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Posts Tagged ‘Italia’

Il Presidente del Consiglio

27 febbraio 2010 Lascia un commento

Gentile Augias, vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal presidente del Consiglio. Lavoro a Milano in un’azienda di cui è azionista il presidente del Consiglio. L’assicurazione dell’auto è del presidente del Consiglio, come l’assicurazione della mia previdenza integrativa. Compro il giornale, di cui è proprietario il presidente del Consiglio, o suo fratello, che è lo stesso. Vado in una banca del presidente del Consiglio. Esco dal lavoro faccio spese in un ipermercato del presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal presidente del Consiglio. Se decido di andare al cinema, ho una sala del circuito di proprietà del presidente del Consiglio dove guardo un film prodotto e distribuito da una società del presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal presidente del Consiglio). Se rimango a casa, guardo la tv del presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del presidente del Consiglio sono interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del presidente del Consiglio. Faccio il tifo per la squadra di cui il presidente del Consiglio è proprietario. Guardo anche la Rai, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Se non ho voglia di tv, leggo un libro, la cui editrice è di proprietà del presidente del Consiglio. È il presidente del Consiglio a predisporre le leggi approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti e/o avvocati del presidente del Consiglio, il quale governa nel mio esclusivo interesse. Per fortuna!
Antonio Di Furia

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Berlusconi, vieni qui

14 febbraio 2010 1 commento

Tre notizie della settimana sul premier italiano Silvio Berlusconi, che sarà in visita in Brasile a febbraio:
in visita ufficiale in Israele, ha definito “ingiusto” il Rapporto Goldstone, già approvato dall’ONU, secondo cui lo stato di Israele ha compiuto “crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità” all’inizio dell’anno passato, all’epoca dei suoi attacchi devastanti nella striscia di Gaza. Per Berlusconi Israele aveva il “diritto di difendersi dai razzi lanciati contro il proprio paese”;
si è inoltre aggiunto al coro di coloro che chiedono un intervento straniero in Iran, oltre a forzare il paragone tra Ahmadinejad a Hitler (”Il problema della sicurezza è fondamentale per Israele. Oggi ancora di più perché c’è uno Stato che prepara una bomba atomica da usare contro qualcuno. Uno Stato con un leader che ci ricorda personaggi nefasti del passato”); nel frattempo in Italia il suo gruppo alla Camera è riuscito a far approvare un progetto di legge che, se otterrà anche il sì del Senato, gli permetterà di dribblare eternamente la Giustizia, in quanto basterà portare scuse ufficiali per non essere obbligato a rispondere alle convocazioni giudiziarie.
È scioccante che in un paese del primo mondo, in pieno ventunesimo secolo, siano addirittura tentati simili casuismi sfacciati. Berlusconi, che già è sfuggito per un pelo alla condanna per la copertura politica che ha dato alla Mafia siciliana negli anni ‘90, aspira all’impunità senza verdetto di innocenza anche nei processi per frode fiscale e corruzione nei quali è imputato.
Abusando vergognosamente della condizione di primo ministro, tenta di sfuggire alla Giustizia mutando le regole del gioco, incentivando l’introduzione di leggi che possano avvantaggiarlo.
Il progetto di legge che ridurrebbe il termine di prescrizione per i processi la cui pena è inferiore ai dieci anni, attende il voto della Camera. Se verrà convertito in legge, come per coincidenza, i processi contro Berlusconi cadranno immediatamente in prescrizione.
Il primo tentativo del governo e del parlamento italiani per legare le mani ai giudici fu la promulgazione di una legge che concedeva l’immunità penale alle quattro cariche più alte dell’amministazione pubblica del paese.
Questa avrebbe salvato Berlusconi dai processi fino al 2013, quando terminerà il suo patetico mandato. Ma la Corte Costituzionale, istanza suprema del potere Giudiziario in Italia, ha spazzato via questa spazzatura, che nel frattempo si sta cercando di tirare fuori dalla discarica…
Articolo di Personaggi d’Italia, pubblicato domenica 7 febbraio 2010 in Brasile. Articolo originale

