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Posts Tagged ‘natale’

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

24 dicembre 2012 1 commento

Io sottoscritto (d’ora in avanti “l’Augurante”) chiedo al mio interlocutore (d’ora in avanti “l’Augurato”) di accettare senz’alcun obbligo, implicito o esplicito, i voti più sinceri dell’Augurante (d’ora in avanti “gli Auguri”) affinché l’Augurato possa trascorrere nel migliore dei modi (ove nella frase “migliore dei modi” si sottintende da parte dell’Augurante e si presuppone da parte dell’Augurato un atteggiamento che tenga conto delle problematiche di carattere sociale, ecologico e psicologico, che non sia causa di tensione e/o competizione, né comporti o favorisca alcun tipo di assuefazione o di discriminazione, sia sessista, sia di diverso carattere) per la festività coincidente al Solstizio d’Inverno convenzionalmente nota come “Natale”, ma che può essere chiamata e celebrata dall’Augurato secondo le sue tradizioni religiose e/o laiche, premesso il debito rispetto nei confronti delle tradizioni religiose e/o laiche di persone di qualunque razza, credo o sesso diverse dall’Augurato, ivi comprese coloro che non praticano alcuna tradizione religiosa e/o laica. Qualsiasi riferimento a qualunque divinità, figura mitologica, personaggio tradizionale, reale o leggendario, vivo o morto che sia; a simboli (ove sono compresi tra l’altro – ma non limitativamente – canti e rappresentazioni artistiche, letterarie e sceniche) religiosi, mitologici o della tradizione che possa essere ravvisato direttamente o indirettamente nei presenti Auguri non implica da parte dell’Augurante alcun sostegno nei confronti della figura o del simbolo in questione.
L’Augurante chiede inoltre all’Augurato di accettare gli auguri per un felice (ove l’aggettivo “felice” viene definito tra l’altro – ma non limitatamente – come “gratificante dal punto di vista personale, sentimentale e finanziario e privo di complicazioni di carattere medico, dirette o indirette”) anno 2013. L’Augurante sottolinea che la datazione “2013” è qui considerata come convenzionale, così com’è considerata convenzionale la data del 1° Gennaio come inizio dell’anno, e dichiara il suo assoluto rispetto per altri tipi di datazione legati alle differenti culture religiose e/o laiche di cui l’Augurante riconosce il prezioso contributo allo sviluppo dell’attuale società multietnica.
Augurante e Augurato convengono inoltre su quanto segue:
– Gli Auguri valgono a decorrere dalla data del presente accordo al 31 Dicembre 2012, dopodiché dovranno essere esplicitamente rinnovati da parte dell’Augurante.
– Gli Auguri non implicano alcuna garanzia che i voti di “felicità” espressi dall’Augurante trovino un effettivo riscontro nella realtà dell’Augurato, il quale non potrà attribuire all’Augurante alcuna responsabilità civile e/o penale e/o morale per la loro mancata attuazione.
– Gli Auguri sono trasferibili a terzi purché il testo originale non subisca modifiche o alterazioni. La libera diffusione del testo non implica tuttavia il pubblico dominio del testo stesso, i cui diritti appartengono in ogni caso al detentore del copyright.
– L’Augurante declina ogni responsabilità derivata dall’utilizzo degli Auguri al di fuori dai limiti prescritti; in particolare, l’Augurante declina ogni responsabilità per eventuali danni fisici o morali all’Augurato e/o a persone e/o sistemi informatici a lui collegati derivati dall’invio degli Auguri mediante E-Mail o qualunque altro metodo di trasmissione, elettronico o di diverso genere, attualmente in uso, in fase di sperimentazione o non ancora inventato.
Ciò stabilito
Buon Natale e Buon 2013

