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Attacco a Berlusconi, una montatura?

31 dicembre 2009 Lascia un commento

Attacco a Berlusconi, una montatura?
Articolo pubblicato martedì 22 dicembre 2009 in Belgio. [Het Nieuwsblad]
Tutti presi in giro?
L’attacco a Silvio Berlusconi è stato una montatura? Questa domanda tiene occupata tutta l’Italia. Appena una settimana dopo che il premier è stato vittima di violenza, le teorie di un complotto spuntano come funghi.
Il naso rotto e due denti spezzati. Queste sono state le conseguenze per Silvio Berlusconi dell’attacco di Massimo Tartaglia. Tartaglia, che avrebbe un passato di problemi psichici, il 13 Dicembre ha lanciato una miniatura del Duomo di Milano contro la faccia del premier.
Tuttavia, Berlusconi ha tratto molto profitto dall’attacco. Secondo un sondaggio, addirittura il 55,9 percento degli Italiani sono in suo favore. A novembre erano solo il 48,6 percento.
L’attacco a Berlusconi è stato una montatura? È stato un tentativo delle autorità di risollevare la popolarità del premier, danneggiata dagli scandali? Su internet circolano sempre più teorie di complotto. Vari filmati su internet mettono in dubbio gli avvenimenti e concentrano l’attenzione su alcuni dettagli degni di nota.
Subito dopo che il premier è stato colpito dalla miniatura e prima che si porti le mani sul viso, non si vede una sola goccia di sangue. Immagini successive però mostrano una ferita profonda. Il medico curante inoltre sottolinea che il premier ha perso addirittura mezzo litro di sangue.
Anche il panno nero che Berlusconi si preme contro il viso dopo l’attacco fa sorgere dei dubbi. Molta gente si chiede da dove sia arrivato, immediatamente dopo l’accaduto. Inoltre, il premier si porta in faccia il panno con così tanta velocità che sembra sia già stato pronto a farlo. Infine, Berlusconi si copre scrupolosamente il viso fino a quando è ben al sicuro dentro l’auto. In altre parole, prima che il premier salga in auto, lo spettatore non ha visto nemmeno una goccia di sangue.
Solo all’interno della macchina appaiono le prime immagini di un Berlusconi sanguinante. Poco convincente, secondo gli spettatori critici. Il sangue non scorre sul viso del premier e sembra si sia rappreso a velocità miracolosa. Inoltre, una delle guardie del corpo impugna un oggetto molto strano, che alcune voci identificano come uno spruzzatore di sangue finto. Il fatto che la macchina resti così a lungo sul posto è di per sé singolare e va contro tutte le regole del protocollo della sicurezza.
Ancora più rimarchevole: quando finalmente l’auto parte, va in direzione dell’ospedale San Raffaele, a dieci chilometri di distanza. Mentre l’ospedale San Giuseppe si trova ad appena 3,5 chilometri.
Per concludere, gli autori del filmato trovano molto sospetto il fatto che Berlusconi si rompa il naso e due denti, ma che la sua camicia resti di un bianco immacolato.
Sciocchezze
Il partito di Berlusconi, il Popolo della Libertà, liquida l’intera teoria della cospirazione come una sciocchezza. ‘Totalmente assurdo’, afferma il parlamentare Daniele Capezzone sul quotidiano italiano Corriere della Sera. ‘Ho visto il video e secondo me qui abbiamo a che fare con microterrorismo. Gli autori del filmato hanno la stessa ideologia delle persone che ricorrono alla violenza. Negano l’evidenza delle prove e cercano di creare qualcosa dal nulla.’
Capezzone sottolinea che le immagini parlano da sé e conclude ‘Non riesco a credere che qualcuno metta in discussione l’attacco solo perchè Berlusconi non avrebbe sanguinato in modo appropriato o non abbastanza’.
Articolo originale “Was aanslag Berlusconi opgezet spel?” di Sofie Hennau

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The show must go on

27 dicembre 2009 Lascia un commento

Radio France: “Perché l’auto non è fuggita subito via? Ovvero: il governo italiano strumentalizza l’aggressione al Cav per mettere le mani sulla Rete”

