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Sono stanco

10 febbraio 2011 2 commenti

Sono stanco.

Sono stanco di guardare il Tg1 che altera certe informazioni e ne censura altre.

Sono stanco di vedere Berlusconi che ancora cerca di difendersi, invece di scappare e nascondersi per la vergogna.

Sono stanco di Bersani che promuove il suo partito, mentre tace sugli imbrogli delle primarie di Napoli.

Sono stanco della Lega e della sua secessione federalista, che cerca di spacciare per una cosa buona. Se non si sentono italiani, se ne andassero, nessuno li trattiene.

Sono stanco di ascoltare le prediche moraleggianti di preti, papi e cardinali, quando dovrebbero essere i primi a tacere dopo lo scandalo pedofilia.

Sono stanco di ascoltare uomini della Chiesa che nel duemila ancora stigmatizzano l’omosessualità. I gay sono uomini migliori di loro.

Sono stanco della Gelmini. Punto.

Sono stanco di assistere alle penose recite della Santanchè. Ogni volta che parla è un diluvio di scempiaggini.

Sono stanco di vedere politici che in televisione dicono di combattere la mafia, ma in realtà la fiancheggiano.

Sono stanco di sapere che dopo un periodo di diciassette anni, ci sia ancora un’Italia berlusconiana.

Sono stanco di dover assistere ai continui aborti giornalistici de Il Giornale. Montanelli ancora si rivolta nella tomba.

Sono stanco di vedere brava gente che denuncia la mafia, privata della protezione dello Stato.

Sono stanco di guardare in tv Sgarbi insultare la gente per poi essere considerato un intellettuale.

Sono stanco di essere rappresentato da un parlamento che nega l’autorizzazione a procedere per Cosentino.

Sono stanco di temere che persone come Ruby, la Faggioli, la Carfagna e la Fico un giorno me le potrei ritrovare come sindaco.

Sono stanco di vedere volontari morire in Afghanistan e doverli commemorare come eroi. Non esistono guerre per la pace. E la morte non sempre ti fa bello.

Sono stanco di vedere il mio paese deriso dai giornali di tutto il mondo.

Sono stanco di sapere che in secoli di storia non siamo riusciti a esportare le metastasi delle mafie, che anzi abbiamo rinforzato.

Sono stanco di sentir dire che Craxi era una persona perbene. Era un mariuolo, e la Storia lo ricorderà per questo.

Sono stanco di assistere a propagande demenziali contro la magistratura da parte dei corifei berlusconiani. Non ci casca più nessuno, tranne i fessi. Ma è il numero di fessi che mi circonda a farmi paura.

Sono stanco di veder violentata, ogni giorno, la Costituzione del mio paese. Una Costituzione offesa in questo modo, non ha valore.

Sono stanco dei vedere tanti che ammirano Cuffaro per il solo fatto di essersi costituito. Rivalutiamo un mafioso per un così piccolo e scontato gesto. Questo fa paura.

Sono stanco di sapere che per ottenere qualcosa in questo paese ci si debba vendere al potente di turno. Il mio culo non è in vendita.

Sono stanco di sapere che solo il venti per cento dell’otto per mille alla Chiesa sia speso in opere di beneficenza. La Chiesa morirà affogata nel suo stesso oro.

Sono stanco di D’Alema. E di Veltroni. E di questo Pd che non ha nulla da offrire e nulla da dire. Eppure ancora parla e ancora offre.

Sono stanco di vedere osannato Fini perché adesso critica Berlusconi. Ci è arrivato con diciassette anni di ritardo. Un po’ troppi per essere riabilitato.

Sono stanco dell’Unità d’Italia, che i libri di storia ancora ci raccontano in maniera distorta.

Sono stanco della prostituzione delle istituzioni, che gemono e quasi godono a essere violentate.

Sono stanco. Eppure mi sono appena svegliato.

http://www.agoravox.it/Sono-stanco.html

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“Burqa bunga”

10 febbraio 2011 1 commento

Anch’io domenica scenderò in piazza contro chi disprezza il corpo e l’anima delle donne. E cioè contro i vecchi bavosi che le riducono a gingilli. Contro gli arrivisti che le utilizzano come merce di corruzione presso i potenti. Contro le ragazze che si vendono, spacciando la loro bramosia di denaro e di fama per libertà. Contro i genitori disposti ad accettare l’idea umiliante che la carne della propria carne diventi strumento di carriera. Contro chi pensa che non esista una via di mezzo fra il burqa e il bunga bunga e invece esiste: chiamiamolo burqa bunga, oppure dignità. Contro i pubblicitari che da trent’anni riempiono di seni & sederi le tv e i muri delle nostre città per promuovere prodotti (telefoni, gioielli, giornali di sinistra) che nulla c’entrano con la biancheria intima. Contro le tante signore «impegnate» che hanno accettato questo insulto senza protestare. Contro gli autori televisivi che hanno ridotto il vestito delle ballerine a un filo interdentale, imponendo al Paese un’estetica trucida e volgare. Contro gli autori televisivi che hanno fatto la stessa cosa, ma sostenendo che si trattava di una forma sottile di ironia, mentre di sottile c’era solo la gonna. Contro chiunque considera il corpo delle donne un fatto pubblico, quando invece è un bene privato da esibire soltanto a chi si vuole, e nell’intimità. Contro i giornali e i siti «seri» affollati di culi & sederi. E contro coloro che se ne lamentano, ma intanto cliccano lì.
In fondo domenica scenderò in piazza un po’ anche contro me stesso.
Massimo Gramellini dal Buongiorno de La Stampa del 10 febbraio 2011