Gli sciali del sovrano

27 gennaio 2010 Lascia un commento

Gli sciali del sovrano: 4 miliardi e mezzo di spese inutili
Crisi? E quando mai? B col suo governo ha impiantato una vera reggia, dove si moltiplicano dipendenti e sprechi. Con oltre 1 miliardo di € l’anno bruciato per alimentare una burocrazia di corte che si allarga a dismisura e conta già 1.400 persone più del previsto. Mentre per allestire i set televisivi degli show del sovrano si spendono 5 milioni e si arriva a pagare 250 € il noleggio di un pc per una sola giornata. E dove ci sono segretarie con la stessa qualifica e retribuzione dei grandi capi. Una follia! Impossibile da immaginare nell’Italia normale dove aziende ed enti pubblici tagliano e licenziano a tutto spiano per far quadrare i conti. Ma la crisi non tocca B e i piani più alti della nomenklatura berlusconiana dove si può ben dire che la crisi è alle spalle, mentre domina allegramente lo scialo più sciagurato. Manlio Strano, autore di saggi su riviste giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei ministri, è stato appena nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti, il top della carriera pubblica. La segretaria Marinella Brambilla diventa direttore generale. Diventano superdirigenti generali Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta, Maria Serena Ziliotto, che assiste Giovanardi, e Patrizia Rossi, segretaria di Rocco Crimi. Plotoni di alti funzionari senza incarichi operativi passano il tempo a far nulla mentre si continua a imbarcare nuovi assunti con pingui stipendi.
A Palazzo Chigi lavorano ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di quelle previste nella pianta organica, a dimostrazione del fatto che quella dei dipendenti è ormai una spesa fuori controllo.
Mentre il folle Brunetta parla di tagliare le pensioni di anzianità di 500 €, la corsa dei costi di Palazzo Chigi sembra inarrestabile: 3 miliardi 621 milioni nel 2006; 4 miliardi 280 milioni nel 2007; 4 miliardi 294 milioni, nel 2008. Soldi che se ne vanno per mille rivoli e che finanziano le strutture proliferate sotto B tra uffici di diretta collaborazione (23) e dipartimenti retti da sottosegretari e ministri senza portafoglio: i centri di spesa in bilancio sono ben 19. Degli oltre 4 miliardi, più del 70% se ne va per le cosiddette “politiche attive” dei dipartimenti, a cominciare dalla Protezione civile che da sola nel 2008 ha divorato 2.132 milioni. Quel che resta è inghiottito dal funzionamento dell’apparato, degno di una corte barocca. L’organizzazione di Palazzo Chigi è ramificata tra uffici di staff del presidente (consigliere diplomatico, militare, eccetera), quelli sottoposti al segretario generale che assicurano il funzionamento della macchina (bilancio, controllo, voli di Stato, gestione degli immobili) e i dipartimenti retti da sottosegretari e da ben 10 ministri. Senza contare la miriade di comitati e commissioni di cui in molti casi solo con grande sforzi si ravvisa la necessità. È per finanziare questo immenso apparato che le spese hanno toccato la cifra record del 2008, mentre nulla ancora si sa sul rendiconto 2009 che potrebbe segnare un nuovo primato.
