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Posts Tagged ‘sicurezza’

La Polizia della casta

30 marzo 2010 Lascia un commento

Per esempio mi è capitato ieri di raccontare una storia che mi è stata raccontata da alcuni testimoni oculari, che è avvenuta nel Palazzo di Sky sulla Via Salaria a Roma nella giornata di venerdì, quando Berlusconi è arrivato con il solito corteo armato fino ai denti e questo è giusto, la scorta al Presidente del Consiglio è un atto dovuto, si è recato nel Palazzo di Sky per un’intervista in diretta che poi i giornali hanno raccontato, pochi l’hanno vista in diretta anche se era stata molto reclamizzata, credo abbia avuto 50 mila telespettatori di share in media, una cosa miserrima, lo 0,3% dello share RAI per una notte, la trasmissione evento di giovedì sera al Paladozza messa in piedi da Michele Santoro ha fatto soltanto su Sky il 2,5%, Berlusconi lo 0,3%.
Berlusconi è entrato con il suo corteo, con la sua scorta e con tutto l’apparato e intanto succedeva nel Palazzo una cosa, che per dirla con il Direttore generale della RAI Masi, neanche nello Zimbabwe!
Due uomini della sicurezza interna dell’edificio, scoprivano che nel dipartimento dei grafici, su una grande vetrata di circa 4 metri per 4, era stato affisso un foglietto formato A4 bianco, con stampata una frase, la frase è la seguente “Odiare i mascalzoni è cosa nobile” questa è una frase di Marco Fabio Quintiliano, un intellettuale nato nel 35 d.C. a Calagurris in Spagna e poi trasferitosi a Roma, è diventato il famosissimo Quintiliano, ha scritto questa frase, perché è stata stampata su quel foglio e appiccicata alla vetrata del reparto grafici di Sky, perché proprio giovedì sera, la sera prima, Daniele Luttazzi dal Paladozza nel suo monologo aveva ricordato, demolendo con una sola frase di Quintiliano mesi e mesi di cazzate sul partito dell’odio, dell’amore, quelli che incitano all’odio etc., etc., ha detto quello che personalmente penso e avevo detto anche io a suo tempo dopo il lancio del souvenir sul volto del Presidente del Consiglio, che intanto quello è un matto e non c’entra niente con l’odio, ma in ogni caso se anche uno vuole odiare da casa sua è liberissimo di odiare chi gli pare, l’importante è che l’odio non si trasformi in atti di violenza.
Quindi due ragazzi del reparto grafici dell’edificio di Sky avevano trovato condivisibile quella frase e l’hanno appiccicata. Gli uomini della sicurezza dell’edificio, la sicurezza interna, hanno notato quella scritta e hanno segnalato la cosa alla guardia presidenziale, alla scorta del Presidente del Consiglio e a quel punto è successo qualcosa che per una democrazia è ai limiti dell’incredibile, anzi è oltre, due agenti ben tarchiati della Digos, due montagne umane sono piombate nel piano dove c’è questa vetrata, hanno constatato che era effettivamente stato affisso quel foglietto con quella scritta, hanno chiuso tutte le finestre per evitare che si vedesse da fuori quello che stavano facendo, evidentemente rendendosi conto che stavano facendo qualcosa di grosso, dopodiché uno dei due dopo aver sequestrato il corpo del reato, il foglietto, ha fatto irruzione dentro l’ufficio dei grafici, si è diretto verso il computer principale, si è messo ad armeggiare alla tastiera, ha cercato di aprire gli ultimi file aperti per cercare di incastrare, di individuare colui che aveva