi e collusi da difendere. I baluardi della Lega sono caduti uno dopo l’altro, mentre la realtà mostrava azioni che erano l’opposto dei proclami in una omologazione al peggio come non si è mai visto l’uguale.
Oggi la Lega, forte del suo 12,5% è la padrona del Governo, si permette di ricattare Berlusconi, appoggia tutte le nefandezze di Tremonti, permette a Berlusconi di governare malgrado gli scandali, i pentiti, le atrocità, le stragi, la mafia, le cricche, le P3.
Nelle sue mani indegne e indecorose stanno le sorti di un’Italia che ormai precipita in una rovina economica, sociale e morale senza fine, ma i nuovi barbari non se ne curano, paghi di quel potere per cui hanno saputo barattare culo e coscienza.

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  1. luigina
    1 agosto 2010 alle 15:36

    sante parole!

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