Il pignoramento

Il pignoramento è un atto processuale mediante il quale i singoli beni del debitore o del terzo responsabile sono assoggettati all’esecuzione.
E’ un atto la cui funzione è quella di far in modo che i beni del debitore, da generico e potenziale oggetto della responsabilità esecutiva, vengono sottoposti alla sanzione espropriativa: le conseguenze sono due: 1) nell’ipotesi di revoca dell’esecuzione la procedura di sanzione cade interamente; 2) permanenza dell’efficacia del pignoramento anche se il bene pignorato sia stato trasformato in denaro mediante un fenomeno di surrogazione dell’oggetto con sostituzione di un equivalente che si troverà ugualmente nella situazione di appartenenza al debitore ma sempre sotto pignoramento. La funzione del pignoramento non è quella di conservare, in ciò distinguendosi dal provvedimento cautelare, ma è quella di tenere pronto il bene per la vendita forzata o l’assegnazione.
In questa funzione prodromica dell’esproprio, il pignoramento viene indubbiamente ad assolvere anche funzioni conservative in senso lato, resta comunque evidente la natura meramente esecutiva. Sono compresi nell’oggetto del pignoramento accessori, pertinenze e frutti; questi ultimi si intendono vincolati sia che si tratti di frutti naturali ancora pendenti, sia che consistano in frutti civili non ancora conseguiti.
Ai sensi dell’art. 492, 1 comma cpc, il pignoramento consiste in un’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione e i frutti di essa; riguardo alla portata della statuizione dell’art. 492 comma 1, cpc, si è precisato che di fronte al carattere complesso che viene concordemente attribuito alle diverse fattispecie di pignoramento, e in particolare del pignoramento presso terzi, si deve escludere che l’atto in esame si esaurisca nell’ingiunzione.
In realtà vi sono altri elementi di cui tener conto, fra cui il verbale di pignoramento, la materiale apprensione del bene o la stessa dichiarazione del terzo, senza i quali il pignoramento non si forma in quanto mancherebbe un requisito indispensabile per il raggiungimento dello scopo.
A sostegno della natura di elemento costitutivo della fattispecie complessa del pignoramento, si sostiene che l’ingiunzione sarebbe l’unico elemento che assicura l’identità del pignoramento e che ne fa un atto dell’apparato giudiziario, argomento non insuperabile in quanto ciò che fa del pignoramento mobiliare un atto dell’ufficiale giudiziario è la sua attività di apprensione dei beni ai fini esecutivi, la descrizione di tali beni nel verbale e la sottoscrizione dello stesso. In buona sostanza l’ingiunzione costituisce un elemento formale anche se non indispensabile al raggiungimento dello scopo, ma non essendo idoneo a produrre gli effetti di cui agli artt. 2913 e ss. del codice civile non è elemento costitutivo o perfezionativo.
In relazione alle ipotesi di esenzione del pignoramento di cui all’art. 502 cpc, data la funzione del pignoramento stesso di determinare il bene sul quale si compirà l’espropriazione forzata e di fissarne la soggezione all’azione esecutiva , si sarebbe potuto prescinderne rispetto ai quei beni sui quali esiste già uno specifico assoggettamento a seguito di pegno o ipoteca; in ogni caso, la soluzione adottata dal codice di rito limita l’esonero del pignoramento ai beni mobili soggetti a vincolo pignoratizio.
I casi di esclusione del pignoramento sono disciplinati dalla fattispecie degli artt. 494 comma 1 ccp e 157 disp. att., secondo i quali il debitore può evitare il pignoramento versando nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l’importo delle spese con l’incarico di consegnarli al creditore, con facoltà per il debitore stesso di far riserva di ripetere la somma versata. Nei pignoramenti che si eseguono per notificazione si è sostenuto che l’ufficiale giudiziario non abbia la facoltà di ricevere la somma dovuta al creditore, anche se l’opinione dominante è che l’ufficiale giudiziario che sta per procedere alla notificazione può ricevere la somma consegnata dal debitore.

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