B è molto attento alla sua immagine. Ma quanto ci costa? Ha reclutato all’interno di una propria struttura (“ufficio del presidente”) Mario Catalano, idolo dei cultori del porno soft per essere stato lo scenografo di “Colpo Grosso”, e Roberto Gasparotti, ex teleoperatore Fininvest, cerimoniere dalle maniere forti e dai precedenti poco rassicuranti che prepara il set e lo libera dalle presenze sgradite. La sola operazione case con cui B dava le chiavi ad alcune faniglie terremotate è costata 300.000 €, con cui di appartemaneti se ne facevo 6. Prodi per tutto il suo governo in 25 mesi spese 150.000 €.
La cena per raccogliere fondi per Israele è costata 110.000 € , di cui 14.00 solo per riprendere B. Tremonti paga il Bilancio di Palazzo Chigi con un fondo apposta. Poi gli mancano i soldi per la carta igienica delle scuole o per gli antidolorifici negli ospedali!
Intanto, mentre si tagliano i posti di lavoro e si chicchiera di parlamento ridotto, gli organicidi B continuano a crescere. Da 3.063 persone si è arrivati a 4.542. E si è agilmente superato il blocco delle assunzioni della Finanziaria con una selva di comandati- raccomandati dall’alto e lautamente pagati, alla facia della crisi!
Ogni dirigente si becca 180 mila € lordi l’anno, Bertolaso 280 mila e il segretario generale Manlio Strano 297 mila, Ragusa, ex generale dei carabinieri e dei servizi segreti, riassunto da pensionato: 184 mila; riesumato anche Carlo Sica, consulente da 40 mila, o Bravi collocato alla struttura di missione sui 150 anni dell’Unità d’Italia:139 mila!
Così vanno le cose a Palazzo Chigi: molti dirigenti di ruolo non hanno nulla da fare, ma si continua a conferire incarichi agli estranei senza il minimo ritegno.
Stessa musica negli uffici di Letta e di quasi tutti gli altri sottosegretari e ministri senza portafoglio che continuano a elargire incarichi e prebende sfruttando anche la miriade di comitati e commissioni (ne abbiamo contate oltre 60) di cui la presidenza è disseminata.
E anche le “strutture di missione” sono un altro sperpero di palazzo Chigi. Dovrebbero essere comitati di durata temporanea per affrontare eventi speciali. Ma ne esistono una trentina, nati in tempi lontanissimi e puntualmente riconfermati. Per es. La struttura di supporto alla delegazione governativa per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, o l’unità strategica per la comunicazione sull’attività del governo, o la struttura per il rilancio dell’immagine dell’Italia, o per cogliere le “opportunità delle Regioni in Europa” ..Follie! Dissipazioni! Uno schiaffo sulla faccia del paese che meriterebbe altro che un souvenir in risposta!
Fonte: l’Espresso

