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Archive for 19 novembre 2010

L’uomo come un virus

19 novembre 2010 Lascia un commento

Immaginiamo il pianeta terra, come una delle infinite cellule del sistema universo, vista al microscopio, dall’occhio di un attento ricercatore. Noterà immediatamente che, a differenza delle altre cellule, la terra, presenta alcune evidenti anomalie e patologie di natura iperplasica e ipertrofica. Una disfunzione che sta mettendo a serio rischio la sua sopravvivenza. Ad una prima e sommaria osservazione, lo scienziato si limiterà a constatare la presenza di un sostanza semisolida e appiccicosa di colore grigiastro, prodotta dalla cellula in questione (la terra) e che, la stessa, non é più in grado di sintetizzare. Questo elemento, in precedenza estraneo, si accumula sul tessuto connettivo della cellula, alterandola in maniera strutturale e irreversibile e comportando la perdita di qualsiasi funzione vitale. Il nostro ricercatore ipotizza che, diversamente da un tempo, si sia prodotto nella cellula un difetto di funzionamento (corto circuito, intoppo), del suo processo primitivo. Questo incidente di percorso, ha compromesso irrimediabilmente la sopravvivenza della cellula che, in virtù di un intrinseco e necessario processo di necrosi, cercherà di auto sopprimersi, previa il rischio di contaminazione delle altre cellule. Ad un più attento esame, il ricercatore individuerà poi, un congruo numero di elementi oblunghi, con due appendici alla base della loro estremità e una rotondità alla sommità e che, intuisce, possano rivelarsi i virus responsabili di una tale patologia.
La sostanza appiccicosa e grigiastra, individuata dal ricercatore e riportata alla nostra realtà quotidiana, rappresenta tutta quella montagna di rifiuti industriali, tossici, cancerogeni e radioattivi che, il nostro sistema economico, rigurgita sul pianeta, 24 ore su 24. L’uomo, é il paradigma del virus letale. “Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, è un principio che potrebbe avere (forse) una sua coerenza nello spazio di un tempo infinito e relativo ma, impossibile da applicare, alla realtà del presente. In attesa della trasformazione, saremo già tutti morti di cancro e di stenti, sommersi da una marea di rifiuti e soffocati dai loro miasmi.
Il pianeta terra che, per rendere più comprensibile a tutti, ho trasfigurato in cellula, non va interpretato come metafora ma (fatte le debite proporzioni), come paradigma assoluto del rapporto che esiste fra la causa dei nostri comportamenti e l’effetto sulla nostra realtà. E questo, vale in assoluto per qualsiasi cosa. Se al più presto, non saremo in grado di riconvertire le nostre abitudini, in altre più consone, compatibili e pertinenti la vera natura dell’uomo, e liberarci per sempre da tutte quelle dipendenze e debolezze che alimentano il Sistema Bestia e il suo potere, saremo gli ignari spettatori e i testimoni oculari della più grande tragedia dell’umanità.
Gianni Tirelli

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Maternità attempata

19 novembre 2010 2 commenti

Spett.le Il Rovescio Del Diritto
vi sarebbe un argomento abbastanza significativo, a mio parere, da portare all’attenzione dei lettori. Significativo sotto molti aspetti. Vedo pubblicizzato in questi giorni, sia in internet che sulla copertina di rivista , con servizi fotografici e lettera aperta alla bambina in arrivo, la gravidanza di una donna del mondo dello spettacolo, oramai da ritenersi in menopausa ( anni 54) ma invece già al quinto mese di gestazione.
A mio parere una siffatta notizia meriterebbe una riflessione, sia in merito al contenuto, che riguardo al modo in cui essa è proposta al pubblico, notizia resa ancor più eclatante dalla gran cassa mediatica.
Laddove sussiste ancora la perplessità di qualcuno che riesce a conservare qualche reminiscenza di etica e che si interroga se sia davvero” giusto” ( forse anche secondo una legge naturale) pretendere di avere figli contro ogni orologio biologico, senza nemmeno porsi il problema di mettere al mondo creature che dovranno rapportarsi a genitori vecchi, verosimilmente incapaci di superare ostacoli generazionali , oserei dire abissali, laddove sussiste ciò – ripeto- si contrappone un modo stupidamente entusiastico di presentare tali notizie, infondendo nelle persone il convincimento che sia naturale e normale, ciò che naturale non è. Vieppiù che se certe scelte sono fatte da personaggi del mondo dello spettacolo, con tutto lo scalpore che ne segue, i media presentano la notizia al pubblico come evento possibile ai più e ” moralmente ” accettabile , caricandolo di sentimentalismo e toccando le facili corde del diritto intoccabile alla maternità ( come se non vi fosse il diritto dell’Uomo-Bambino a crescere con un genitore idoneo alla sua educazione e con cui condividere una parte temporale , sostanziale, della propria vita affettiva).
Cosicchè non solo assistiamo, nella corrente cultura occidentale , al rifiuto dell’idea della Morte ( occorre vivere il più possibile , essere efficienti, belli, in salute ) e prima di esso, al rifiuto della Vecchiaia, rincorrendo un sogno di eterna giovinezza fino alle più assurde performances della chirurgia estetica, ma in questa tenace e insana idea di onnipotenza che l’uomo moderno oggi ha di sè , rafforzato sempre più in un uso asettico della Scienza, va enucleandosi il diritto dell’ Uomo sull’Uomo di poter generare un suo simile per mera scelta egoistica , forse per fuggire ad una solitudine esistenziale che si fa sempre più palpabile , anno dopo anno, verso il declino della propria singola vita . Personalmente , non vedo nessuna forma di Amore- Dono di sè in questi atti ” creativi” ad oltre 55 anni di età . Tutto il sentimentalismo della vicenda lo lascio ai giornali….
Con i migliori saluti,
Maria Teresa Morini.

Un grido d’aiuto

19 novembre 2010 Lascia un commento

Sono Paola Caruso e questo è il mio terzo giorno di sciopero dellafame. Ho lavorato per sette anni per il Corriere della Sera, prima come freelance, poi come collaboratrice precaria. Se ho iniziato la protesta è perché non voglio pensare di essere precaria a vita. La mia situazione è disperata almeno quanto il mio gesto, ed è la condizione di tanti come me, che affrontano ogni giorno i miei stessi problemi senza nemmeno poterne parlare liberamente. E questo non riguarda soltanto l’editoria, ma la maggior parte dei settori dell’economia.

Quello che sto facendo non è soltanto per migliorare la mia condizione lavorativa o professionale, ma per rendere noto un problema diffuso quanto sotterraneo, che è quello del precariato in Italia. Pertanto ho intenzione di andare fino in fondo, per l’affermazione di un principio costituzionale che per me è molto importante: il diritto di svolgere il proprio lavoro con la giusta dignità. La mia voce oggi è solo una flebile voce, ma potrebbe diventare un grido, se condiviso, oppure morire nell’indifferenza. Grazie per avermi ascoltata.
http://paolacars.tumblr.com/