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Sembra Beirut ma siamo a Partinico

10 novembre 2010 Lascia un commento

Nel cuore della Sicilia, una piccola emittente lotta contro il potere mafioso: è Telejato
Non si può certo parlare di autocom­bustione o di fortuito corto circuito per l’incendio divampato l’altra notte in via Avellone a Partinico. Il ritrovamento di un pneumatico, proba­bilmente prima impregnato di liqui­do infi­ammabile e poi dato alle fiamme, aprono uno scenario sconcertante sull’atto intimida­torio perpetrato ai danni di impren­ditori partinicesi. Imprenditori che in tutta probabilità si rifiutano di pagare il pizzo alle organiz­zazioni criminali locali che negli ul­timi mesi stanno cercando di rialzare la tes­ta e tornare a far sentire in modo assai tangi­bile la loro indesiderata presenza. Dopo le brillanti operazioni delle forze dell’ordine e della magistratura, che nel tempo hanno inflitto colpi quasi mortali alla cosca partinicese, questi sembrano or­mai essersi ripresi e quindi tentano con ogni mezzo di riappropriarsi di quel terri­torio sul quale avevano perso il controllo. Riecheggia ancora un servizio andato in onda sulla nostra emittentebasato su una missiva fattaci avere da più o meno piccoli imprenditori partinicesi che sono stanchi di dovere sottostare alla bar­bara legge del più forte, svenati nel dovere dare quello che è il frutto del loro lavoro a degli emeriti parassiti che con la forza e con la violenza vivono sulle spalle degli imprenditori.
A questo punto riteniamo che sia op­portuno e urgente, adesso più che mai, che lo Stato torni a fare sentire la sua presenza nel nostro territorio, rafforzando con uomini e mezzi le forze dell’ordine già presenti che fanno i salti mortali per garantire, come possono, la presenza dello stato a Partinico. La situazione criminalità ormai sembra essere degenerata. Chiediamo quindi al sin­daco e agli or­gani competenti che si fac­ciano promo­tori di un vertice presso la prefettura di Palermo di un comitato per l’ordine e la sicurezza che metta al centro la questione del partinicese affinchè questi pdm si rendano conto che sono veramente lonta­ni i tempi quando spadroneggiavano in lungo e in largo su tutto il territorio im­ponendo la loro legge. Gli onesti cittadini alla loro vista non fanno più cenni reverenziali ma al contra­rio si girano dall’altra parte per ignorali, la gente perbene ha ormai preso coscien­za del loro stato e non è più disposta a pie­garsi al loro volere, però e necessario che ognuno, Stato in testa, faccia la pro­pria parte per far sentire al sicuro tutti quei cit­tadini esemplari che vogliono vi­vere in una terra libera dall’atavica op­pressione mafio­sa.
Pino Maniaci http://www.telejato.it/ http://www.ucuntu.org/Sembra-Beirut-ma-siamo-a-Partinico.html

IL 28 NOVEMBRE TUTTI IN PIAZZA PER TELEJATO!
Coppola Editore, Corleone Dialogos (Arci-Libera) Gruppo Facebook “Quelli che fanno come Telejato” e l’associazione Rita Atria lanciano un appello di solidarietà per la Redazione di Telejato. Ennesima lettera minatoria nei confronti dell’emittente Telejato che trasmette in una zona calda ed è prezioso strumento di informazione per i territori del partinicese e del corleonese.
Pino Maniaci e famiglia non vanno lasciati da soli, per questo vi chiediamo di aderire all’iniziativa scendendo il 28 Novembre alle ore 10:00 in Piazza a Partinico, per dire ai mafiosi locali che Pino Maniaci e la sua famiglia non sono soli. Oltre alla solidarietà fisica e umana, sarà gradita la solidarietà finanziaria.
Per aderire: redazione@corleonedialogos.it

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