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  1. lorena
    1 ottobre 2010 alle 16:54

    buona sera avvocato,
    mi è stato notificato un decreto ingiuntivo in data 29.07.2010 per il mancato pagamento di un assegno bancario emesso il 25.01.2005. vorrei saper se il credito si è prescritto.. può un assegno del 2005 costituire valido titolo per emettere decreto ingiuntivo? nn c’è alcuna altra prova dell’esistenza di un credito certo liquido ed esigibile
    si deve applicare l’azione cambiaria che si prescrive in 3 anni o il credito è gia prescritto in 6 mesi?
    mi può dare una risposta urgente..
    grazie

    • 1 ottobre 2010 alle 17:54

      Gentile signora,
      purtroppo l’azione monitoria è fondata. I termini ai quali Lei si riferisce (6 mesi) sono quelli per l’esercizio dell’azione di regresso nei confronti del traente (di chi ha emesso l’assegno) e dei giranti per l’assegno, e (3 anni) per l’esercizio dell’azione cambiaria nei confronti dell’emittente o dell’accettante e dei loro avallanti.
      Scaduti i termini poc’anzi indicati, l’assegno costituisce comunque una promessa di pagamento sulla quale può fondarsi l’emissione di un decreto ingiuntivo.
      Le segnalo che, in proposito la Suprema Corte ha avuto modo di affermare che se il titolo contiene delle incertezze sui tempi e modalità di consegna, il beneficiario che lo presenta in giudizio come prova di un prestito non è esonerato dall’obbligo di dimostrare la sussistenza del rapporto fondamentale. In particolare, la Cassazione ha condiviso il ragionamento del Giudice di secondo grado che ha (sia pure in modo parzialmente implicito) ritenuto che all’assegno non potesse attribuirsi il valore di promessa di pagamento valida, e quindi avente gli effetti di cui all’articolo 1988 c.c., a causa delle incertezze (specie in ordine ai tempi ed alle modalita’ di consegna) che lo hanno caratterizzano. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 30 settembre 2008, n. 24325).
      Spero di esserLe stato utile. A risentirLa.

  2. lorena
    1 ottobre 2010 alle 19:08

    brutte notizie allora…
    ma sono passati 5 anni, trattandosi di acquisto di merci il presunto credito vantato non è prescritto?
    e poi nn c’è prova del rapporto fondamentale: nè fatture nè altro.
    se volessi fare opposizione ( si tratta di€3.700,00) posso eccepire l aprescrizione del credito? o in subordine la mancata prova dello stesso?puo bastare un assegno del 2005 senza fattura?
    grazie per la tempestività della risposta
    voglia nuovamente dissipare i miei dubbi…al piu presto

    • 1 ottobre 2010 alle 19:29

      Gentile signora,
      purtroppo la prescizione è decennale, salvo l’ipotesi di cui all’art. 2955, n.5 del codice civile, ossia la prescrizione del diritto di credito è di un anno nel caso del commerciante per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio. Quindi se Lei ha acquistato la merce da un commerciante per esigenze personali può ritenersi libera per l’intervenuta prescrizione del diritto di credito fatto valere. E’ da premettere che dal 25/01/2005 ad oggi non devono essere stati compiuti atti interruttivi della prescrizione (messe in mora, richieste a mezzo telegramma o per raccomandata). In quest’ultimo caso incomincerebbe a decorrere un nuovo periodo di prescrizione.
      Le ricordo che può sostenere il blog mediante il versamento di un contributo libero secondo le indicazioni che può trovare in questa pagina. A presto.

  3. valeria
    14 aprile 2012 alle 21:51

    salve ho visto che si possono fare domande…allora volevo chiederle una cosa spiegando prima cosa è successo…qualche giorno fa purtroppo ero in machina con il mio ragazzo e altri 2 ragazzi il mio ragazzo doveva acquistare del fumo ad uno di quei 2 cos hanno fatto lo scambio in macchina lui ha preso i soldi e lui in teoria doveva prendere il fumo però abbiamo incontrato i carabinieri e me l’hanno fatto nascondere a me,22 ovuli 135 grammi cioè. ho dimostrato e così hanno scritto k la mia era una cosa marginale che lo tenevo e nient’altro perchè loro dicevano k se lo tenevo io nn m perquisivano e che cmq prendevano loro le colpe visto k nn era mio,per cui mi hanno dato solo l’obbligo di dimora,vorrei sapere se può quanto durare più o meno quest’obbligo in base ai fatti raccontati??grazie!!volevo aggiungere se la sua risposta è gratuita oppure no?cioè se è gratuita se poteva rispondere se necessità di opagamento allora non importa che mi risponda e aspetto di vedere come vanno le cose

    • 15 aprile 2012 alle 05:55

      Immagino che sia stata tratta in arresto e che, a seguito di udienza di convalida sia stata applicata la misura dell’obbligo di dimora. I termini di durata della misura variano in base alla gravità del reato per il quale è indagata. Le consiglio di nominare un difensore di fiducia, qualora non lo avesse già fatto, che potrà presentare istanza di revoca. Saluti. Avv. Giovanni Orlando