Luce

7 dicembre 2012 Lascia un commento

crisidinataleBologna è una città del centro-nord ed considerata una città benestante. A Bologna la Caritas dà da mangiare a 5.400 persone e tra di loro il numero degli Italiani cresce di giorno in giorno. A Bologna 1.500 persone non sanno dove andare a dormire.
Anche mia figlia è andata a lavorare alla mensa della Caritas. Si dichiara atea, ma la compassione non è chiesastica, è umana.
La Caritas è un’opera benedetta in un Paese che è stato avviato al Terzo Mondo con ferma premeditazione, un Paese dove si governa contro i poveri e dove non esiste reddito minimo di cittadinanza. Dove un ministro dichiara che dovremo fare a meno dello stato sociale perché è un lusso che non ci possiamo più permettere, mentre continueremo a permettersi evasori e corrotti. E dove la televisione è piena del parolaio Renzi che intende privatizzare ogni servizio ma gli Italiani sono avvinti dal suo scilinguagnolo e non lo capiscono.
Penso a questo Paese che si dichiara ancora cristiano. Penso al Vaticano che ha sostenuto per 18 anni Berlusconi solo per preservare i suoi interessi materiali e che ora è pronto a sostenere Monti purché di nuovo faccia solo i suoi interessi materiali.
Penso al lestofante Berlusconi che si caccia in bocca l’ostia come fosse un salatino.
Penso a Monti e alla sua cricca di bocconiani e professori della Cattolica e al loro stranissimo senso di cristianità. Anche i nazisti si denominavano cristiani. E persino Stormfront ha la faccia di dichiararsi difensore della fede. Cristiani erano i nazisti dei lager, e portavano la scritta “Gott mit uns” sulla cinta, mentre macellavano i loro fratelli.
Essere cristiani oggi è una strana nomea, pretesa da strani personaggi.
Ammiro la Caritas e quelli che ci lavorano. Spero che i suoi locali siano bene illuminati, perché al momento è l’unica luce che si vede in fondo al tunnel di Monti.
Viviana Vivarelli
http://masadaweb.org/

Andando in cerca del Natale

11 dicembre 2010 Lascia un commento

In questi giorni, cercando in cartoleria o in libreria qualche biglietto per gli auguri natalizi , ho constatato che esistono in commercio pochissimi cartoncini augurali con riferimenti sacri espliciti all’evento del Natale.
Potete trovare riprodotti in abbondanza Babbo Natale, abeti carichi di addobbi, pupazzi di neve, slitte, vischio e quant’altro del noto “arsenale” natalizio, ma è assai difficile trovare riprodotti la Natività, il Bambin Gesù, il Presepe. A meno che non ci si rivolga a negozi specifici , come la Libreria san Michele ( ex Paoline).
Egualmente se si cerca un libricino sul tema del Natale , da regalare ai bambini. Ne ho sfogliati diversi , ma la maggior parte tratta del Natale in maniera banale e generica : festa della famiglia, festa dei doni, dei buoni sentimenti…Pochissimi parlano esplicitamente della nascita di Gesù, spiegandola.
Ed anche volendo trattare del solo buon vecchio Babbo Natale, ,mi sono accorta che ne viene del tutto trascurata l’origine cristiana : si tratta di Sankta Klaus , ovvero di San Nicola, che ha in Italia meridionale e nei paesi del nord-est Europeo una antichissima tradizione. Ho visto persino Babbo Natale illustrato accanto agli Elfi e ai nani, ossia a personaggi della mitologia celtica !
Allora mi domando: se qualcuno in questi ultimi decenni ha preteso ( e vi è quasi riuscito!) di fare della grande festa cristiana – carica di attesa per i credenti, di raccoglimento, mirata all’esultanza che ci scoppia in cuore per la nascita di Gesù – una festa laica, senza alcun riferimento al sacro, senza accenni alla precisa matrice storica e divina del Natale, perché allora -domando a costoro – chiamarla ” NATALE” ? Se qualcuno , e sono in molti, coltiva l’assurda idea di una festa che cade una volta l’anno per scambiarsi doni inutili e spendere nemmeno per fare opere di bene, per piacere ! non si chiami tutto ciò ” NATALE”; si scelga un altro nome, si celebri in un altro momento dell’anno, ma non in concomitanza della festa cristiana, alla quale tutti sì sono chiamati , ma solo se vogliono partecipare al suo vero significato e non per alienarla.
Si ripete così una cosa molto grave: una società , per gran parte dell’anno indifferente a Dio e all’Uomo, si è impadronita, per tacitare la propria cattiva coscienza, del nome della festa cristiana come fosse un contenitore da riempire di imprecisati sentimenti buonisti, consumismo e mercato compreso, mentre tanti cristiani ( non tutti in verità) sono diventati come ciechi, poiché nel bailamme generale e mediatico stanno perdendo di vista il vero significato di questo altissimo evento del Cristianesimo, rivolto e destinato all’Umanità intera, per salire sul carro illuminato e chiassoso dello spreco becero e delle spese inutili. E’ evidente che se l’uomo ” svuota” il Natale di tutto il suo specifico significato spirituale, altro non resta che spendere danaro per colmare di ” cose” ciò di cui si è perduto o si va dimenticando l’essenza. Si riempie in tal modo il proprio vuoto esistenziale. Perdendo il senso del Natale si va perdendo il significato del Vangelo, che viene volgarizzato a storielle moralistiche, e non è inteso come messaggio di speranza universale.
Il mio certamente è il discorso di una credente, ma confido che anche colui il quale non sia animato da particolare spirito di fede possa condividere la riflessione da me fatta, poiché dall’estremo materialismo sembra non sottrarsi più nessuno e la voce spirituale, innata in ognuno di noi, si fa sempre più flebile.
Maria Teresa Morini

