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Archive for 23 ottobre 2010

Lodo Berlusconi

23 ottobre 2010 Lascia un commento

Ma perché diciamo tutti Lodo Alfano? Chiamiamolo per quello che è: Lodo Silvio B, con nome, cognome e indirizzo.

Un provvedimento necessario, inderogabile. Che serve a salvare il presidente del Consiglio da condanne certe, e non perché i giudici sono comunisti ma semplicemente perché l’andamento di quei processi, l’accumularsi delle prove, le condanne dei correi non lasciano ormai in proposito alcuna plausibile incertezza.
E’ di lui che stiamo parlando, e ha ragione Napolitano a tirarsene. Evitiamo di farne una foglia di fico per coprire la vergogna altrui. Qui stiamo parlando esattamente e solo di una legge salva-B, niente di più né di meno. Stiamo semplicemente dicendo che il cittadino Silvio B, per quanti reati gli si contestino, non può essere processato. E non solo per ciò che ha commesso nell’esercizio delle funzioni, ma anche, anzi specialmente, per i suoi tanti reati comuni. E non per quelli caduti durante il mandato istituzionale ma anche per gli altri, tutti i pregressi, per omnia saecula saeculorum.
E’ un nuovo diritto costituzionale, quello che si fa strada, che cancella norme e prassi consolidate: un diritto (se così possiamo continuare a definirlo) fuori e contro la Costituzione. Il voto popolare, più o meno esteso (non stiamo qui a sottilizzare) cancellerebbe di per sé le responsabilità penali, agirebbe come un potente scudo protettivo. Pazienza se con ciò vanno a carte quarantotto la divisione dei poteri e circa tre secoli di teoria democratica dello Stato. Quello che conta è che chi governa possa farlo in totale tranquillità, magari sino alla fine della legislatura, magari per poi passare armi e bagagli al Quirinale, dove lo scudo a due posti approvato oggi continuerà a proteggerlo dai giudici anche domani.
La serenità nello svolgimento delle funzioni. Ma davvero possiamo pensare che il principio d’eguaglianza, così intimamente connaturato all’idea stessa di democrazia moderna, possa e anzi debba immolarsi sull’altare della serenità dei governanti? Ma cosa sarebbe dovuto succedere, allora, nell’America di Nixon e poi in quella di Clinton all’epoca dell’affare Levinsky?
Il voto di ieri in commissione Affari costituzionali mette fine a molti equivoci. Fini e i suoi si rivelano per quello che sono: un’opposizione di sua maestà a sovranità limitata. Finché si scherza si scherza, ma quando è in gioco il Lodo B si torna ognuno nella propria casella, a difesa del corpo mistico del re. Ci sono in giro, nel Parlamento e nel Paese, troppe anime belle preoccupate della continuità della legislatura e del cosiddetto rispetto della volontà popolare espressa a suo tempo nel voto. Ha fatto bene Pierluigi Bersani a dire chiaro e netto che il Pd non ci sta. E che sul punto farà, se occorrono, le barricate.
Perché l’eguaglianza dei cittadini e il rispetto della Costituzione sono principi non commerciabili, che valgono assai di più di qualunque furbesco tatticismo parlamentare.
Di Guido Melis

