Archivio

Posts Tagged ‘scandalo’

Se il premier è ricattabile

31 gennaio 2010 Lascia un commento

Se il premier è ricattabile
Ora si grida al complotto, ma la vicenda D’Addario dimostra solo la leggerezza istituzionale di Berlusconi
La parola chiave è “ricattabilità”.
Si, perché comunque la si giri questa strana storia di Patrizia D’Addario, la escort che adesso, secondo il settimanale Panorama, sarebbe considerata dal procuratore di Bari Antonio Laudati una sorta di Mata Hari di provincia inviata a Palazzo Grazioli per incastrare il premier, dimostra con quanta leggerezza Silvio Berlusconi abbia ricoperto il suo ruolo istituzionale di presidente del Consiglio di tutti gli italiani.
Ogni protagonista dell’inchiesta pugliese, e persino il premier in persona, ha confermato che, almeno fino allo scorso maggio, l’accesso nelle abitazioni del Cavaliere, equiparate per legge a residenze di Stato, era totalmente incontrollato.
Così frotte di donne, molte delle quali straniere o a pagamento (ufficialmente erano ragazze immagine) cenavano, cantavano, ballavano e, in qualche caso facevano pure dell’altro, con Berlusconi senza che nessuno sapesse chi erano e da dove venivano.
Una falla importante nella sicurezza del capo del governo, visto che il ricatto o lo scandalo sessuale sta nell’Abc dei manuali di spionaggio.
Una qualsiasi potenza straniera, o qualsiasi avversario politico particolarmente spregiudicato, avrebbe insomma avuto campo libero per screditarlo o, addirittura, per condizionare le sue decisioni.
Se davvero, come sostiene il settimanale edito da Berlusconi, le cose sono andate in questo modo, di chi è la responsabilità?
Riandando con la moviola della memoria a quei giorni convulsi di inizio estate è facile scoprirlo.
È di Silvio Berlusconi.
di Peter Gomez