Natale infelice ed il prossimo sarà peggiore

26 dicembre 2009 3 commenti

Ho visto in TV scene dalla Stazione di Milano che mi hanno riempito di sgomento. Una folla enorme di persone abbandonate a se stesse in attesa da ore nel gelo per potere prendere un treno e tornare a casa. Mi ha colpito il viso spaventato e lacrimoso di un giovane che si chiedeva disperato se sarebbe mai riuscito ad arrivare a casa per Natale. Poi è scoppiata una rissa tra viaggiatori per accaparrarsi un posto sul treno per Lecce. Scene da dopoguerra. Il dopo privatizzazione delle Ferrovie è come un dopoguerra dal momento che il sistema è stato bombardato dalle bombe dei risparmi sulle manutenzioni, dal mancato rinnovo della rete e del materiale rotabile. I soldi servono a mantenere un Consiglio di Amministrazione costoso che deve mantenere una rete parassitaria di collaboratori managers, consulenti, appalti esterni…. La privatizzazione sta mostrando tutta la sua asocialità. L’azienda si comporta come un imprenditore privato alla ricerca del massimo lucro. Non tiene in nessun conto gli interessi generali del paese e dei suoi cittadini. Investe nell’alta velocità che serve soltanto chi può permettersi di pagare un biglietto diventato inaccessibile per i “normali” lavoratori. Treni per imprenditori, professionisti, gente che non deve stare attenta a quanto incide il costo del trasporto su uno stipendio mensile medio che a stento è di 1200 euro. E’ stata attuata una selvaggia deregolation. Se questa costa qualche morto, qualche incidente, si ha il sospetto che sia messo nel conto e venga considerato più conveniente che spendere in personale sufficiente e qualificato ed in manutenzioni regolari. In questo, come in tante altre cose, il capitalismo brutale degli americani ha fatto scuola. Nelle carceri italiane il numero dei morti è diventato impressionante. I suicidi quest’anno sono 72. Spesso sono misteriosi ed avvengono in un modo e con una sequenza sempre più sospetta. La vicenda del giovane che trasferito da un carcere del Sud a quello di Alessandria dopo qualche ora dal trasferimento si uccide genera sconcerto. Colpisce anche che l’autopsia stabilisce che è morto per suicidio. L’autopsia può accertare la causa della morte ma non se per propria o altrui volontà. Colpisce la sorda accanita resistenza fatta di silenzi, smentite, minacce per la morte del giovane Cucchi. Colpiscono le storie di tutti i “suicidi” e la loro inverosimiglianza. Ma il sistema assorbe come un muro di gomma tutto e magari c’è chi minaccia querele se si attacca “l’onorabilità del corpo”. Il Ministro La Russa, prima dell’accertamento dei fatti, dichiara l’ innocenza dell’Arma dei Carabinieri. Membri delle forze dell’ordine, nel corso di quest’anno si sono distinti per maltrattamenti di immigrati. Anche vigili urbani sono della partita come abbiamo visto per l’agghiacciante foto della ragazza nigeriana stesa a terra in una cella. Insomma lo Stato percepito attraverso i suoi strumenti di polizia e di detenzione fa paura. E’ diventato davvero “cattivo” come predica Maroni. Il fascismo è già arrivato per alcune categorie di esseri umani come i senza tetto. Un fascismo che non fa notizia dal momento che è stato spacciato per altro, per contrasto alla criminalità. Non è vero. Disgregare una famiglia che vive in Italia da venti anni, con