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Un paese da brivido

23 ottobre 2010 Lascia un commento

Non riconosco più la nazione dove sono nata. Quando ero bambina la polizia dava sicurezza perché mi dicevano che ci proteggeva dai delinquenti. Mi dava fiducia anche il governo perché la DC faceva le leggi e se la popolazione vi si ribellava il partito Comunista li sosteneva. Ora il popolo italiano è abbandonato a sé stesso, è diventato straniero in casa, sottomesso dalla politica e bastonato dalla polizia e quella che si fa chiamare opposizione, sarebbe ora cambiasse nome, visto che non si oppone a niente. Giorno dopo giorno il mio Paese viene privato dei diritti che lo avevano fatto grande e precipita sempre più in basso, nella miseria e nel degrado. Ci ritroviamo dopo 60 anni nella stessa, identica situazione dei nostri nonni, quando un fascista trascinò il Paese nel disastro. Neppure allora ci fu una vera opposizione a quel criminale e l’intera popolazione ne pagò le conseguenze. La nostra storia la conosciamo tutti ma non ci insegna niente. Oggi si schiaccia la popolazione di Terzigno, di Acerra, i pastori sardi, tutti coloro che si oppongono all’incapacità o meglio alla criminalità della politica e domani a chi toccherà?
Questo governo ha dichiarato guerra non solo a chi non lo ha voluto ma anche a chi gli ha dato il voto. Ha dichiarato guerra all’onestà, alla giustizia, all’intelligenza, il Parlamento è il rifugio dei criminali dove si passa il tempo a strangolare il nostro Paese per arricchirsi ed arricchire le cosche di cui si servono.
QUESTO E’ UN FASCISMO PIU PERICOLOSO DI QUELLO CHE ABBIAMO SCONFITTO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE!
Mi chiedo a che è servito combattere una guerra per cacciare i fascisti se li abbiamo lasciati tornare a imperare?
I PADRI COSTITUENTI HANNO PARTORITO FIGLI DEFICIENTI!
Di Maria Pia Caporuscio

Vittorio Feltri

23 ottobre 2010 Lascia un commento

E’ sconcertante, il comportamento infame, di un direttore di giornale, che ogni giorno, annaspa nella spazzatura per rendere più appetibile la sua opera di mistificazione. Questo quotidiano, mi ricorda quelle riviste di pettegolezzo degli anni 70, come “Ora”, “Visto” Cronaca Vera ed altri, di cui non ricordo il nome, e che improntavano il loro bieco commercio, sui titoloni altisonanti e improbabili scoup. Il “Giornale”, appare sempre più simile ad una discarica a cielo aperto, dove i miasmi populistici e intimidatori, si prefiggono di intorbidire culturalmente, una fetta di cittadini vuoti, predisposti e, naturalmente inclini, al qualunquismo, alla retorica e alla contraffazione della realtà.
Una cosa che non dimenticherò mai, é il linciaggio mediatico, ingaggiato da Vittorio Feltri, contro Veronica Lario, e il silenzio vergognoso e complice, di un uomo piccolo e senza attributi: il marito.
Il caso Boffo, poi, è strabiliante per la sua natura infamante e diabolica.
Che la velina, relativa ai comportamenti sessuali del direttore di “Avvenire”, fosse vera o falsa, non è di alcuna rilevanza al fine di giustificarne la sua pubblicazione; in quei modi e con quell’intento. Un uomo ragionevole, di buon senso, non che padre e nonno, avrebbe dovuto rimandare al mittente un tale vergogna . Dirò di più: è indicativo, che l’abbiano fatta pervenire proprio a lui, il direttore Feltri, certi che, l’uomo, notoriamente privo di principi etici e deontologici, ne avrebbe fatto un uso perverso, in linea con campagna di delegittimazione pianificata dall’alto.
Il servilismo del direttore Feltri, poi, lo qualifica per quello che è: una figura sbiadita, priva di qualsiasi potenziale umano e culturale; un essere abietto, vuoto, senza contenuti che, solo nella sudditanza, trova uno spazio conforme alla sua indole opportunista, che tracima di astio e di rancore. Mi fa schifo. Posso dirlo questo?
Disprezzo più i servi dei padroni.
Di Gianni Tirelli

I minatori cileni

23 ottobre 2010 Lascia un commento

Se i minatori cileni fossero stati italiani sarebbe andata diversamente.
“Se i 33 minatori fossero rimasti intrappolati in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così: 1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto. 2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora. 3° giorno: prime… difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d’interessi; BERSANI: … ma cosa … è successo? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli la’; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c’entra. 4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori. 5° giorno IL PAPA: “faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!” 6° giorno: cala l’audience, una finestra in Chi l’ha visto e da Barbara D’urso che intervista i figli dei minatori: “dimmi, ti manca papà?'” dal 7° all 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile. Dopo un mese, i minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani. Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario. Ma è successo in Cile…. ci siamo salvati!”.