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La logorrea

23 Mag 2011 1 commento

“LOGORREA” – DISFUNZIONE DEL QUINTO CHAKRA: VISHUDDHA

E’ il CHAKRA della comunicazione, della pace, dell’ascolto, il CHAKRA attraverso il quale inaliamo il primo respiro ed esaliamo l’ultimo. E ‘ il centro della capacità di esprimere l’amore del quarto CHAKRA attraverso la parola lasciando risalire in superficie ciò che si muove in profondità. Esso consente di esprimere i propri sentimenti e di manifestare al mondo esterno il contenuto di tutti gli altri CHAKRA. Regola la comunicazione verbale e non verbale, è la sede del linguaggio e della comunicazione, ma anche dell’ascolto delle voci interiori ed esteriori. E’ attraverso il CHAKRA della gola che esprimiamo tutto ciò che è vivo in noi: il riso, il pianto, il piacere, il dolore, la sicurezza, la paura, l’amore, l’odio, l’indifferenza. Comunicazione e parola sono il ponte tra noi e l’altro attraverso un dialogo aperto che può trasmettere i valori della società e della fiducia. Il quinto CHAKRA consente di esprimere e sviluppare le proprie capacità ed aprirci all’ascolto della guida interiore.
 Si trova nella Sushumna-Nadi nella parte inferiore del collo, è il centro dell’elemento eterico. Parte fisica associata: Plesso nervoso cervicale, Tiroide e paratiroide. La tiroide controlla l’emozione il pensiero e la comunicazione e del potere della voce. Da questo chakra partono 16 Nadi. Forma Simbolica: il cerchio.. Animale simbolico: ELEFANTE A 16 ZANNE. Divinità: SADA- SHIVA E LA DEA SHAKINI. Poteri che si ottengono dall’apertura di questo Chakra: Capacità di udire nel passato presente e futuro, chiaroudienza.


SCHEDA RIASSUNTIVA
 NOME SANCRITO: VISHUDDHA “ PURIFICAZIONE ”
COLLOCAZIONE: E’ situato tra l’avvallamento del collo e la laringe in corrispondenza del plesso laringeo. 
ELEMENTO ASSOCIATO: Etere – Suono. 
SENSO: Udito
 – SIMBOLO: Loto a sedici petali
. COLORE: Azzurro. 
IDENTITA’: Creatività. 
DIRITTO: Parlare. 
DEMONE: Bugie. 
MANTRA: Ham. 
GHIANDOLE ASSOCIATE: Tiroide
E’ situata alla base del collo, nella sua regione anteriore, con annesse quattro piccole ghiandole, le paratiroidi. Gli ormoni della tiroide sono le iodio tironine che accrescono la sintesi delle proteine in tutti i tessuti del corpo condizionandone l’equilibrio metabolico, l’accrescimento somatico e intellettivo, il ritmo cardiaco, lo sviluppo sessuale. La calcitonina è un ormone responsabile del metabolismo del calcio e del fosforo e quindi del tasso di calcio nel sangue. Il paratormone, secreto dalle paratiroidi, regola anch’esso la distribuzione di calcio e fosforo nelle ossa, promuove l’attività di riassorbimento dell’osso, favorisce l’assorbimento dall’ambiente esterno.


MALATTIE: Asma, tosse, raffreddore, mal di gola, raucedine, torcicollo, balbuzie, disturbi alla tiroide, disturbi alla lingua, problemi all’udito.


DISTURBI PSICOLOGICI: Inibizione, umore labile, confusione, disorientamento, rigidità eccessiva, ricorso a continue scuse e giustificazioni, raggiro e falsità.


QUANDO E’ IN ECCESSO: Arroganza, ipocrisia, falsità. Dogmatismo, logorrea, tendenza a spettegolare.


QUANDO E’ BLOCCATO: Timidezza e riservatezza eccessiva, nodo alla gola, voce sforzata quando si tratta di esprimere i pensieri ed i sentimenti più intimi. Balbuzie spiccata. Rigidità – insicurezza nei confronti degli altri, timore del loro giudizio, incertezza. L’unica realtà accettata è quello del mondo materiale. Introversione.


CAUSE DI DISEQUILIBRIO: Genitori autoritari, impositivi, eccessivamente critici. Comunicazioni falsanti e contraddittorie, bugie. Esposizione a violenze verbali e grida continue. Famiglia alcolista o dipendente da sostanze tossiche.





