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L’albero delle zoccole

“Tu fai in questo campo una piccola buca e ci metti dentro, per esempio, uno zecchino d’oro. Poi ricopri la buca con un po’ di terra: l’annaffi con due secchie d’acqua di fontana, ci getti sopra una presa di sale, e la sera te ne vai tranquillamente a letto. Intanto, durante la notte, lo zecchino germoglia e fiorisce, e la mattina dopo, di levata, ritornando nel campo, che cosa trovi? Trovi un bell’albero carico di tanti zecchini d’oro … ”
(Carlo Collodi, profeta)

Nel mondo reale dei viali, delle circonvallazioni, dei raccordi anulari e delle statali, le puttane rischiano le botte, le marchiature a fuoco e gli stupri di gruppo dei papponi; gli stupri e le botte dei clienti che non vogliono pagare e perfino, se sono particolarmente sfigate, l’incontro con il serial killer che le lavorerà di coltello prima di gettarne i resti in un fosso.
Nel mondo della prostituzione di basso livello, quello che infastidisce tanto le famiglie perbene dei clienti, le puttane (maschi e femmine) fanno un lavoro duro, quasi da minatore e a tariffe da sottoproletariato. 50-100 euro quando va bene e la fetta più grossa se la tiene il pappone. Una vita di merda, altro che “fanno le puttane perchè così hanno i soldi facili senza dover faticare”.
Poi c’è il livello superiore, il mondo della prostituzione d’alto bordo, quello dove i clienti hanno i soldi, tanti soldi da spendere e la puttana non si chiama più puttana ma escort. Come un vecchio modello della Ford ma molto più carina.
Salendo di livello, con l’introduzione del fattore denaro a manetta, saltano tutte le regole, come nella Protezione Civile dopo il terremoto. Nel livello precedente, quello infimo, la puttana può anche essere vecchia e sfatta e tali saranno di conseguenza i suoi clienti. La escort invece deve essere rigorosamente strafiga, se no sarebbe solo una puttana ma, attenzione, in questo caso non è che di conseguenza si ritroverà sempre come clienti dei Clooney o dei Pitt o i Richard Gere delle pretty women. Anche qui vecchi e sfatti come nel livello inferiore ma con i dané e quindi la cosa, capirete, aiuta a sopportare.
Infine, proprio in cima alla scala di Giacobbe, entrando da una porta circonfusa di luce , c’è il meraviglioso mondo di Silvio.
In questo mondo soprannaturale ci sono vecchi e sfatti pieni di soldi anzi stracarichi, esondanti soldi ma, questo è il bello del paradiso, se sei giovane, meglio giovanissima e bisognosa come una piccola fiammiferaia infreddolita, i vecchi e sfatti non ti chiedono di fare nulla in cambio. Non devi lavorare di bocca o di canali come un gondoliere, senza utilizzare i labbroni e il mandolino con i quali ti eri attrezzata con tanto impegno perchè ti aspettavi chissà cosa, giustamente. Perchè pensavi di stare ancora al piano di sotto, tra le escort.
Nel meraviglioso mondo di Silvio alle caste Susanne non è riservata la concupiscenza ma solo la generosità dei vecchioni. Sono uomini con la figa infissa in fronte con il fischer eppure si accontentano di guardare e non toccare. Che la parola chiave sia, a questo punto, “contemplativo”?
Come nella favola di Pinocchio, dove c’era l’albero degli zecchini, qui ci sono alberi dove crescono gli euro a migliaia, i gioielli d’oro firmati e perfino le automobili. “Tieni, è tua”, “Ma come, Eccellenza, almeno un pompino”. “Ma figurati, ma che scherzi, io sono una persona di cuore”. Una volta vendemmiato l’albero ti ritrovi con 5-6000 euro in borsetta. Roba che una puttana deve slogarsi la mascella per mesi, per non parlare di una lavoratrice qualsiasi da 800 euro al mese, e tu non ha fatto niente, solo la bella statuina.
Dice che la ragazza non è attendibile, che è una bugiarda. Se le spara così grosse lo è sicuramente ma deve aver studiato alla scuola di Silvio. C’è il suo marchio inconfondibile. Riconosco il suo far credere che il mondo sia meraviglioso e perfetto e che il successo si raggiunga senza sforzo, con il solo intervento dell’Uomo della Provvidenza e della sua infinita magnanimità.
Una favola, appunto.
Di Lameduck http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2010/10/lalbero-delle-zoccole.html