Silvio Berlusconi riceve la statuetta in pieno viso. Sotto la violenza del colpo, vacilla. La guardia del corpo lo infila subito in auto.
In qualsiasi altro paese un capo di governo aggredito in questo modo, una volta sistemato sul sedile posteriore col viso insanguinato verrebbe portato via. Immediatamente.
Protocollo vorrebbe poi lo sgombero della folla per permettere alla vettura di partire all’impazzata verso l’ospedale.
Qui no. L’autista è pronto a premere sull’acceleratore. Si volta. Momento di esitazione nell’abitacolo dell’auto. E per forza! Silvio Berlusconi VUOLE uscire dal veicolo. Malfermo, tenendosi alla portiera, può quindi esibire il viso straziato alle telecamere e alle macchine fotografiche. Compie pure la cortesia di voltarsi verso i fotografi mal posizionati.
A partire da questo momento abbiamo già in mano tutti i termini del dibattito che si preannuncia. “Guardate cosa mi hanno fatto quei vigliacchi!”
Berlusconi è un uomo degli anni ‘80. E’ l’uomo della TV.
Per lui la vita è un grande spettacolo. Più di chiunque altro al mondo conosce il potere delle immagini. Anzi, ne padroneggia i meccanismi. Nonostante la violenza del colpo, nonostante il dolore evidentemente forte, ha il riflesso di mostrarsi nuovamente alla folla e di favorire il viso livido agli obiettivi dei reporter.
Già sa che l’emozione restituita da quelle foto gli permetterà di srotolare su di un tappeto rosso tutta la semantica del martirio che costituisce il cuore del suo discorso.
Il peso delle parole, lo shock delle foto, il motto di Paris Match, non è mai stato tanto attuale.
La foto shock darà peso ad ogni sua minima parola. E nessuno potrà resistervi.
Appena sveglio, l’indomani, in ospedale, Silvio Berlusconi vuole che gli siano portati TUTTI i giornali. Non solo la stampa italiana, ma anche TUTTI i quotidiani stranieri.
Nel dolore della carne, la sua anima deve trovare conforto. L’effetto boomerang ha funzionato. La sua foto è sulla PRIMA PAGINA di tutto il pianeta.
Il resto si declina da sé, secondo una logica prestabilita … Quanto a Tartaglia Oswald si sentirà tutto ed il contrario di tutto: un pazzo, un gesto politico, un complotto, un atto isolato… In breve, non si saprà mai nulla.
In ambito politico la colpa è della sinistra, responsabile del clima d’odio.
Berlusconi: l’immagine struggente di un uomo ferito e continuamente attaccato – un uomo buono, che ama e che perdona, tranne che a sinistra…
Il tutto procede come un rullo compressore, nessuna voce dissenziente può risuonare.
L’aggressione è, “politicamente parlando”, un’opportunità per Silvio Berlusconi.
Alle prese con la sua riforma della giustizia e con i conflitti interni alla maggioranza, ricorrendo al “tutti mi seguano senza obiettare, altrimenti fuori”, accusato da Fini di comportarsi come un “monarca assoluto”, ecco ora l’immagine dell’uomo ferito che ispira compassione al di sopra di ogni disputa politica. Grande Silvio.
La minima critica viene subito richiamata all’ordine. “Ma non vi vergognate, poveretto? Non vedete come soffre? Siete tanto insensibili?”
Tutti hanno condannato la violenza, ma coloro che recitano la parte dei grandi sentimentalisti sentono il proprio cuore stringersi a fronte dei massacri di innocenti che fanno la storia contemporanea e l’attualità d’ogni giorno?
Non si tratta che di una sceneggiata, di una strumentalizzazione.
Non riuscendo a controllarli, il governo Berlusconi voleva limitare il potere dei blogger, della Rete, i gruppi su Facebook e Google. Emergono forme di resistenza in nome della libertà d’espressione.
Con questa aggressione diverranno possibili leggi quasi liberticide, col pretesto di lottare contro i gruppi che coltivano l’odio e la violenza. Approfittandone per inserire in questa categoria anche semplici oppositori politici.
L’aggressione al premier è un atto violento e, in questo senso, vigliacco e ignobile. Da condannare. D’accordo.
Ma le discussioni conseguenti sono del tutto faziose. La sinistra non ha maggiori responsabilità della destra. Quando si banalizzano gli insulti tra politici, quando un presidente del consiglio parla di “di strangolare coloro che scrivono di mafia”, quando la Lega Nord moltiplica i messaggi di odio razziale, quando la sinistra si rinchiude per 15 anni nell’anti-Berlusconismo, usando ogni mezzo per praticarlo, si giunge ad una responsabilità collettiva.
E, ancora una volta, la vittima principale è il cittadino italiano.
Grazie all’aggressione, Berlusconi ritrova il suo registro preferito: “Chi mi ama mi segua”. E’ da 15 anni che fa di tutto per occupare il cuore del dibattito nazionale. Così il confronto politico continua ad essere ridotto ad un referendum permanente attorno alla sua figura. “Favorevole o contrario a Berlusconi?”
E per il momento siamo al “favorevole”.
Eric Valmir, 15.12.2009 (traduzione di Daniele Sensi)
danielesensi.blogspot.com