Possiamo dire che queste ghiandole governano la crescita, lo sviluppo, la stabilità della materia corporea, la materializzazione di tessuti e lo sviluppo delle facoltà intellettive, e quindi permettono all’uomo di esprimere la coscienza. Non a caso nella parte più interna della gola si trovano le corde vocali, sede dei suoni e della parola, cioè dell’espressione cosciente dei concetti.
Problemi alla tiroide indicano difficoltà nell’esprimere la propria verità e conseguentemente nel creare la propria vita. Mal di gola, noduli alle corde vocale, laringiti e faringiti ci invitano a essere chiari, onesti e diretti e soprattutto ad avere il coraggio di dire la verità. Come il primo chakra è connesso alla terra dalle gambe che fungono da radici, l’energia del quinto scorre dalla gola lungo le spalle, le braccia e le mani, evocando l’immagine di rami destinati a portare fiori e frutti. Attraverso la gola scorre il suono, le corde vocali fanno vibrare l’aria, nella bocca i suoni si articolano, si trasformano in parole, le parole unificano, informano e trasformano la coscienza. La comunicazione, la possibilità di entrare in contatto gli uni con gli altri attraverso un’onda, una vibrazione e di uscirne modificati, è un profondo mistero. Il mistero dell’Arte, del canto, del suono, della parola, della scultura e della pittura giacciono racchiusi nel chakra della purificazione, dove la materia si proclama simbolo e ascende le sacre altezze dello Spirito.
 Il timbro ed il tono della voce sono manifestazioni delle energie del quinto chakra: tanto più la voce è armonica e rotonda, tanto più questo centro sarà in equilibrio.
Le patologie di tipo psichico che fanno riferimento a Vishuddha, sono tutte riferite alla capacità di comunicare, non solo verso l’esterno, ma anche verso la propria interiorità; e tramite questo chakra che si realizza la comunicazione tra mente e corpo, per cui le cosiddette malattie psicosomatiche possono anche essere riferite in varia misura alla disfunzione di questo chakra.

LOGORREA
La logorrea (dal grzeco λογορροια) è definita come un “flusso eccessivo di parole”; in campo medico si riferisce ai discorsi incoerenti causati da alcuni tipi di malattie mentali, come le manie.
In senso non medico la logorrea è un tipo di verbosità , conosciuta anche come diarrea verbale, che fa uso di parole superflue o ricercate per trasformare un messaggio da semplice ad intellettuale.
La logorrea è un disordine del linguaggio presente, in una grande varietà di malattie neurologiche e psichiatriche, inclusa l’afasia, lesioni corticali del talamo o, più frequentemente, schizofrenia e catatonia.
Un esempio di logorrea è il parlare o mugugnare in maniera monotona, sia con altri sia con se stessi. Può verificarsi la ripetizione di particolari parole o frasi, spesso incoerenti.
“Essere costretti ad interagire con un soggetto affetto da logorrea può rivelarsi un’esperienza a dir poco micidiale, specialmente se l’individuo in questione rientra nella nefasta cerchia degli pseudoletterati che traggono una soddisfazione affine a quella ottenibile durante il culmine dell’atto sessuale nell’ammorbare il proprio interlocutore mediante l’utilizzo di un linguaggio arcaicizzante comunemente caratterizzato da espressioni verbali inusitate se non del tutto defunte e generalmente accompagnato da avverbi derivati da forme aggettivali e contorte sequenze di termini mutuati ad uno o più linguaggi specialistici, con l’unico scopo di generare una solida confusione in coloro che futilmente tentano di percorrere il cammino logico del messaggio che, invece di procedere secondo la linea retta tracciata dalla frase principale, si perde nei labirintici meandri di incidentali e frasi secondarie che si dipanano da essa dando forma a quello che ad un impatto iniziale potrebbe sembrare un catastrofico effetto domino ma che ben presto si rivela una sapiente trappola metalinguistica affine ad un tunnel senza sbocchi verso l’esterno, che però la vittima non riesce a percepire perché nascosta da abili cesellature.”

Iil dottor Flanderson fu il primo a diagnosticare quella che poi sarà riconosciuta a livello internazionale come logorrea Flanderson. La logorrea Flanderson si presenta come un flusso ininterrotto e ininterrompibile di parole, con il soggetto che continua a parlare in evidente stato catatonico senza che ci sia la possibilità di fermarlo, se non con una badilata in test!. La maggior parte degli studiosi hanno attribuito tale tipo di comportamento a semplici episodi di demenza o autismo.

