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Lombroso

Chi era veramente Cesare Lombroso? Di cosa è simbolo Cesare Lombroso?
Credo che se noi Italiani del Sud vogliamo veramente il riscatto nostro e della nostra Patria: l’Italia del Sud, e non solo il riscatto dei 1’000 teschi del museo Lombroso,… (veri e propri “trofei di guerra tribali”, né più, né meno delle teste trofeo di nemici uccisi dei cannibali tagliatori di teste delle tribù dei Daiacki del Borneo, o delle teste di nemici affumicate e rimpicciolite esibite dai guerrieri delle tribù degli antropofagi Lacandoni dell’Amazzonia), trattenuti ed ostentati nell’orrido e macabro e appunto tribale “museo” torinese degli orrori, che è un vero e proprio osceno monumento simbolico, sciamanico, antropologico e barbaramente celebrativo della vittoria razzista massonica anglo-piemontese del 1861 sul pacifico, civilissimo, progredito, cattolicissimo e mediterraneo Regno delle Due Sicilie, allora dobbiamo riflettere attentamente su un “tabù” accuratamente dissimulato, attentamente ignorato, ostinatamente evitato, istericamente taciuto:… Ezechia Marco Lombroso, figlio di Aarón Lombroso e Zefora Levi, conosciuto con lo pseudonimo di Cesare Lombroso,… prima che veronese, veneto, settentrionale, italiano, piemontese, torinese, positivista, medico, antropologo, ecc… era un… ebreo….
E’ essenziale questo punto per noi “meridionali” e “terroni”, per capire perché proprio Lombroso e non altri creò quelle teorie razziste “antimeridionali”.
Non è giusto, non si deve e non si vuole qui fare di tutta erba un fascio!…
Abbiamo chiarissimo il fatto che non è giusto e che non si devono condannare tutti gli ebrei in nome del razzismo suprematista e fanatico fino a livelli criminali del sionismo di alcuni di loro; analogamente al fatto che non è giusto e non si devono condannare tutti i tedeschi in nome del razzismo suprematista e fanatico fino a livelli criminali del nazismo di alcuni di loro; e insomma non è giusto e non si deve condannare nessuno per gli errori e le colpe di altri.
Ma siccome è bene che ognuno rifletta anche sulla storia del proprio popolo o più precisamente sugli errori gravissimi e le colpe gravissime di membri importanti del proprio popolo, appunto per separarsene e per prenderne le giuste distanze; allora vogliamo proporre alla riflessione nostra e di tutti, compresi tutti gli ebrei di buona volontà, quanto segue:
Il fatto nudo e crudo è che proprio solo unicamente e più di tutti un.. ebreo… riuscì nei secoli passati ad avere quel barbaro coraggio di coniare quelle teorie razziste, e non certo un cattolico, un cristiano qualsiasi, un islamico, un buddista, un ateo, od altro!…
Da notare che proprio un… ebreo,… e non altri, ebbe lo stomaco di dare questo suo apporto tutto specifico e tipico del suo ambiente culturale e religioso alla costruzione retorica ed ideologica del “Risorgimento italiano” lavorando aprioristicamente “a tesi”: cercando in ogni modo un motivo “scientifico” per marchiare negativamente come… dovuto ad “atavismo criminale” e non ad altro motivo più ragionevole e giusto la ribellione della “razza meridionale” all’ovviamente “superiore” apporto della “civiltà” e della “conquista” massonica; e trovandolo nella “sua” famigerata “fossetta occipitale” proprio segando ed aprendo il cranio dello sfortunato calabrese Giuseppe Villella.
Ovvero il Lombroso non ricercò nel cranio di in un essere umano qualsiasi i motivi della spinta alla criminalità che valessero in modo oggettivo per qualsiasi essere umano; ma si interessò soprattutto alle specifiche caratteristiche dei crani calabresi in particolare e meridionali in generale, perchè soprattutto di questi gli interessava dimostrare la criminalità e non di altri.
Cioè, per il Lombroso la tesi era: “i calabresi in particolare e i meridionali in generale si ribellano alla conquista piemontese perché sono irricuperabilmente selvaggi per natura e non perché la conquista piemontese sia ingiusta!”
Ecco perché il Lombroso non trovò “fossette” o altre caratteristiche e altri particolari segni “criminali” in altri crani di altre “razze”: la cosa non gli intressava affatto, e non gli serviva, e non sarebbe interessata e non sarebbe servita neanche ai suoi generosissimi ed interessati finanziatori, celebratori e committenti non solo d’Italia, ma di tutto il mondo addirittura che pur sapendolo alla fin fine cialtronescamente bugiardo, lo onorarono ugualmente con titoli professorali universitari e gli dedicarono monumenti nomi e nomi di innumerevoli vie ed istituti in tutta Italia e nel mondo e fino ai nostri giorni e addirittura un… “museo” tutto suo nella “due volte satanica” Torino per evidenti meriti propagandistici e “patriottici” nella lotta contro la ribelle e tarata razza dei “sottouomini” “atavicamente criminali” dell’Italia del Sud .
Ovvero un individuo come Lombroso, proveniente da un ambiente chiuso e cupamente settario e da una comunità fortemente e a tratti fanaticamente religiosa che per millenni ha considerato come “precetto sacro” il razzismo, ripetuto “ad abundantiam” nei suoi libri sacri, Talmud e Kabala, dove si afferma pari pari che la “razza ebraica è sacra a Dio e superiore a tutte le altre razze del mondo”, che il “popolo ebraico è Dio in terra rispetto agli altri popoli e che gli altri popoli sono solo meno che bestie in forme umane che possono essere sterminate senza peccato”, che il “popolo ebraico è signore e padrone di tutti gli altri popoli del mondo, i quali sono suoi schiavi e sono solo meno che bestie”, etc., etc. etc.,… solo lui, solo Lombroso, nei fatti concreti, fu capace per primo nella storia dei “laici razionalisti”, e non dei “fanatici religiosi” di tanto crudele, ottuso, ipocrita e bestiale razzismo!
Insomma, se vogliamo, anche questo si deve dire, che proprio dal nocciolo duro mondiale di quell’ambito religioso e culturale atavicamente razzista che è stata ed è l’etnia ebraica:
– provenirono ispirazioni, scopiazzature e plagi veri e propri confluiti nelle teorie del Lombroso per giustificare lo sterminio, l’assoggettamento, la schiavizzazione e la cannibalizzazzione del Popolo dell’Italia del Sud.
– provenirono, successivamente, anche direttamente ed indirettamente da lì e dalle teorie razziste del Lombroso per imitazione e per contrappasso proprio le teorie razziste del Nazismo di Hitler che con l’olocausto furono un vero e proprio boomerang per molti ebrei.
– proviene oggigiorno proprio da lì la furia demoniaca ed omicida con cui in Palestina gli ebrei sionisti razzisti e suprematisti perseguitano e sterminano lo “inferiore e terrorista” Popolo Palestinese.
– Proviene anche e appunto da lì “l’ordine di scuderia” del capofila Mass-Mediatico ebraico Rothschildiano “New York Times”, e della elitaria e mondialmente super celebrata rivista… “scientifica”… americano-massonico-sionista… “Nature”,… che di fatto, in coro, raccomandano indirettamente, ma molto chiaramente, ai loro sguatteri piemontesi attuali il rifinanziamento del museo Lombroso, perché essi, (parole anche riferite testualmente e con intenti autoincensatori degli stessi attuali responsabili del medesimo museo Lombroso), considerano che IL MUSEO LOMBROSO E’ TRA I DIECI PIU’ IMPORTANTI MUSEI DEL MONDO!!!!!!!!!!