Buon viaggio sulla luna

26 gennaio 2010 Lascia un commento

Ritorno in Italia dopo una lunga permanenza in Francia.
Dopo la statuetta del Duomo di Milano il fascino delle notizie italiane non mi spingeva nelle edicole francesi ad acquistare sovente i nostri quotidiani ed i telegiornali locali sono sempre meno interessati alle nostre misere questioni, anzi parlando con loro il nostro paese negli ultimi anni , rappresenta uno spettacolo assimilabile al “burlesque”, roba da bagaglino tanto per capirci.
Anche la Francia soffre questo momento di profonda depressione ed il loro presidente non riscuote, nei più, un grande favore, ma la dignità del popolo francese lascia trasparire con evidenza la tradizione culturale che, ahimè , questa piccola italia non possiede.
Premetto a chiarimento che non sono assolutamente esterofilo, non lo sono mai stato, e non sono assolutamente affascinato dal loro esasperato nazionalismo gaullista. Mi sembra giusto comunque ascoltare che cosa un paese che ci è vicino possa pensare di noi.
La loro domanda che più mi ha colpito è stata la seguente:“Come fate ad accettare l’attuale stato di cose della vostra situazione politica senza reagire?”
Non è sicuramente una domanda particolarmente acuta, ma è quella che mi è stata rivolta un numero infinito di volte e con particolare enfasi. È cosi evidente per i moderni Galli il nostro degrado?
Evidentemente per loro la nostra situazione è chiarissima e nello stesso tempo inspiegabile. Ritengono che nonostante un numero importante di persone siano profondamente contrarie ai comportamenti dei politici italici nulla ,assolutamente nulla possa cambiare.
Le mafie, le camorre, le ‘ndranghete continueranno ad operare indisturbate, anzi continueranno ad ampliare i loro orizzonti finanziari e di potere indipendentemente dalla rischiosissima opera di Saviano e di alcuni (troppo pochi) magistrati. I corrotti ed i corruttori unitamente agli evasori continueranno ad impoverire il paese a loro vantaggio, e, con l’ultima legge gli “italiani al di sopra di ogni sospetto” fra poco potranno commettere ogni sorta di delitto, omicidio incluso. Consiglierei alle signore Veroniche un bel viaggio sulla luna nella parte in ombra.
Leggo che Grillo sta preparandosi per un tour atto a spiegare ai nostri confinanti lo stato delle cose italiane. Sappia Grillo che francesi, tedeschi, svizzeri, ecc capiscono molto meglio di noi cosa sta succedendo nel nostro paese e sono molto, veramente molto preoccupati di confinare con un paese, profondamente degradato che sta mettendo in pericolo la tenuta dell’Europa intera, contrariamente a quanto televisioni e giornali italiani continuano ad affermare, in modo falsamente ottimistico, sullo stato delle nostre cose.
A proposito di televisione. L’altra sera a Ballarò, un noto politico della compagine governativa che assomiglia tremendamente al monaco glabro e ciccione del Nome della Rosa, si esprimeva come suo solito, in modo da creare negli udenti copiosi conati di vomito, unitamente allo Jago del giornalismo italiano. Di fronte al governativo monaco glabro sedeva il capo dell’opposizione, ovvero l’uomo che deve contrastare ciò che costoro stanno combinando…Ho dovuto ammettere…abbiamo perso tutto…
Ecco ciò che francesi, tedeschi, svizzeri non capiscono e non possono capire…..volutamente l’Italia si è privata di opposizione, noi non abbiamo nessuno che impedisca a costoro di distruggere il nostro paese, sotto tutti i punti di vista. Anzi la così detta opposizione su consiglio dei monaci glabri sta cercando di uccidere anche gli ultimi rigurgiti di ribellione, il caso Vendola è troppo evidente.
Anche a Vendola oltre le Veroniche sarebbe consigliabile, visti i tempi, un viaggio sul lato in ombra della luna.
Cari italiani cominciate a capire che i viaggi sulla luna, per coloro che non riescono a diventare rapidamente seguaci dei monaci glabri, non saranno opzioni esclusive dei Vendola e delle Veroniche, ma diventeranno come lo furono per i Pertini opzioni irrinunciabili. Non pensate di essere diversi agli occhi di costoro dai neri raccoglitori di frutta di Rosarno, la legge che a breve sarà vigente, cercate di capirlo in fretta, metterà al bando tutti coloro che cercheranno anche gentilmente di dire che non sono d’accordo.
Ai nostri confinanti lo stato delle cose nel nostro paese e “tremendamente “ chiaro ed è altrettanto chiaro che la latitanza dei codardi intellettuali italiani ha causato tutto ciò.
La borghesia, oggi cialtrona e sciatta, fu quella che un tempo ormai lontano contribuì al cambiamento, come riesce a non vergognarsi?
Il cambiamento è irrinunciabile, non e possibile attendere scioccamente l’alzheimer del piccolo re, ovvero dell’Uomo al di sopra di ogni sospetto, che pur avendo ucciso il nostro paese disseminando apposta a dx e a manca tutti i segni della sua colpevolezza non riesce ad essere in alcun modo incriminato e condannato , poichè considerato dal popolo e da D’Alema appunto “al di sopra di ogni sospetto”.
Buon Viaggio sulla Luna
Ugo Arcaini