“La vera guarigione può essere ottenuta dal bene che prende il posto del male, dalla luce che prende il posto del buio…La malattia compare quando c’è disarmonia in noi stessi…tra il nostro essere mortale e la divinità che è in noi…” ( Edward Bach da “Libera te stesso”)

I fiori di Bach sono 38 “essenze” scoperte dal medico Inglese Edward Bach (1886-1936), che riequilibrando lo stato energetico e la disarmonia emotiva della persona, sono in grado di contribuire alla guarigione di molte malattie e senza sostituirsi alla medicina ufficiale, sono di questa un valido complemento.
La malattia nel suo significato più profondo non e’ solo un insieme di sintomi, ma e’ il risultato di un nostro conflitto interiore e solo quando raggiungiamo l’armonia tra la nostra parte mortale e quella spirituale, ritroviamo il nostro stato di salute. Lo scopo, della malattia, non è quello di punirci, ma di farci capire che qualunque errore noi facciamo, questo si ripercuote su di noi, causandoci infelicità, sconforto, depressione, insicurezza, rabbia…e tutte queste emozioni negative sono alla base del nostro stato di disagio interiore e di mal-d’essere.

“La cura di una parte del corpo, non dovrebbe essere intrapresa senza il trattamento del tutto. Quindi affinchè la testa ed il corpo stiano bene , dovete iniziare a curare la mente, cioè la prima cosa” . (Platone )

Le cause della logorrea non sono ancora state completamente chiarite, ma sembrano essere localizzate in alcune strutture del lobo frontale associate al linguaggio.
La Logorrea consiste in un “flusso eccessivo di parole” ed è una delle patologie più gravi fra quelle esistenti. Essa nella sua forma più elevata è estremamente pericolosa, non per colui che ne è affetto bensì per gli amici e per quelli che vi dialogano

Il temine “logorrea” vuol dire appunto cagarella di parole (dal greco “logos”, parola, e dall’Avellinese antico “Diarrea”, cagarella).


Un malato di logorrea è capace di parlare incessantemente per ore ed ore senza accorgersi di massacrare i coglioni ai poveri individui che lo circondano. Quindi, purtroppo, un logorroico, non sa di essere malato e non si rende conto del male che può provocare agli altri la sua eccessiva e maniacale loquacità. 
Subire un discorso di un logorroico può indurre alcuni sintomi come sonnolenza, depressione, disperazione, follia omicida, auto-tortura e suicidio. 
I logorroici generalmente preferiscono parlare anziché scrivere, ma se dovessero mettere nero su bianco ciò che la loro mente produce, stilerebbero un intera opera machiavellica di discorsi, anche insensati e ripetuti, composti da parole senza l’ombra di punteggiatura.


La logorrea si può manifestare in forme leggere, come quelli che parlano senza fermarsi solamente con chi conoscono e non più di 45 minuti, o in forme più gravi, come ad esempio il caso in cui l’individuo parla incessantemente per ore, senza fermarsi neanche per un cripto-secondo, con chiunque gli capiti sotto tiro. Nelle forme più pesanti il logorroico continua a parlare (da solo) anche quando colui che lo ascoltava è scappato disperato almeno da mezz’ora. 

L’eccessiva loquacità, può essere un tratto riscontrabile in soggetti sostanzialmente normali, significando vissuti di insicurezza o particolari stati di tensione emotiva. La logorrea può costituire un comportamento verbale patologico che indica un flusso abnormemente accelerato dei processi ideativi, la cui incalzante produzione provoca una disorganizzazione dei nessi associativi. Il linguaggio risulta, in tal caso, associato a una mimica esuberante, mutevole, per quanto riguarda i temi, fino a divenire incoerente e incomprensibile. Per tanto la logorrea è tipica del disturbo maniacale, ma si riscontra anche nella schizofrenia e in alcuni stati confusionali. Si riscontra inoltre nelle intossicazioni da alcool, cannabis, da amfetamine e da allucinogeni.
I sintomi tipici della “Mania”sono: l’innalzamento immotivato dell’umore, l’irritabilità eccessiva e ingiustificata, il diminuito bisogno di sonno, l’avere molte idee nella testa che si succedono rapidamente, le idee di grandezza, di ipervalutazione di sé, fino al delirio megalomanico – la logorrea (cioè l’eloquio eccessivo ed incontenibile), autostima ipertrofica, aumento del desiderio e dell’attività sessuale, l’aumento dell’energia con aumento delle iniziative (spesso non adeguatamente valutate nelle loro conseguenze), la riduzione della capacità di critica e di giudizio, i comportamenti sociali inadeguati e/o pericolosi.

Proprietà e benefici del fiore “dell’ipocastano bianco”

Questo fiore, è un rimedio prezioso per coloro che si sono impallati, che hanno logorrea mentale, che sono entrati in un “loop”.