tre ragazzi nati in Italia, incarcerare il capo famiglia perchè dopo aver perso il posto di lavoro è diventato clandestino e viene rinchiuso in un lager CIE è più che fascismo: è nazismo. Con la complicità di un governo fellone e di sindacati arrendevoli che sembrano diventati notai della volontà padronale chiude Termini Imerese. La Fiat si lamenta che la Sicilia non si trovi accanto al Piemonte o alla Lombardia. Presto verranno meno tremila buste paga che servivano a non fare sprofondare una grande zona della provincia palermitana. Un supermercato sorteggia in Sardegna due posti di commesso. La notizia non fa vergognare il Ministro del Lavoro che continua a sollecitare “complicità” tra sindacati e imprenditori. La Guardia di Finanza fa una indagine assai pubblicizzata dai massmedia su un cartello dei produttori di pasta. La pasta ha un prezzo medio al disotto dei due euro. Nessuna indagine viene proposta per il prezzo del pane che ha un costo medio superiore di gran lunga ai due euro. Eppure si fa con la stessa farina ed il procedimento per farlo è assai meno costoso. Nessuna indagine per il prezzo dei medicinali che garantiscano guadagni certi a farmacie oramai tutte miliardarie. La percentuale di guadagno del farmacista è enorme. Spesso c’è la fila perchè il numero delle farmacie è chiuso. Il popolo italiano vive in una società senza mercato preda di monopolisti che nessuno disturba a cominciare dalle assicurazioni e dalla benzina. Crescono le tasse ed i costi dei servizi locali e gli stipendi ed i salari sono fermi o diminuiscono. Intanto gli oligarchi della casta politica sono indaffarati soltanto per soddisfare le voglie e le vendette di Berlusconi. Non si tratta solo dei processi che non dovrebbe subire e dei magistrati che debbono essere puniti per averlo “perseguitato” diventando suoi impiegati. Vuole un Regime che gli permetta di dominare l’Italia da solo e senza controlli. Ci riuscirà. Illustri esperti di quella che una volta era opposizione si stanno spremendo le meningi per accontentarlo. Ci riusciranno? Magari, dopo averlo accontentato, saranno disprezzati ed emarginati dal momento che servono al Capo soltanto per raggiungere i suoi scopi. E basta. Pietro Ancona
Medioevosociale

Il partito dell’amore

22 dicembre 2009 Lascia un commento

Se non vieni all’asilo dalle suore non canti nel coro di Natale.
I canti in chiesa solo a chi frequenta l’asilo privato gestito dalle suore. I genitori dei bambini esclusi, che frequentano la materna comunale, si sentono cattolici di serie B. La direttrice del coro è anche vicesindaco, leghista. “Chi va alla scuola comunale _ spiega Barbara Ruffoni _ fa una scelta ideologica”. Ma l’esclusione sembra sia stata dettata dal fatto che l’asilo comunale è frequentato anche da bambini extracomunitari.
“E’ una bufala”. Così il parrocco di Ceresara definsice la bufera scatenata dal coro di Natale a cui partecipano solo i bambini che frequentano l’asilo delle suore. Don Guido Zelada punta il dito contro le madri dei bambini dell’asilo statale esclusi dal coro che hanno protestato: “Queste donne sono mosse soltanto dalla volontà di seminare zizzania”. Il polverone alzato dalla notizia intanto ha portato la direttrice del coro e vicesindaco, Barbara Ruffoni, a un pubblico mea culpa senza la benedizione del prete.
La Gazzetta di Mantova