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  1. maria teresa morini
    25 agosto 2011 alle 22:37

    Risfogliando il blog, mi è caduta l’attenzione su questo articolo, seppur datato, poichè in questi giorni di tragenda zelanti parlamentari ( uno in particolare, della Lega, se non erro) ha rilanciato la vetusta e più che usurata idea di tassare le cd. ” lucciole”, ai fini di ingrassare le esangui casse dello Stato. Quello che mi stupisce nella mentalità di questi politici è l’ ,assoluta ignoranza di ogni analisi sociologica che il mondo della prostituzione dovrebbe suggerire ( ed anche pretendere, visto che si tratta di un fenomeno sociale pur esso) e che , in parte , è pur presente nell’articolo di cui al commento.
    Chi immagina di creare tranquilli quartierini urbani a luce rossa, su modello olandese o tedesco,, dove le prostitute verrebbero collocate per la loro attività, possibilmente schedate ( ovvio) , magari con partita iva, non ha assolutamente capito nè si interessa di capire, che la stragrande maggioranza di queste donne esercita sulle nostre strade in quanto straniere, in quanto clandestine,in quanto schiave di un mercato su vasta scala. Queste donne, ripeto la stragrande maggioranza che si vendono battere nei viali cittadini e nei pressi delle zone commerciali o autostradali , se potessero sotttrarsi al brutale giogo cui sono costrette, se ne tornerebbero a casa loro ( sono spesso africane o delle zone più arretrate dell’est europeo) altro che sognare di mettersi ” in proprio ” in quartierini a luce rossa !!
    I grossi incassi del meretricio non restano nelle mani di queste disgraziate, ma passano in quelle dei loro sfruttatori, spesso associati a mafie internazionali.
    Vero è che non sono le prostitute senza protezione a cadere nelle mani di questi sfruttatori ( tesi dei propugnatori della prostituzione legalizzata) cosicchè i quartierini a luce rossa le proteggerebbero, sotto l’egida dello Stato che comunque , in cambio della tranquillità del loro esistere, le tasserebbe: vero è ,invece, che questa prostituzione è già organizzata da strutture delinquenziali a vasto raggio. Queste donne NON scelgono di fare le prostitute, ma sono costrette….
    Per tacere poi della ratio che sta a monte ,e che leggiamo ahimè in moltissimi blog, sostenuta dalla stragrande maggioranza degli uomini: trattasi di un mestiere come un altro, che va quindi tassato, tanto nulla si può fare contro la prostituzione che è vecchia quantoil mondo per il solo fatto che esistono uomini e donne….queste ed altre ” bestialità” invadono la rete…Mi piacerebbe chiedere a tutti questi maschi che scrivono in internet tali cose; ma se un giorno vostra figlia diplomata venisse a casa e vi dicesse , sai papà ho trovato un lavoro! Faccio la prostituta , con partita iva, al quartiere Mazzini, voi che cosa direste???

  2. Ony
    13 novembre 2015 alle 23:32

    E se tuo figlio ti dicesse un giorno che gli piace dare il culo agli uomini? Ma che cose stupide scrivi! Nessuno saprà mai la vera storia di chi sta prostituendosi! Mille motivi..ho visto in aeroporto ragazze squillo giovanissime dell’Est elegantissime super firmate, che battevano su una provinciale superconosciuta, e che rientravano nel loro paese per il natale! Allora dov’ e’ la costrizione di cui parli? Ormai si sono evolute anche loro e altro non sono che socie in affari con la malavita ormai in giacca e cravatta. Allora non guardare soltanto le africane clandestine che invece dovrebbero essere rimpatriate insieme ai loro aguzzini!. E’ un problema dello stato centrale che non vuole o non puo’ mettere ordine in siffatta complicata materia, rendendosi cosi’ colpevole di vero favoreggiamento.

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