  4. sacchi
    9 gennaio 2013 alle 19:39

    Salve. Gentile avvocato volevo chiederle un informazione importantissima.. ho 17 anni e ho comprato un cellulare a maggio e a novembre sono stato chiamato dai carabinieri per sapere di dove si trovasse il cellulare perchè hanno intercettato la mia scheda sim nel cellulare e li ho detto di averlo io.. mi hanno chiesto ds chi l’ho preso e li ho detto tutta la veritá e mi hanno fatto una denuncia per ricettazione.. dopo 1 mese mi hanno richiamato per farmi vedere delle foto e riconoscere quello che mi ha venduto il cellulare che non è un mio amico ma uno che frequenta la mia stessa scuola.. mi hanno richiamato ieri per un mandato dal giudice del tribunale minorile per sequestro del cellulare che poi verrá ridato al legittimo proprietario.. non so se ridare il cellulare e non so cosa mi succederá.. cosa mi può consigliare?  Noto che sono informato su queste leggi e aggiungo che al momento in cui dovevo comprarlo ho effettuato il minimo per non avere dubbi sulla provenienza richiedendo la scatola e ricevendo al risposta che l’avrebbe cercata in casa e che mi sarebbe stata portata. Aggiungo che non potevo insospettirmi sulla provenienza perchè mi è stato consegnato con il caricabatteria e il prezzo di 200 euro ma con dei problemi ed era mezzo rotto con valore nuovo di circa 450 euro.. e valore usato di circa 250 perciò non mi potevo insospettire.. aggiungo che sia io che il rivenditore del cellulare che il legittimo proprietario siamo minorenni perciò saremmo seguiti dal tribunale minorile.. volevo anche sapere visto che a maggio divento maggiorenne se le cose peggioreranno per me o no.. in più dopo essere stato invitato dai carabinieri la stessa sera mi sono presentato nell’abitazione del tale che mi ha venduto il cellulare e anche un’altro giorno effettuando 2 registrazioni in cui si capisce che mi dice che lui mi ha venduto il cellulare e in cui era rubato e lui lo sapeva.. la ringrazierei di cuore se mi aiutasse che non so cosa fare.. non ho nemmeno deciso un avvocato perche non lavoro e non ho soldi ne io ne la mia famiglia per poterlo pagare visto che ci sono moltissime spese.. sono originario del marocco ma con la cittadinanza marocchina già da 8 anni e sono in italia da 14 anni seguendo mio padre che è qui da 28 anni circaSe ha bisogno di sapere altro mi chieda

    • 9 gennaio 2013 alle 19:51

      Da quello che racconta, credo sia configurabile la fattispecie meno grave dell’incauto acquisto, e non il reato di ricettazione. Si dovrebbe rivolgere ad un avvocato che la segua con attenzione, in questa sede si può fare ben poco. Saluti

  5. 7 aprile 2013 alle 23:07

    Gentile avvocato vorrei sottoporle un mio problema nel 2003 stavo insieme a una ragazza abbiamo acquistato una macchina insieme lei aveva messo 6200,00 euro il il resto x un totale di 11000,00 euro adesso dopo tutto questo tempo vuole i soldi messi da lei indietro, puo farlo? grazie

    • 8 aprile 2013 alle 06:46

      Si può ipotizzare un mutuo, o l’acquisto in comunione di una autovettura. Nel primo caso deve restituire il denaro. Nel secondo caso, o acquista la quota dell’autovettura di proprietà della ragazza secondo il valore attuale, oppure bisogna vendere l’auto e dividere il ricavato. Buona giornata

  6. molinova
    22 aprile 2013 alle 14:15

    Gentile Avv. Ho acquistato nel 2002 la Piena proprietà superficiaria di una abitazione, della durata di novantanove anni (99), rinnovabili.

    Gli articoli della Convenzione stabiliscono che:

    Art. 1, viene rappresentato che il Comune di XXX accetta il terreno, che “Diventa di sua proprietà” cedutogli dalla sopra citata Edilizia come da convenzione (in allegato).
    Il Comune a sua volta concede sempre all’Edilizia XXX il “Diritto di superficie”.

    Art. 2, la concessione si intende per novantanove anni (99), rinnovabili.
    Il “Diritto di superficie”, sarà esercitato nei limiti e con modalità fissate dalla convenzione e secondo i principi generali e le norme vigenti in materia.

    Art. 4, sono a carico del concessionario le opere di urbanizzazione primaria.
    Sono a carico del Comune XXX le opere di urbanizzazione secondaria

    Inoltre secondo la Legge 22 ottobre 1971 n. 865 art. 35 comma 8 lett. b., la Concessione prevede:
    il corrispettivo delle opere di urbanizzazione da realizzare a cura del “Comune”, qualora vengano eseguite a cura e spese del “Concessionario” le relative garanzie finanziarie, gli elementi progettuali delle opere da eseguire e le modalità di controllo sulla loro esecuzione, non che i criteri e le modalità per il loro trasferimento ai “Comuni”.

