Archivio

Archive for 18 ottobre 2010

Gli aforismi di Albert Einstein

18 ottobre 2010 Lascia un commento

• Un tavolo, una sedia, un cesto di frutta e un violino; di cos’altro necessita un uomo per essere felice?
• E’ l’arte suprema dell’insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.
• Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.
• Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti.
• La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca.
• Chiunque consideri la propria e l’altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere.
• La fantasia è più importante del sapere.
• Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore e esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto.
• Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.
• La scienza è una cosa meravigliosa… per chi non deve guadagnarsi da vivere con essa.
• E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
• La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza.
• Ad ogni sistema autocratico fondato sulla violenza fa sempre seguito la decadenza, perché la violenza attrae inevitabilmente. Il tempo ha dimostrato che a dei tiranni illustri succedono sempre dei mascalzoni.
• É meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.
• Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime.
• I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri.
• La bomba atomica… Se solo l’avessi saputo, avrei fatto l’orologiaio.
• Chi non ammette l’insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato.
• Anche se le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non possiedono una veridicità assoluta, e se l’avessero, allora non si riferirebbero alla realtà.
• Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.
• Dio non gioca a dadi.
• I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati.
• Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza è destinato a naufragare nella risata degli dei.
• Il valore di un uomo dovrebbe essere misurato in base a quanto dà e non in base a quanto è in grado di ricevere.
• I concetti della fisica sono libere creazioni dello spirito umano e non sono, nonostante le apparenze, determinati unicamente dal mondo esterno.
• Il nazionalismo è una malattia infantile. È il morbillo dell’umanità.
• Il processo di una scoperta scientifica è un continuo conflitto di meraviglie.
• Dio è ingegnoso, ma non disonesto.
• Chi non è più capace di fermarsi a considerare con meraviglia e venerazione è come morto: i suoi occhi sono chiusi.
• Dolce è la vendetta, specialmente per le donne.
• La perfezione della tecnologia e la confusione degli obiettivi sembrano caratterizzare la nostra epoca.
• La saggezza non è il risultato di un’educazione, ma del tentativo di una vita intera di acquisirla.
• La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.
• La tragedia della vita è ciò che muore dentro ogni uomo col passar dei giorni.
• La differenza fra la gloria reale e quella fittizia sta nel sopravvivere nella storia o in una storia.
• La preoccupazione dell’uomo e del suo destino devono sempre costituire l’interesse principale di tutti gli sforzi tecnici. Non dimenticatelo mai in mezzo a tutti i vostri diagrammi ed alle vostre equazioni.
• La nostra conoscenza, se paragonata alla realtà, è primitiva e infantile. Eppure è il bene più grande di cui disponiamo.
• La prima necessità dell’uomo è il superfluo.
• La fisica contemporanea è basata su concetti qualche volta analoghi al sorriso di un gatto che non c’è.
• La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’è niente che funzioni… e nessuno sa il perché!
• Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita.
• L’immaginazione è più importante della conoscenza.
• L’umanità avrà la sorte che saprà meritarsi.
• Non è che sono così astuto è solo che rimango con i problemi più a lungo.
• La vita è un pendolo i cui movimenti che oscillano tra l’anarchia e la tirannia sono alimentati da illusioni perennemente rinnovate.
• Lo spirito, l’idea e l’amore non si possono distruggere. Possiamo cancellare i confini dentro i quali erano racchiusi. Ma essi rimarranno sempre con noi.
• Non c’è nulla che calmi lo spirito come un rum e la vera religione.
• Le tre regole di lavoro: 1. Esci dalla confusione, trova semplicità. 2. Dalla discordia, trova armonia. 3. Nel pieno delle difficoltà risiede l’occasione favorevole.
• Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.
• L’arte é l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice.
• Non esistono grandi scoperte nè reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice.
• Non hai mai commesso un errore se non hai mai tentato qualcosa di nuovo.
• Non preoccuparti delle difficoltà che incontri in matematica, ti posso assicurare che le mie sono ancora più grosse.
• Non penso mai al futuro. Arriva così presto.
• Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo.
• Non possiamo disperare nell’umanità, dal momento che noi stessi siamo esseri umani.
• Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.
• Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata.
• Non sono i frutti della ricerca scientifica che elevano un uomo ed arricchiscono la sua natura, ma la necessità di capire e il lavoro intellettuale.
• Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre.
• Sono pochi quelli che vedono coi propri occhi e provano sentimenti con i propri cuori.
• Se vuoi descrivere ciò che è vero, lascia l’eleganza al sarto.
• Se dovessi rinascere farei l’idraulico.
• Talvolta uno paga di più le cose che ha avuto gratis.
• Torna a eterno merito della scienza l’aver liberato l’uomo dalle insicurezze su se stesso e sulla natura agendo sulla sua mente.
• Quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività.
• Talvolta un pensiero mi annebbia l’Io: sono pazzi gli altri, o sono pazzo io?
• Per perdere la testa, bisogna averne una!
• Se i fatti e la teoria non concordano, cambia i fatti.
• Se A è uguale al successo, allora la formula è: A uguale a X più Y più Z, dove X è il lavoro, Y il gioco, Z il tenere la bocca chiusa.
• Vivo in quella solitudine che è penosa in gioventù, ma deliziosa negli anni della maturità.
• Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno.
• Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.
• La domanda che a volte mi lascia confuso è: sono pazzo io o sono pazzi gli altri?
• Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.
• Uno stomaco vuoto non è un buon consigliere politico.
• Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.
• Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana.
• Una teoria può essere provata da un esperimento. Ma nessun percorso guida dall’esperimento alla nascita di una teoria.
• Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi, ma fa fuori i neri.
• Chiunque si accinga ad eleggere se stesso a giudice del vero e della conoscenza, naufraga sotto le risate degli dei.
• La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
• Gli uomini stentano di solito ad attribuire intelligenza a qualcuno, a meno che non sia un nemico.
• Non insegno mai nulla ai miei allievi. Cerco solo di metterli in condizione di poter imparare.

Annunci

Software e hardware

18 ottobre 2010 Lascia un commento

Chi compra un computer, compra un bene mobile che viene consegnato con contestuale pagamento del prezzo. Ma compra anche il software, o meglio compra il diritto non in esclusiva ad utilizzare il software e paga il relativo prezzo. Solo che il contratto di utilizzazione del software non si perfenziona al momento del pagamento del prezzo al negoziante, bensì quando l’acquirente accende il computer e aderisce alle condizioni che il software stesso gli sottopone predisposte uilateralmente dal produttore, secondo il modello del contratto per adesione disciplinato dall’art. 1341 del codice civile.
E se l’acquirente non accetta quelle condizioni e rifiuta l’installazione del software? Semplice: ha diritto alla restituzione del prezzo.
Così ha deciso con un’interessante sentenza il Tribunale di Firenze che è possibile scaricare da qui