Questo soggetto, non è lucido e neanche obiettivo, anzi spesso è assente e poco concentrato, non trova la soluzione ai problemi, rimugina pensieri che gli sottraggono utili energie. Ha le labbra in movimento: discute con se stesso continuamente e con gli altri. Ha tensione al volto e alla fronte, un’andatura instabile e muscolatura contratta. Nella comunicazione si ripete di frequente ed è spesso stanco perché imprigionato dal suo mentale “scimmiesco”. La sua testa è come una stanza con l’eco: cogita senza tregua. Pensa e parla con se stesso continuamente senza una direzione chiara: disordine, confusione. I benefici di questo fiore, sono di trasformare la mente, aprendo la porta alla pace e al silenzio mentale, permettendo al pensiero di ritrovare la sua funzione naturale, in equilibrio, al servizio dell’unità psicofisica della persona. Infine, aiuta a fare chiarezza nella mente evitando monologhi continui e poco proficui.

Emozioni iniziali-inibite (prima di prendere il fiore):
“Non riesco proprio a non pensarci”. Ruminazione mentale continua, pensieri persistenti quasi ossessivi.
Emozioni evolutive-sciolte (dopo aver assunto il fiore):
Silenzio e chiarezza della mente, lucidità, visione positiva con fiducia e pace.

Il fiore dell’ipocastano bianco, è indicato alle persone prigioniere dei loro stessi pensieri, che ripensano ossessivamente a un accaduto specifico.
Questo rimedio è fortemente indicato per coloro che sono tormentati da pensieri insistenti e girano intorno a questi come se fosse un cerchio. Infatti, in questi caratteri è facile riscontrare casi di insonnia, in cui si pensa e si ripensa alle stesse cose e non si riesce a prendere sonno, o quando non ci si riesce a rilassarsi durante un atto sessuale perché la testa è da un’altra parte. Possono soffrire di, stress, ma di testa di origine tensiva e disturbi d’ansia, con atteggiamenti ossessivo-compulsivi, sudorazione, vertigini.
Da una ricerca in rete, Gianni Tirelli

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Arcore, la villa dei misteri

23 Mag 2011 Lascia un commento

Non tutti gli scandali sessuali portano male a Silvio Berlusconi. I suoi lo portano a processo, quelli degli altri gli hanno “regalato”, talora, un prestigioso immobile a prezzo conveniente. Proprio come Villa San Martino ad Arcore, tra i simboli più classici del suo universo politico e patrimoniale.

L’OMICIDIO DI ANNA FALLARINO. Il riferimento per capire sono gli anni Settanta: Camillo Casati Stampa di Soncino, nobile e miliardario, uccise l’affascinante moglie, Anna Fallarino, e il di lei amante Massimo Minorenti, e si tolse la vita, il 30 agosto 1970. La vita matrimoniale dei Casati Stampa era dominata da una dinamica sessuale estrema, fatta di voyeurismo, scambismo e perversioni varie. Il movente fu subito chiaro, così come la dinamica del delitto.

Il marchese lasciò un’erede di primo letto, Annamaria, a cui andarono beni inestimabili, tra cui Villa San Martino, ad Arcore, e duecentocinquantasette ettari di terra a Cusago, in provincia di Milano.

CONFLITTI DI INTERESSE. Quando la giovane donna, complice i debiti, decise di vendere la villa, fu Cesare Previti, suo avvocato e protutore, a facilitarne la cessione, nella primavera del 1974. Quello stesso Cesare Previti che entrò successivamente nei consiglio di amministrazione delle società di Berlusconi e che combinò l’affare con l’immobiliare Edilnord.

IL PREZZO CORRISPOSTO NEL 1980. Il futuro presidente del Consiglio all’epoca non aveva ruoli nella società che però era intestata allo zio, Mario Borsani, e amministrata dal cognato, Giorgio Dall’Oglio. Berlusconi si insediò nella dimora nel 1974 ma il prezzo, fissato a 500 milioni di lire alla stipulazione dell’atto, e altri 250 entro sei mesi, fu corrisposto solo nel 1980.

Tuttavia, la marchesina, per sei anni, aveva continuato a pagare le tasse. Le anomalie su prezzo, rogito e pagamento in azioni anziché in soldi meritano un capitolo dettagliato, presente nel nuovo lavoro di Luca Telese, La Marchesa, la Villa e il Cavaliere (131 pagine, 17 euro, Aliberti).

