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Archive for 26 ottobre 2010

Quanto vale un burundese?

26 ottobre 2010 Lascia un commento

Attorno agli ottomila euro, circa un decimo rispetto alla vita di un italiano. Proprio così: la sentenza che ha ridotto il risarcimento ai familiari di un lavoratore morto «perché era albanese» si basa su una tabella ufficiale del ministero. Che ha effetti agghiaccianti
La notizia è di ieri: un giudice del tribunale di Torino ha deciso che per stabilire l’ammontare del risarcimento danni da corrispondere ai familiari di un morto sul lavoro occorre fare riferimento al reale valore del denaro nell’economia del paese ove costoro risiedono.
Nel caso di specie, poiché si trattava di un lavoratore albanese, il giudice ha ritenuto di utilizzare come parametro legale il coefficiente di conversione della parità di potere d’acquisto tra Italia e Albania contenuto nella tabella di cui al Decreto del Ministero del Lavoro del 12 maggio 2003, pari a 0,3983: posto pari a 72.300 euro il risarcimento che spetterebbe a ciascun genitore italiano di una persona morta sul lavoro, e tenuto conto che nella circostanza il giudice ha attribuito al lavoratore deceduto un concorso di colpa del 20%, il risarcimento dovuto ad ognuno dei suoi genitori è venuto fuori dal semplice calcolo che segue:
72.300 X 80% X 0,3983 = 23.038
0ltre, naturalmente, agli interessi legali sull’importo dovuto, che hanno portato il risarcimento definitivo a circa 32.000 euro.
Bene, sono andato a ripescarmi la tabella a cui ha fatto riferimento il giudice nella sentenza, e ho provato a calcolare quanto sarebbe dovuto, utilizzando lo stesso criterio ed ipotizzando per comodità un concorso di colpa del danneggiato analogo a quello in esame, a ciascun genitore di un morto sul lavoro proveniente da altri paesi, per i quali il coefficiente di conversione è ancora più basso di quello relativo all’Albania.
Supponiamo, ad esempio, che si trattasse di un lavoratore dello Sri Lanka, paese per il quale il coefficiente di conversione è pari a 0,2501: in tal caso la somma dovuta a ciascuno dei suoi genitori, fatti salvi gli interessi legali, sarebbe stata pari a:
72.300 X 80% X 0,2501 = 14.466
Un po’ pochino rispetto a un lavoratore italiano, vero? Ma c’è di peggio. Se il lavoratore fosse stato dell’Uganda il coefficiente di conversione da utilizzare sarebbe stato pari a 0,1834, e quindi ancora più basso rispetto a quello del suo collega cingalese, con la conseguenza che se l’incidente mortale sul lavoro fosse capitato a lui a ciascuno dei suoi genitori sarebbe andata la somma di:
72.300 X 80% X 0,1834 = 10.608
Siamo, ne converrete, su un livello molto basso: eppure ci sono casi ancora peggiori. Se si fosse trattato di un lavoratore proveniente dal Burundi il tasso di conversione sarebbe stato appena 0,1342, con la conseguenza che il risarcimento dovuto a ciascuno dei suoi genitori in caso di morte sul lavoro sarebbe stato pari a:
72.300 X 80% X 0,1342 = 7.762
Capito? Secondo il criterio utilizzato a Torino la vita di un essere umano, per il solo fatto che costui proviene da un paese sfigato, può valere meno di ottomila euro, ammesso e non concesso -circostanza non scontata, visti i livelli della mortalità dei paesi in via di sviluppo- che gli sia rimasto almeno un genitore vivo.
Ditemi la verità: non provate anche voi un brivido gelido di terrore?
di Alessandro Capriccioli
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quanto-vale-un-burundese/2137037

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Persecuzione mediatica

26 ottobre 2010 Lascia un commento

Repubblica mette la parola fine sul polverone della casa di Montecarlo che vede coinvolto il Presidente Fini. Dopo più di tre mesi di circo mediatico fomentato principalmente dai giornali di famiglia di Berlusconi, la Magistratura pare che abbia archiviato, non c’è nessuna azione fraudolenta.