Annunci

Gli sciali del sovrano

27 gennaio 2010 Lascia un commento

Gli sciali del sovrano: 4 miliardi e mezzo di spese inutili
Crisi? E quando mai? B col suo governo ha impiantato una vera reggia, dove si moltiplicano dipendenti e sprechi. Con oltre 1 miliardo di € l’anno bruciato per alimentare una burocrazia di corte che si allarga a dismisura e conta già 1.400 persone più del previsto. Mentre per allestire i set televisivi degli show del sovrano si spendono 5 milioni e si arriva a pagare 250 € il noleggio di un pc per una sola giornata. E dove ci sono segretarie con la stessa qualifica e retribuzione dei grandi capi. Una follia! Impossibile da immaginare nell’Italia normale dove aziende ed enti pubblici tagliano e licenziano a tutto spiano per far quadrare i conti. Ma la crisi non tocca B e i piani più alti della nomenklatura berlusconiana dove si può ben dire che la crisi è alle spalle, mentre domina allegramente lo scialo più sciagurato. Manlio Strano, autore di saggi su riviste giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei ministri, è stato appena nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti, il top della carriera pubblica. La segretaria Marinella Brambilla diventa direttore generale. Diventano superdirigenti generali Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta, Maria Serena Ziliotto, che assiste Giovanardi, e Patrizia Rossi, segretaria di Rocco Crimi. Plotoni di alti funzionari senza incarichi operativi passano il tempo a far nulla mentre si continua a imbarcare nuovi assunti con pingui stipendi.
A Palazzo Chigi lavorano ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di quelle previste nella pianta organica, a dimostrazione del fatto che quella dei dipendenti è ormai una spesa fuori controllo.
Mentre il folle Brunetta parla di tagliare le pensioni di anzianità di 500 €, la corsa dei costi di Palazzo Chigi sembra inarrestabile: 3 miliardi 621 milioni nel 2006; 4 miliardi 280 milioni nel 2007; 4 miliardi 294 milioni, nel 2008. Soldi che se ne vanno per mille rivoli e che finanziano le strutture proliferate sotto B tra uffici di diretta collaborazione (23) e dipartimenti retti da sottosegretari e ministri senza portafoglio: i centri di spesa in bilancio sono ben 19. Degli oltre 4 miliardi, più del 70% se ne va per le cosiddette “politiche attive” dei dipartimenti, a cominciare dalla Protezione civile che da sola nel 2008 ha divorato 2.132 milioni. Quel che resta è inghiottito dal funzionamento dell’apparato, degno di una corte barocca. L’organizzazione di Palazzo Chigi è ramificata tra uffici di staff del presidente (consigliere diplomatico, militare, eccetera), quelli sottoposti al segretario generale che assicurano il funzionamento della macchina (bilancio, controllo, voli di Stato, gestione degli immobili) e i dipartimenti retti da sottosegretari e da ben 10 ministri. Senza contare la miriade di comitati e commissioni di cui in molti casi solo con grande sforzi si ravvisa la necessità. È per finanziare questo immenso apparato che le spese hanno toccato la cifra record del 2008, mentre nulla ancora si sa sul rendiconto 2009 che potrebbe segnare un nuovo primato.
B è molto attento alla sua immagine. Ma quanto ci costa? Ha reclutato all’interno di una propria struttura (“ufficio del presidente”) Mario Catalano, idolo dei cultori del porno soft per essere stato lo scenografo di “Colpo Grosso”, e Roberto Gasparotti, ex teleoperatore Fininvest, cerimoniere dalle maniere forti e dai precedenti poco rassicuranti che prepara il set e lo libera dalle presenze sgradite. La sola operazione case con cui B dava le chiavi ad alcune faniglie terremotate è costata 300.000 €, con cui di appartemaneti se ne facevo 6. Prodi per tutto il suo governo in 25 mesi spese 150.000 €.
La cena per raccogliere fondi per Israele è costata 110.000 € , di cui 14.00 solo per riprendere B. Tremonti paga il Bilancio di Palazzo Chigi con un fondo apposta. Poi gli mancano i soldi per la carta igienica delle scuole o per gli antidolorifici negli ospedali!
Intanto, mentre si tagliano i posti di lavoro e si chicchiera di parlamento ridotto, gli organicidi B continuano a crescere. Da 3.063 persone si è arrivati a 4.542. E si è agilmente superato il blocco delle assunzioni della Finanziaria con una selva di comandati- raccomandati dall’alto e lautamente pagati, alla facia della crisi!
Ogni dirigente si becca 180 mila € lordi l’anno, Bertolaso 280 mila e il segretario generale Manlio Strano 297 mila, Ragusa, ex generale dei carabinieri e dei servizi segreti, riassunto da pensionato: 184 mila; riesumato anche Carlo Sica, consulente da 40 mila, o Bravi collocato alla struttura di missione sui 150 anni dell’Unità d’Italia:139 mila!
Così vanno le cose a Palazzo Chigi: molti dirigenti di ruolo non hanno nulla da fare, ma si continua a conferire incarichi agli estranei senza il minimo ritegno.
Stessa musica negli uffici di Letta e di quasi tutti gli altri sottosegretari e ministri senza portafoglio che continuano a elargire incarichi e prebende sfruttando anche la miriade di comitati e commissioni (ne abbiamo contate oltre 60) di cui la presidenza è disseminata.
E anche le “strutture di missione” sono un altro sperpero di palazzo Chigi. Dovrebbero essere comitati di durata temporanea per affrontare eventi speciali. Ma ne esistono una trentina, nati in tempi lontanissimi e puntualmente riconfermati. Per es. La struttura di supporto alla delegazione governativa per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, o l’unità strategica per la comunicazione sull’attività del governo, o la struttura per il rilancio dell’immagine dell’Italia, o per cogliere le “opportunità delle Regioni in Europa” ..Follie! Dissipazioni! Uno schiaffo sulla faccia del paese che meriterebbe altro che un souvenir in risposta!
Fonte: l’Espresso