Ho cambiato idea sull’Italia

31 dicembre 2009 6 commenti

Ho cambiato idea sull’Italia.
Articolo pubblicato giovedì 24 dicembre 2009 in Gran Bretagna. [The Guardian]

La mia storia d’amore con l’Italia è finita. L’idillio non c’è più. Ora vedo il Paese per quello che è veramente : razzista, di destra e corrotto.
Mi sono chiesto a lungo come iniziare questo articolo che spiega come mai ho cambiato idea sull’Italia, come mai nel corso dell’ultimo decennio il mio sdegno sia cresciuto sempre di più nei confronti di un paese e di una cultura che prima mi deliziavano così tanto, e come mai adesso non m’importa quasi per niente se un giorno tornerò a mettere piede su quella terra. Ma non avrei dovuto preoccuparmi, un articolo pubblicato dal Guardian mi ha dato lo spunto.
Il reportage di John Hooper su Coccaglio, paese vicino Brescia, raccoglie la maggior parte di quello che non va nell’Italia moderna in un pacco natalizio, confezionato con carta regalo molto particolare e chiuso con un meraviglioso fiocco come solo gli italiani sanno fare. Hooper ci racconta come il Natale a Coccaglio sia segnato da una ricerca condotta casa per casa per scovare immigrati irregolari (ovvero neri). La retata, promossa dal consiglio comunale locale controllato dalla Lega Nord, è stata ufficialmente denominata Operazione Bianco Natale e finirà, oh oh oh, il 25 dicembre. Un consigliere di Coccaglio ha dichiarato che il Natale è una festa dell’identità cristiana, non una celebrazione dell’ospitalità. L’intera operazione è stata salutata e appoggiata dal governo di Silvio Berlusconi.
Essendo un europeo del nord, sono cresciuto con la propensione nordeuropea a innamorarsi dell’Italia, un paese dove c’è tepore al posto di freddo, luce al posto di buio, estroversione al posto di introversione, passione al posto di repressione. Visitare l’Italia, come ho fatto per un bel po’ di anni della mia vita, voleva dire entrare nel mondo dei sensi, in un posto dove il cuore ha la meglio sul cervello, dove la bellezza prende il posto della bruttezza e dove la naturalezza sciolta e tollerante rimpiazza la severità abbottonata del mondo protestante. Col passare degli anni mi sono interessato alla lingua, all’arte, alla storia e ovviamente anche all’opera e alle donne. Sono rimasto affascinato anche dalla politica. La sinistra italiana sembrava possedere un modo tutto suo, colto e acuto allo stesso tempo, di vedere il mondo e il proprio Paese. Era una combinazione accattivante di socialismo e stile. Mi pareva che a Bologna avessero inventato la città moderna perfetta, combinando dinamismo intellettuale, un’amministrazione locale straordinaria e alcuni esempi della cucina migliore d’Europa. Come tanti altri della mia generazione, mi sono bevuto tutto quanto e mi chiedevo come mai noi inglesi non potessimo somigliare un po’ di più agli italiani.