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  1. maria teresa morini
    19 settembre 2010 alle 10:12

    Mi viene l’orticaria acuta tutte le volte che sento criticare le posizioni di uno storico, di un politico o di un intellettuale, cominciando dal fatto natale che egli sia ebreo, sopratttutto quando ciò facilita la confusione tra eventuali responsabilità storiche di Israele inteso come Stato e la assoluta innocenza del popolo ebreo tutto davanti al patito sterminio.L’articolo trasuda di razzismo antigiudaico apparentemente giustificato dall difesa del buon diritto dei meridionali di non essere ” catalogati” o ” etichettati” secondo criteri scientifici oramai desueti e respinti dalla scienza medica e criminologica…Dietro la critica a Lombroso ( che per altro non più nemmeno così tanto stimato in campo criminologico e le sue teorie sono assolutamente sepolte) l’autore ha colto l’occasione delle solite sparate ant-ebraiche , fortissimi luoghi comuni, contro le quaali dobbiamo ancora lottare e chissà per quanto tempo. Almeno da parte mia, questo lo assicuro.

  2. maria teresa morini
    19 settembre 2010 alle 15:22

    Aggiungo: come mai il brano soprariportato non porta la firma dell’autore? Mi pare che i pezzi qui riferiti siano sempre sottoscritti, o comunque sia indicata la fonte. In ogni caso anche io trovo eccessiva la risonanza data al Museo Lombroso, a meno che non si voglia permettere di accedere alla presa d’atto diretta di una ” scienza” abnorme che nel suo errore è stata anche accantonata.

  3. kunatta
    5 dicembre 2010 alle 15:58

    Al di là dela firma, credo che l’autore in questione non abbia la più pallida idea di che sia Cesare Lombroso e dell’importanza che egli ha avuto nel porre le basi del metodo criminologico moderno….certo, la sua antropologia criminale è una teoria superata, ma qualsiasi crimininologo con un minimo di sale in zucca, italiano e non, riconosce a Lombroso l’importanza CAPITALE del suo lavoro.
    L’anti-meridionalismo tanto sbandierato, semplicemente, non esiste.
    Ripeto, leggere di più a riguardo farebbe gran bene….sostenere una tesi completamente infondata, se non su luoghi comuni e chiacchiere da bar, invece, fa solo male.
    ps: le mie origini sono tutt’altro che settentrionali….

    • 5 dicembre 2010 alle 18:37

      credo che l’autore si riferisca proprio a quelle teorie “superate” che, comunque, un certo peso hanno avuto..

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