scritto e stampato quella scritta, ma purtroppo per lui i grafici non usano il mouse, usano la tavoletta grafica e questo agente non la sapeva usare, per cui ha chiesto a una persona lì presente, a una ragazza di aiutarlo a aprire gli ultimi file, nel tentativo di smascherare gli autori dell’orrendo misfatto, senza sapere che peraltro i due ragazzi erano già stati portati sotto, all’ingresso, interrogati da un’altra coppia di agenti della Digos e avevano immediatamente dichiarato, dato che non avevano niente da nascondere, di avere stampato e affisso loro quella scritta.
A quel punto sono stati identificati e da quello che risulta stavano per essere portati in Questura, non so se sia un provvedimento di fermo, cosa volessero fare a questi due ragazzi, soprattutto quale reato avessero commesso, affissione di messaggi di Quintiliano, citazioni latine proibite, porto abusivo di cultura latina, non si sa quale sia il reato che avevano individuato questi somari che avevano ritenuto delittuoso un comportamento assolutamente legittimo e secondo me anche doveroso, sta di fatto che poi interviene un componente dell’ufficio legale della società che riesce a scongiurare almeno che questi vengano portati via dalla Polizia.
Quintiliano invece non l’hanno ancora trovato, ma lo stanno cercando con unità cinofile, con posti di blocco e quindi non si dispera di bloccare anche il capocellula di questo covo di terroristi che si annida nell’ufficio grafici del Palazzo di Sky.
Capite che se si arriva a questi estremi, a punire le idee, a punire la cultura, soltanto perché qualcuno con un eccesso di zelo degno di migliore causa, appena legge “odiare i mascalzoni è cosa nobile” pensa immediatamente a Berlusconi, perché non c’era scritto “odiare Berlusconi” c’era scritto “odiare i mascalzoni” bisognerebbe interrogare i poliziotti privati e della Digos e dire loro: com’è che vi è subito venuto in mente Berlusconi appena avete letto il messaggio, visto che Quintiliano difficilmente nel primo secolo dopo Cristo si riferiva a Berlusconi quando scriveva “odiare i mascalzoni è cosa nobile”? Se si passa sopra queste cose, se non ci sarà qualcuno che si prenderà la responsabilità di quello che è successo, se questa notizia resterà confinata su Il Fatto quotidiano o sui nostri blog, se non si comincerà a chiedere molto civilmente conto alla Questura di Roma del comportamento di questi agenti e se la Magistratura romana non prenderà dei provvedimenti nei confronti di questi signori e se i loro stessi colleghi non cominceranno a dire: noi non c’entriamo con certi comportamenti, vorrà dire che abbiamo fatto un altro passo in avanti verso il regime, venerdì pomeriggio alle 14,30 quando si è verificato questo fatto incredibile e un poliziotto che entra nel personal computer di un lavoratore per cercare di capire chi ha appeso a un muro un messaggio di un autore latino. A furia di lasciar passare queste cose ci abituiamo e l’assuefazione fa entrare un altro pezzo di regime dentro le nostre teste e quindi ci rende sempre più tolleranti verso nuovi abusi di potere, perché questo è chiaramente un abuso di potere, grosso come una casa ai danni di due cittadini che non avevano fatto assolutamente niente di male, avevano esercitato un diritto costituzionale previsto dall’Art. 21 della Costituzione.
Tratto da “La Polizia della casta” di Marco Travaglio