    Il complesso edilizio sorge sulla particella 603, (piano di zona XXX) per il raggiungimento dello stesso si percorre la strada denominata Via Santa Teresa che si dirama dalla strada provinciale n. 48 o dal lato opposto Via Fonte Cupido.

    L’intero condominio è attraversato dall’inizio alla fine da un tratto di strada che è stato realizzato in forza della convenzione stipulata tra il Comune e l’Edilizia Valle, di fatto il tratto in questione è andato a sostituire in toto un vecchio il tratto di strada, quest’ultimo infatti ad oggi non risulta essere transitabile per le condizioni in cui versa, se non a piedi.

    Il risultato di tale situazione fa si che nella sostanza tutto il traffico veicolare da e per la, strada provinciale 48 e Via Fonte Cupido transita per il tramite della particella 630 sub. 41 (ovvero la corte comune, viale d’accesso, parcheggio e zona verde), attraversando di netto il Complesso edilizio (segmento E-F).

    Quindi un’ area di utilità comune esclusiva dei condomini viene nei fatti utilizzata da estranei al condominio, non solo, come se ciò non bastasse su tale area sono stati costruiti, non è dato sapere a quale titolo ne con quali autorizzazioni, accessi ad abitazioni private che nulla centrano con il complesso edilizio, che prima transitavano per il vecchio tracciato, con la conseguente perdita da parte dei condomini di un diritto esclusivo di godimento di tale area .

    E’ evidente a questo punto che o la sub. 41 è una utilità esclusiva del condominio, dunque non accessibile ne utilizzabile da non titolati, oppure si determina l’ipotesi che il tratto stradale che attraversa il condominio non rientri nei subalterni di pertinenza dello stesso e sia del tutto avulso ad esso, lo stesso tratto potrebbe essere il logico proseguimento del così detto primo tratto, venutosi a creare a seguito delle modificazioni apportate dagli eventi sopra descritti, non che naturale congiungimento con un quinto tratto, che raccorda insieme vari tratti strada “Pubblici”.

    Ora il Comune afferma che detta strada sia del condominio, dunque siamo noi che dobbiamo farci la manutenzione, ci ha negato però l’autorizzazione per la chiusa al pubblico, sostenendo altrimenti sarebbe impossibile transitare dal primo al quinto tratto e viceversa, non ha mai realizzato le sopra citate opere di urbanizzazione secondaria.

    Essendo che il Comune è proprietario del terreno dove sorge il complesso edilizio può scaricare a noi l’onere della manutenzione della strada sulla quale transitano tutti?

    • 22 aprile 2013 alle 14:55

      Direi di no. Se il Comune considera esistente su quel tratto di strada di pertinenza condominiale, una servitù di uso pubblico (servitù pubblica di passaggio, o diritto demaniale [del Comune] su beni altrui), ne dovrà sopportare i relativi oneri di manutenzione. Vi conviene adire il giudice per un accertamento negativo (circa l’inesistenza del diritto del Comune). Oppure, se si tratta di area di sicura pertinenza del condominio, potreste considerare l’installazione di una sbarra d’accesso. Se e quando il Comune ve ne ordinerà la rimozione, adirete il magistrato. Saluti

  7. angelo
    2 settembre 2013 alle 17:44

    salve avvocato..ho alcune domande e dubbi da risolvere…il 23 luglio ho ricevuto la notifica definitiva del mio procedimento penale…sto ai domiciliari in provincia di campobasso…dopo un paio di giorni dopo aver dato le carte per l’affidamento al lavoro al mio avvocato lui ando a chiedere una camera di consiglio…io so tramite un mio amico avvocato che mi disse che sto in mano al tribunale di sorveglianza di campobasso e se dovevo richiedere una camera di consiglio doveva farlo qua…ho chiamato oggi il mio avvocato e mi ha detto che ha presentato le carte il 29 luglio al tribunale di sorv di napoli e se non accettera dovro chiedere a quello di campobasso e non mi ha detto neanche i tempi per fissarmi questa camera di consiglio…mi puo spiegare la prassi se non e un fastidio per lei???mi ha confuso le idee sinceramente..ho avuto una pena di 3 anni e ne ho fatti sei dentro e da 5 sto ai domiciliari..grazie anticipatamente

  8. Erica
    19 novembre 2013 alle 12:02

    Buongiorno Avvocato Orlando
    vorrei sottoporle la mia problematica, ho effettuato un acquisto on line, ricevuto la merce e provveduto al reso entro i 10gg con ricevuta di ritorno per attestarne l’effettiva ricezione, chiedo conferma del rimborso tramite mail in quanto non esistono altri mezzi di comunicazione (al cellulare non risponde nessuno) ma
    mi arriva un avviso del loro spedizioniere che mi hanno rispedito il pacco, l’acquisto ammonta a 55€ più 9 di spedizione e altri 9 per il reso, che cosa posso fare per avere i 55€? il prodotto è assolutamente integro l’ho anche fotografato per evitare discussioni
    La ringrazio anticipatamente
    Erica

    • 19 novembre 2013 alle 13:40

      Provi ad attivare il procedimento di mediazione. Sempre se il venditore è in Italia. Saluti

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