Ma questo era tanto tempo fa. Adesso vedo le cose in maniera diversa. Sarebbe facile scaricare tutta la colpa su Berlusconi, sulla sua personalità grottesca, sulla sua corruzione, sulla sua mancanza di vergogna e sul suo razzismo , e fino ad un certo punto, certamente, lo faccio. Ciò che George W. Bush ha fatto per la reputazione mondiale degli Stati Uniti, Berlusconi l’ha fatto per la reputazione dell’Italia. Tuttavia, c’è una grossa differenza: l’ascesa di Bush ha reso possibile l’ascesa correttiva finale di Barack Obama. In maniera opposta, l’ascesa di Berlusconi sembra autoalimentarsi e sembra portare l’Italia sempre di più verso una politica controllata e dominata dai media. A volte ho paura che questo sia il nostro futuro anche nel Regno Unito se non staremo attenti. Il mio quiz natalizio per i lettori è questo: chi potrebbe essere il Berlusconi britannico?
Torniamo in Italia. Quando gli osservatori inglesi guardavano gli Stati Uniti un decennio fa e si chiedevano come avessero fatto ad eleggere qualcuno come Bush, c’era almeno una chiara risposta psefologica alla loro domanda (la quale non era semplicemente la risposta ovvia che nel 2000 non l’avessero eletto). Gli americani hanno scelto Bush due volte perché gli elettori americani, soprattutto i maschi bianchi, sono tendenzialmente, sia culturalmente sia politicamente, più a destra dei votanti maschi e bianchi nella maggior parte d’Europa.
Ci dobbiamo porre una domanda simile sugli italiani. Come hanno potuto eleggere Berlusconi, farlo una seconda volta e poi una terza? L’hanno fatto, sospetto, per le stesse ragioni psefologiche degli americani che hanno scelto Bush. Ripercorrendo gli ultimi 150 anni di storia italiana possiamo notare lunghi periodi di governo della destra, seguiti da un breve periodo di catastrofi e, successivamente, una riconferma della destra. L’Italia non è mai stata quel paradiso liberale di cui si illudono qualche volta i progressisti europei. In realtà è un Paese in cui c’è una maggioranza di destra. È molto più corrotto, depravato, razzista e anarchico di quanto i turisti di classe media, pieni di fantasie ispirate da EM Forster e che vedono solo quello che vogliono vedere, possano immaginare. Coccaglio non è un mero correttivo di tutto questo. L’Italia è così. Dimenticate l’Italia di Dante. Dimenticate l’Italia di Verdi. Dimenticate l’Italia delle vostre fantasie. Benvenuti nell’Italia che definisce una retata contro gli immigrati ‘Operazione Bianco Natale’, nell’Italia che dichiara che il Presidente degli Stati Uniti ha una bella tintarella, la stessa Italia che poi si mette anche a ridacchiare di queste cose.
Articolo originale “I’ve changed my mind about Italy” di Martin Kettle

