Archivio

Archive for 3 ottobre 2010

Il signoraggio

3 ottobre 2010 6 commenti

Riassumendo brevemente, per signoraggio si intende l’insieme dei redditi derivante dall’emissione di moneta. Il termine deriva dal francese “seigneur”, che significa “signore”. Nel Medio Evo infatti erano i signori feudali i titolari del diritto di creare moneta e i beneficiari del guadagno che ne derivava. Oggi gli economisti intendono per signoraggio, i redditi che la banca centrale e lo stato ottengono grazie alla possibilità di ricreare base monetaria in condizioni di monopolio. La Banca d’Italia con riferimento all’euro, definisce il reddito da signoraggio, quello generato dall’emissione della moneta, qualificato come reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione, ricompreso nel calcolo del reddito monetario che, secondo l’articolo 32.1 dello Statuto del SEBC, è “Il reddito ottenuto dalle Banche Centrali Nazionali nell’esercizio delle funzioni di politica monetaria del Sistema Europeo delle Banche Centrali”.
Qui di seguito, l’azione proposta davanti al Giudice di Pace di Lecce e la sentenza della Cassazione del 2006 che in accoglimento dei motivi di ricorso proposti, ha cassato la decisione. Leggi tutto

Annunci

I ribaltoni della Cassazione

3 ottobre 2010 3 commenti

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da rilevanti novità nella giurisprudenza di legittimità con importanti effetti pratici, in particolare, in tema di danni morali (cfr., Cass. civ., Sez. Un., 11 novembre 2008, n. 26972; Cass. civ., Sez. Un., 11 novembre 2008, n. 26973; Cass. civ., Sez. Un., 11 novembre 2008, n. 26974; Cass. civ., Sez. Un., 11 novembre 2008, n. 26975; Cass. civ., sez. III, 28 novembre 2008, n. 28407; Cass. civ., Sez. Un., 15 gennaio 2009, n. 794; Cass. civ., Sez. Un., 14 gennaio 2009, n. 557; Cass. civ., sez. III, 13 gennaio 2009, n. 479; Cass. civ., sez. lav., 19 dicembre 2008, n. 29832; Cass. civ., sez. III, 12 dicembre 2008, n. 29191) e in materia di condominio (cf., Cass., sent. n. 9148/08) laddove nel primo caso, nell’intento di ricondurre alla dicotomia danno patrimoniale/danno non patrimoniale il danno risarcibile e in un’ottica di superamento di criteri meramente nominalistici, la Suprema Corte ha in sostanza negato il carattere autonomo sia del danno esistenziale che dello stesso danno morale, entrambi da considerarsi delle mere categorie descrittive. Leggi tutto