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Il mimo che si muove

27 dicembre 2009 Lascia un commento

(ANSA) – FIRENZE, 26 NOV – Giro di vite del sindaco di Firenze Matteo Renzi contro l’accattonaggio e la mendicita’ ”molesti e invasivi”. Da domani e per i prossimi sei mesi sara’ in vigore un’ordinanza che punira’ con multe da 80 a 480 euro anche chi, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, ‘armato’ di strumenti musicali come fisarmonica, mandolino e chitarre, infastidisce gli avventori di bar o ristoranti, e i falsi mimi, ovvero coloro che camuffati come i veri artisti di strada che posano ‘immobili’ nel centro di Firenze, avvicinano i passanti: in quest’ultimo caso e’ ragionevolmente presumibile, si spiega, che tutto sia finalizzato a distrarli per facilitare la commissione, a loro danno, di reati contro il patrimonio. Multe anche per accattonaggio e mendicita’, ancorche’ non molesti, vicino o dentro gli ospedali e agli incroci stradali. L’ordinanza, adottata anche in base ai nuovi poteri conferiti ai sindaci dal decreto Maroni del 5 agosto 2008, e’ stata decisa dopo che negli ultimi tempi, specie nel centro della citta’, si e’ verificata, si spiega, una ”notevole recrudescenza di fenomeni” legati appunto al mendicare molesto, ovvero non realizzato con il semplice atto della mano tesa o simili, ma ”accompagnato da altre invasive forme di trasmissione del messaggio”. Tra le categorie ‘vietate’ indicate nel provvedimento, firmato dal sindaco, rientrano anche coloro che chiedono l’elemosina in modo invasivo perche’ utilizzano cani di grossa taglia, fatti stazionare in strada o sui gradini di negozi e chiese, o evidenziando malformazioni agli arti o con grave difficolta’ di deambulazione, per suscitare sentimenti di pieta’ e provocare la dazione di denaro.
L’ordinanza e’ stata illustrata stamani dall’assessore comunale al decoro Massimo Mattei e dal comandante della polizia municipale fiorentina Massimo Ancillotti. Mattei ha spiegato che l’ordinanza ”non e’ una iniziativa contro i mendicanti ne’ una svolta securitaria, ma di buon senso”. A Firenze gia’ dal 2008 e’ vietato mendicare distesi per strada, come previsto dal regolamento di polizia municipale voluto dall’ex assessore di Palazzo Vecchio Graziano Cioni, padre anche dell’ ordinanza contro i lavavetri. (ANSA).
Ansa

La notizia è di qualche tempo fa. Senza entrare nel merito del provvedimento, credo che tuttavia valga la pena di soffermarsi su una parte dell’ordinanza del Sindaco di Firenze, laddove si dice che ” l’ordinanza punisce coloro che camuffati come i veri artisti di strada che posano ‘immobili’ nel centro di Firenze, avvicinano i passanti: in quest’ultimo caso e’ ragionevolmente presumibile che tutto sia finalizzato a distrarli per facilitare la commissione, a loro danno, di reati contro il patrimonio.”
Tempo addietro spiegavano le affinità fra diritto penale e diritto penale amministrativo, cioè fra illecito penale e illecito amministrativo. A quest’ultimo tipo di illecito, a seguito della depenalizzazione intervenuta con legge dell’81, sono stati estesi alcuni principi fondamentali del diritto penale, quali quello della riserva di legge, colpevolezza e offensività. In buona sostanza, per vietare un comportamento, quanto meno tale comportamento dev’essere lesivo di un bene tutelato dall’ordinamento. E’ evidente che non si può porre alcun divieto, ancorchè puramente amministrativo solo perchè ” è ragionevolmente presumibile… “. In verità i poteri concessi ai sindaci dalla legge 125 del 2008, avvelendosi della clausola generale sulla tutela della sicurezza urbana, sono piuttosto elastici, ma comunque devono essere sempre esercitati nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, come, a dire il vero, è avvenuto nella maggioranza dei casi. Sono state infatti adottate ordinanze per reprimere la somministrazione e il consumo di alcolici dei minori, per contrastare la prostituzione, anche se, di per sè, la prostituzione non è (ancora) reato; per tutelare il decoro urbano, contro il vandalismo, la “movida” (non solo con il divieto di vendita per alimenti e bevande ai minori, ma anche per il disturbo della quiete), e infine contro l’abbandono di rifiuti. Tutte condotte apparentemente lesive della sicurezza urbana il cui merito potrebbe essere anche opinabile, ma comunque niente a che vedere con il divieto di “sedersi in modo disordinato o improprio, appoggiandovi, ad esempio, i piedi”, relativo alle panchine del parco, evidentemente l’illegittimo frutto di una (fervida??) mente, o come nel caso dell’ordinanza del Sindaco di Firenze, con la quale si vieta in buona sostanza, “il mimo che si muove”, andando ben oltre lo spirito e la ratio della legge. Sarebbe come vietare la circolazione in automobile perchè è ragionevolmente presumibile che si possano causare incidenti.