Natale infelice ed il prossimo sarà peggiore

26 dicembre 2009 3 commenti

Ho visto in TV scene dalla Stazione di Milano che mi hanno riempito di sgomento. Una folla enorme di persone abbandonate a se stesse in attesa da ore nel gelo per potere prendere un treno e tornare a casa. Mi ha colpito il viso spaventato e lacrimoso di un giovane che si chiedeva disperato se sarebbe mai riuscito ad arrivare a casa per Natale. Poi è scoppiata una rissa tra viaggiatori per accaparrarsi un posto sul treno per Lecce. Scene da dopoguerra. Il dopo privatizzazione delle Ferrovie è come un dopoguerra dal momento che il sistema è stato bombardato dalle bombe dei risparmi sulle manutenzioni, dal mancato rinnovo della rete e del materiale rotabile. I soldi servono a mantenere un Consiglio di Amministrazione costoso che deve mantenere una rete parassitaria di collaboratori managers, consulenti, appalti esterni…. La privatizzazione sta mostrando tutta la sua asocialità. L’azienda si comporta come un imprenditore privato alla ricerca del massimo lucro. Non tiene in nessun conto gli interessi generali del paese e dei suoi cittadini. Investe nell’alta velocità che serve soltanto chi può permettersi di pagare un biglietto diventato inaccessibile per i “normali” lavoratori. Treni per imprenditori, professionisti, gente che non deve stare attenta a quanto incide il costo del trasporto su uno stipendio mensile medio che a stento è di 1200 euro. E’ stata attuata una selvaggia deregolation. Se questa costa qualche morto, qualche incidente, si ha il sospetto che sia messo nel conto e venga considerato più conveniente che spendere in personale sufficiente e qualificato ed in manutenzioni regolari. In questo, come in tante altre cose, il capitalismo brutale degli americani ha fatto scuola. Nelle carceri italiane il numero dei morti è diventato impressionante. I suicidi quest’anno sono 72. Spesso sono misteriosi ed avvengono in un modo e con una sequenza sempre più sospetta. La vicenda del giovane che trasferito da un carcere del Sud a quello di Alessandria dopo qualche ora dal trasferimento si uccide genera sconcerto. Colpisce anche che l’autopsia stabilisce che è morto per suicidio. L’autopsia può accertare la causa della morte ma non se per propria o altrui volontà. Colpisce la sorda accanita resistenza fatta di silenzi, smentite, minacce per la morte del giovane Cucchi. Colpiscono le storie di tutti i “suicidi” e la loro inverosimiglianza. Ma il sistema assorbe come un muro di gomma tutto e magari c’è chi minaccia querele se si attacca “l’onorabilità del corpo”. Il Ministro La Russa, prima dell’accertamento dei fatti, dichiara l’ innocenza dell’Arma dei Carabinieri. Membri delle forze dell’ordine, nel corso di quest’anno si sono distinti per maltrattamenti di immigrati. Anche vigili urbani sono della partita come abbiamo visto per l’agghiacciante foto della ragazza nigeriana stesa a terra in una cella. Insomma lo Stato percepito attraverso i suoi strumenti di polizia e di detenzione fa paura. E’ diventato davvero “cattivo” come predica Maroni. Il fascismo è già arrivato per alcune categorie di esseri umani come i senza tetto. Un fascismo che non fa notizia dal momento che è stato spacciato per altro, per contrasto alla criminalità. Non è vero. Disgregare una famiglia che vive in Italia da venti anni, con tre ragazzi nati in Italia, incarcerare il capo famiglia perchè dopo aver perso il posto di lavoro è diventato clandestino e viene rinchiuso in un lager CIE è più che fascismo: è nazismo. Con la complicità di un governo fellone e di sindacati arrendevoli che sembrano diventati notai della volontà padronale chiude Termini Imerese. La Fiat si lamenta che la Sicilia non si trovi accanto al Piemonte o alla Lombardia. Presto verranno meno tremila buste paga che servivano a non fare sprofondare una grande zona della provincia palermitana. Un supermercato sorteggia in Sardegna due posti di commesso. La notizia non fa vergognare il Ministro del Lavoro che continua a sollecitare “complicità” tra sindacati e imprenditori. La Guardia di Finanza fa una indagine assai pubblicizzata dai massmedia su un cartello dei produttori di pasta. La pasta ha un prezzo medio al disotto dei due euro. Nessuna indagine viene proposta per il prezzo del pane che ha un costo medio superiore di gran lunga ai due euro. Eppure si fa con la stessa farina ed il procedimento per farlo è assai meno costoso. Nessuna indagine per il prezzo dei medicinali che garantiscano guadagni certi a farmacie oramai tutte miliardarie. La percentuale di guadagno del farmacista è enorme. Spesso c’è la fila perchè il numero delle farmacie è chiuso. Il popolo italiano vive in una società senza mercato preda di monopolisti che nessuno disturba a cominciare dalle assicurazioni e dalla benzina. Crescono le tasse ed i costi dei servizi locali e gli stipendi ed i salari sono fermi o diminuiscono. Intanto gli oligarchi della casta politica sono indaffarati soltanto per soddisfare le voglie e le vendette di Berlusconi. Non si tratta solo dei processi che non dovrebbe subire e dei magistrati che debbono essere puniti per averlo “perseguitato” diventando suoi impiegati. Vuole un Regime che gli permetta di dominare l’Italia da solo e senza controlli. Ci riuscirà. Illustri esperti di quella che una volta era opposizione si stanno spremendo le meningi per accontentarlo. Ci riusciranno? Magari, dopo averlo accontentato, saranno disprezzati ed emarginati dal momento che servono al Capo soltanto per raggiungere i suoi scopi. E basta. Pietro Ancona
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