“Nessun reato. Nessuna truffa. La querelle sulla casa di Montecarlo finisce davanti alla sentenza dei pm di Roma che parlando di “insussistenza di azioni fraudolente”. La procura ha chiesto l’archiviazione per la compravendita dell’appartamento in rue de Princesse, la cui proprietà ha tenuto banco per mesi ed è stato oggetto di una furibonda campagna stampa del Giornale e Libero contro il presidente della Camera Gianfranco Fini (che con l’ex tesoriere di An Francesco Pontone sono stati iscritti nel registro degli indagati per truffa)
Chiarita, dunque, la storia dell’ appartamento da Alleanza Nazionale nel 1999 e ceduto nel 2008 per 300 mila euro. Poi preso in affitto da Giancarlo Tulliani, cognato di Fini.”
http://www.repubblica.it/politica/2010/10/26/news/archivia_casa-8458185/?ref=HREA-1

Il fanatico

26 ottobre 2010 Lascia un commento

Dei veri mentecatti.
Fanatici buzzurri che non hanno il senso della legge nè della misura, (e forse non l’hanno mai avuto) ma gli è stato lasciato credere di avere tutto il potere nelle mani.
Riportiamo i dialoghi tra un sedicente consigliere comunale del Comune di Corte Franca ed un gruppetto di ragazzi che portavano avanti l’operazione “Pali Puliti” (rimozione degli adesivi abusivi della Lega dai pali) nel Comune di Corte Franca.
Durante l’iniziativa il gruppo viene avvicinato dal Consigliere Comunale spalleggiato da un paio di individui ed inizia la discussione.
Il gruppetto di pulitori aveva con sè una telecamera ed ha potuto registrare il tutto, preso atto della contrarietà del loro interlocutore a vedersi pubblicato con tanto di video online o in TV, i ragazzi riportano parte della “conversazione” in forma verbalizzata, e solo il finale con i Vigili in filmato.
Facile trarre conclusioni: anticipiamo solamente che la Polizia Locale, giunta lì attraverso una segnalazione fatta al 113, ha sostanzialmente dato il benestare, precisando che i ragazzi ‘pulitori’ avevano tutto il diritto di compiere l’azione di pulizia della segnaletica stradale dai numerosi adesivi che la imbrattavano, tra l’altro avendo l’accortezza di non occupare la corsia di marcia, ed operando solo in luogo pubblico.
X é il sedicente Consigliere Comunale,
S, D, E, sono i “pulitori”.
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X- Avete ancora tanto da rompere i coglioni in giro? Razza di comunisti di merda…
S- Mi offende così?
X- Avete ancora tanto da rompere i coglioni. Andate nel tuo paese a farlo!
S- Sono nel mio Paese… [rumore di motorini] Sono nel mio Paese!
X, avvicinandosi, a voce alta – Non é vero un cazzo! Che cazzo andate in giro a rompere i coglioni? Eh? Pensate… Perché invece di andare a pulire questo non andate anche a evitare di sporcare i muri con i vari “bender” [graffito molto diffuso a Brescia] e così via? A fare i graffitari e così via? EH? Questo qua… (riferendosi al simbolo con Alberto da Giussano, la scritta Lega Nord, e un piccolo Sole delle alpi verde leghista, adesivo che probabilmente non ha guardato). Perché venite qua a rompere i coglioni politicamente, che non sapete neanche un cazzo di quella roba lì: pensate che sia un simbolo della Lega e non é della Lega
D- Alberto da Giussano é simbolo della Lega Nord.
X- Alberto da Giussano sì!
E- C’è scritto LEGA NORD.
X- Che cazzo te ne frega? A rompere i coglioni voi con i vostri Centri Sociali di figa, invece, va bene!
S- Ma lei sa cosa voto io?
X- Non me ne frega un cazzo! Stai rompendo i coglioni!
S- Al palo?
X- Perché non sei autorizzato a fare questo lavoro! Non sei autorizzato!
E- C’è la legge
X- NON SEI AUTORIZZATO! DAMMI QUA I DOCUMENTI O CHIAMO I CARABINIERI!
S- Li chiami!
X- Li chiamo subito!
…e chiama il 113, il quale a sua volta invia un’auto della Polizia Locale; ed ecco che succede:
clicca quì per guardare il video
Stanno degenerando ovunque questi esagitati ignoranti e violenti, e penso proprio che la gente rimasta sino ad ora passiva inizi ad essere più allarmata che stufa.