Una storia fra narrazione e cronaca

La firma deIl Fatto Quotidiano ha riportato alla ribalta un caso mitico del nostro Paese, in un libro dal sottotitolo accattivante: Una storia di sesso e potere da Arcore ad hardcore. Le vicende giudiziarie connesse alla vendita della proprietà non sono affatto inedite, già documentate da Giovanni Ruggeri ne La grande Truffa (Kaos), pubblicato nel 1994. Ma l’autore le ha giostrate al meglio per evidenziare come una vicenda di denaro e interesse finisca per dirci su Berlusconi molte altre cose, più di tante analisi.

VICENDE PARALLELE. Come ha confessato al Salone del libro di Torino, «in questo libro ci sono percorsi narrativi paralleli, volevo costruire un congegno narrativo piacevole. Non a caso, dopo averci messo tre anni a scrivere i due libri precedenti, ne ho scritto uno che si legge in due ore, ma non tradisce il mio obbiettivo». L’opera intreccia vari piani: le vicende del turbolento ma passionale rapporto fra i Casati Stampa, la forza dello scandalo che vede «un’esplosione di elementi in un’Italia bacchettona non preparata», le vicende dell’eredità.

ALLE ORIGINI DEL MITO. Tuttavia Berlusconi si impone all’attenzione del lettore, in pagine che ne sottolineano, già all’epoca, le caratteristiche future, come la maniacale costruzione di un’identità iconografica e la capacità di escogitare soluzioni in anticipo sui tempi, in materia di immagine. Ma la vicenda della compravendita di Villa San Martino è un colpaccio immobiliare o rappresenta altro? Telese, a Lettera 43, ha dichiarato: «Non è una furbata. Però credo nel destino, e quella vicenda è l’anno zero del berlusconismo, l’inizio del suo modo disinvolto, spregiudicato, abile, di trattare le cose. Quello che fa lì, lo farà sempre con fantastica inventiva, con una spregiudicatezza che ha qualcosa di sconvolgente, con inversioni di regole antiche come la compravendita. Tutti pagano prima e poi riscuotano, lui entra, riscuote e non paga mai. Io lo trovo straordinario».

L’ANTECEDENTE DEL CASO RUBY. I tratti di continuità del modo di agire del primo ministro italiano però non sembrano finire qui come ha spiegato il giornalista: «Nel libro c’è un antecedente del caso Ruby ed è la storia delle veline che lui trova al concorso di Miss Italia e con cui viene immortalato da un giovane fotografo, Mauro Vallinotto».

Berlusconi nel 1979 sbarcò a Viareggio con un camper attrezzato di letto matrimoniale, e due operatori al seguito, per filmare la fase finale del concorso di bellezza e finì paparazzato da Vallinotto, che «si vedrà quasi aggredire, successivamente, da un Berlusconi molto accorato, che gli racconterà di aver rotto il primo matrimonio, con Carla Dall’Oglio, per colpa di quelle fotografie».

Incroci storici e il legame col brigatista Moretti

Il libro descrive un mondo che non c’è più ma che annoverava protagonisti che hanno segnato la storia italiana, anche nel male. Tra le vicende collaterali appare anche quella di Mario Moretti, brigatista coinvolto nel delitto dello statista democristiano Aldo Moro. Ma che rapporti aveva con i marchesi Casati Stampa e Villa San Martino?

LA DOMESTICA DI FAMIGLIA. «È un fatto storicamente accertato il legame di Moretti con i Casati, è un altro dei misteri della villa di Arcore. Ufficialmente la motivazione è che la domestica della famiglia era la zia di questo ragazzo, che doveva venire a studiare a Milano.

Però Moretti, il futuro capo delle Brigate Rosse, di fatto, ha avuto un salarietto da parte dei marchesi. Questa è un’altra prova dei centri gravitazionali, l’epos è questo: quando qualcosa ha potere magico e simbolico, come la villa di Arcore, tutto il mondo e tutti i personaggi che faranno la storia cominciano a girarci intorno»

ARCHIVIARE MA SENZA RANCORE. La Storia ha archiviato col sangue la vicenda dei marchesi Casati, e col carcere quella di Moretti. Resta Berlusconi che «o si archivierà da solo o verrà archiviato da una nuova sinistra che per ora non si vede all’orizzonte». Al Giornale per anni, Telese non ha paura di ammettere una cosa che in Italia ormai fa notizia: «Berlusconi mi sta simpatico. È una differenza importante rispetto a una certa sottocultura di invettiva. Al contrario della sinistra che lo invidia a me sta simpatico. E lo voglio archiviare».

Un libro sul Cav e i Casati Stampa. Di Maria Rosaria Iovinella